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Dolzago, Sindaco e consiglieri di maggioranza denunciati per diffamazione

Nella notte che ha preeduto il "silenzio elettorale" delle elezioni comunali dolzaghesi hanno diffuso un volantino per screditare un altro candidato

Bufera sul Comune di Dolzago, dove il Sindaco e i componenti dell'intera lista elettorale sono stati indagati per diffamazione per una denuncia sporta da un candidato sindaco sconfitto alle scorse elezioni amministrative.

L'inchiesta della Digos è partita dalla denuncia presentata da Pier Giorgio Panzeri, già Sindaco del paesino brianzolo nel quinquennio 2004-2009 e candidato alle elezioni del 25 maggio 2014: l'uomo ha infatti denunciato l'attuale Sindaco, Paolo Lanfranchi, per un volantino che sarebbe stato recapitato ai dolzaghesi nella tarda serata del 23 maggio, subito prima che iniziassero le 24 ore di "silenzio elettorale". 

Sul volantino, secondo Panzeri, sarebbero state riportate delle informazioni false, allo scopo di screditare la sua candidatura senza dargli la possibilità di controbattere proprio perché, appunto, il 24 maggio sarebbe stato violato il divieto di fare campagna elettorale.

Le affermazioni diffamatorie contenute nel volantino sarebbero state due: una in riferimento al rimborso percepito da Panzeri, che «essendo residente a Monza - riporta la nota della Questura - avrebbe percepito, come rimborso per le spese di viaggio, la somma di 9.854,34 euro di cui 1.408,44 euro negli ultimi cinque anni, attribuendo così all'ex Sindaco un uso illecito delle risorse pubbliche; una attribuzione di responsabilità sostenuta nel testo da frasi quali “alla faccia del risparmio”, “la bella somma di…” a dire del denunciante volte ha rafforzare nel lettore un giudizio negativo nei confronti della sua persona». La seconda affermazione sosterrebbe, inoltre, che Panzeri avrebbe «dichiaratamente mentito  in ordine ai nuovi insediamenti residenziali di Dolzago, in quanto “….quelli realizzati sino a oggi li aveva decisi lui durante il suo mandato"».

Al momento della denuncia, Panzeri precisava anche di aver chiesto pubblicamente, durante una seduta del Consiglio comunale del luglio 2014, delle delucidazioni a proposito del volantino ai consiglieri di maggioranza e al Sindaco Lanfranchi, senza ottenere risposta: proprio questo avrebbe convinto l'ex Sindaco a sporgere denuncia il mese successivo, sicuro della partecipazione dei componenti della maggioranza all'azione diffamatoria.

Dalle indagini condotte dalla Digos è emerso non soltanto che il rimborso percepito da Panzeri, in quanto Consigliere di minoranza, ammontava a 128,64 e non ai 1.408,44 come dichiarato nel volantino, ma anche che Lanfranchi era a conoscenza dell'ammontare preciso già dal 13 maggio 2014, giorno in cui il personale del Comune di Dolzago aveva risposto formalmente alla richiesta di informazioni fatta dall'allora candidato Sindaco.

Per quanto riguarda la nuova zona residenziale, le indagini hanno confermato l'estraneità di Panzeri dalle decisioni, in quanto lui non solo ha mai assunto, da Sindaco, la direzione dell'Ufficio tecnico di Dolzago, ma anche perché i piani regolatori e di governo del territorio erano stati approvati dalle giunte Crippa e Isella, che avevano preceduto e seguito il mandato di Panzeri.

I candidati della lista capitanata da Lanfranchi, compreso il Primo cittadino, sono stati quindi convocati dalla Digos per definire le responsabilità sia del committente del volantino, sia di eventuali altre persone, dato che il documento oggetto di denuncia riporta come simbolo quello della lista. 

I dieci candidati, tutti eletti tranne due, hanno confermato di aver artecipato tutti alla campagna elettorale, hanno riconosciuto il volantino e confermato di aver partecipato alla stesura, condividendo i contenuti, e di averlo distribuito ai dolzaghesi.

Per questa ragione il Sindaco e gli 8 Consiglieri di maggioranza, assieme ai 2 non eletti, sono stati indagati per diffamazione a mezzo stampa: ora rischiano la reclusione da 6 mesi a tre anni o una sanzione il cui importo minimo è 526 euro.

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