Valsecchi inizia sul lago la sua corsa a Palazzo Bovara: «Senza interdipendenza non si va da nessuna parte»

L'attuale assessore comunale correrà come candidato sindaco di Appello per Lecco: «Siamo seri, daremo massimo supporto a Virginio Brivio fino alla fine del mandato»

Corrado Valsecchi, candidato sindaco di Appello per Lecco

Interdipendenza. E' questo il termine con cui Corrado Valsecchi apre la sua campagna elettorale dalla sala del battello Dalia, ancorato sul Lungolario Cesare Battisti. L'attuale assessore comunale a patrimionio, viabilità e lavori pubblici correrà da solo alle prossime elezioni comunali di primavera, candidato scelto da Appello per Lecco per compiere il colpo grosso dopo la rottura con il centrosinistra, che scelto Mauro Gattinoni per la sua coalizione, e «la non chiamata» del centrodestra, che ancora deve togliere il velo e svelare la sua candidatura.

Fermo sostenitore del civismo, Valsecchi ne ha fatto e ne farà il leit-motiv della sua politica. Ad aprire la sua campagna è la lettera di Donato Di Santo, che l'ha commosso sinceramente durante la lettura di Luca Redaelli. Spazio, poi, all'intervento di Rinaldo Zanini, presidente di Appello per Lecco: «La candidatura è sostenuta dall'associazione nella sua interezza. È chiaro che è stata una decisione importante, su cui abbiamo riflettuto tantissimo. Ci tremano i polsi, ma la mano è assolutamente ferma, così come lo sono i nostri pensieri e le nostre idee. Lecco è bella, ma non ci si può accontentare di questo, dobbiamo costruire relazioni su tutto ciò che c’è intorno. Non ci s’improvvisa amministratori pubblici, abbiamo paura di chi fa senza avere le basi», con chiaro riferimento a Gattinoni e al suo «studiare per fare il sindaco».

Capitolo programma, «con due elementi portanti - prosegue Zanini -, ovvero la definizione di obiettivi quotidiani sulla base di quanto fatto dall’Amministrazione e quella degli obiettivi della Lecco 2030 e 2040. Su questa nave imbarchiamo tutti coloro che condividono i nostri valori, tra cui quello più importante è quello dell’inclusione. Lecco, nella sua dimensione industriale, è stata costruita su caparbietà e capacità di fare. Oggi dobbiamo cambiare, la cultura del ferro, non basta più. La nostra nuova energia è quella dell’essere vicini a Milano. Siamo su un battello perché per noi è una metafora, partiamo da un molo sicuro per raggiungere un porto. Dobbiamo definire l’equipaggio e identificare un obiettivo finale».

«Cinque anni per lungolago, lido e porto»

«Perché si? - apre Corrado Valsecchi - Mi piace finire le cose che inizio, è giusto metterci impegno, determinazione e capacità per portare a casa cose utili per la comunità. Sono sempre stato legato alla nostra città, un corpo organico che si è impegnato ben prima di diventarne amministratore attraverso l'esperienza nel sindacato e la fondazione di Les Cultures. Se getti un seme poi quello germoglia, la validità non sta nella persona che origina un’iniziativa. Chi guarda alla mia storia sa che ho uno smisurato amore per Lecco, noi pensiamo che sia giusto fare tutto ciò che serve per realizzare cose che rendono migliore la nostra città. Abbiamo messo dieci anni d’impegno per Lecco, quando conosci una persona ne puoi davvero parlare, invece tanti hanno parlato di me senza sapere chi sono realmente. Sono convinto che saremo determinanti per il risultato finale di questa tornata elettorale».

Non ci saranno rotture nel rapporto con l'attuale maggioranza consigliare: «Abbiamo sostenuto convintamente Virginio Brivio, il progetto con il Partito Democratico doveva essere ventennale. Nei primi 10 anni avrebbe dovuto governare un esponente del Pd, per altri 10 un civico di Appello. C’è modo e modo d’interrompere i rapporti con una lista che ha votato il 100% delle delibere, garantendo affidabilità e trasparenza. Quello che è successo con il partito non avrà riscontri nell’Amministrazione Brivio, saremo fedeli a quanto detto, da persone serie quali siamo».

Il luogo del lancio della campagna non è stato casuale: «Il Dalia è un punto d’osservazione incredibile, inoltre qui a cinquanta metri abbiamo compiuto la prima opera di restauro della statua di San Nicolò con il maestro Luzzana. Ci siamo ripetuti con piazza Stoppani, ma questo battello mi fa tornare in mente l’Isola Viscontea (si commuove, ndr), dove abbiamo lasciato cinque anni d’impegno volontario. Abbiamo fatto un lavoro enorme, portando 36mila persone da una sponda all’altra. Il Dalia è un luogo da valorizzare, deve trovare la collocazione all’interno della città, com’è il Bisbino sul ramo di Como o tanti battelli sugli altri laghi. Bisogna dare al Dalia la potenzialità per essere un punto di riferimento accogliente per il turismo e la cultura. Da qui vediamo le cose che faremo nei prossimi cinque anni: lungolago, lido e porto. Abbiamo voluto chiudere partite che erano aperte, anche da 32 anni come quella di viale Valsugana. Oggi dobbiamo difendere 10 anni di storia perché voglio ringraziare e votare un riconoscimento a Virginio (applauso, ndr), ho osservato l’impegno che ci ha messo lui come ce l’hanno messo gli assessori passati in questi cinque anni. Quello della Pubblica Amministrazione è un girone dantesco, c’è una situazione di complessità tale che si fa più fatica che a dirigere aziende con un fatturato dieci volte superiore rispetto a quello comunale».

Sulla rottura con il Pd Valsecchi è chiaro: «L’esperienza con il centrosinistra non s’interrompe per causa nostra, questo dev’essere chiaro. Andremo con il nostro programma e il nostro candidato sindaco». “Grande Lecco”? «La città sta implodendo, arrivano troppe persone, le infrastrutture sono troppo fragili. In Italia 8mila comuni sono troppi, bisogna riordinare le istituzioni e gli enti locali, passare a 6mila non è una tragedia. La politica è lungimiranza, quella che ha Valsecchi. Pensare al nazionale e agire nel locale, questo è il glocalismo. Noi andiamo da soli, ma abbiamo abbracciato la causa europea: siamo un continente debole, ma che si deve affermare. Contiamo poco e stiamo invecchiando, dobbiamo cambiare ora stili di vita per far largo ai giovani. Ci siamo messi in gioco, ci siamo con orgoglio, determinazione e autorevolezza. Siamo credibili, indipendenti e abbiamo capacità di pensiero: serve interdipendenza per stare al comando. Da soli non si va da nessuna parte».

Parola a Carretta, Longo e Riva

Parola anche a Nicolò Carretta, consigliere regionale e presidente Lombardi Civici Europeisti: “appello per lecco fa parte di una rete che cerca di avere una rappresentanza anche in Regione e vuole mettersi insieme in un progetto più ampio come Alleanza Civica. Trovo incomprensibile che, nonotante gli appelli, non ci sia stato un invito a Corrado dal centrosinistra. Qui ci sono stati dieci anni di ottimo governo, sicuramente si può migliorare. Con Appello per Lecco sono sicuro che volete guardare avanti e noi dalla Regione saremo al vostro fianco, ma l’occasione che avete davanti non va sprecata per dire che il civismo a Lecco c’è».

Così Biagio Longo, comunicatore ed ex direttore di Radio Popolare: «Vedere com’era stata trasformata l’Isola Viscontea è stato un esempio da prendere in grande considerazione. Umberto Ambrosoli aprì lì la sua campagna elettorale».

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Presente anche Anna Riva, consigliere: «Bisogna osare per ottenere, è determinazione che trovo sempre in Corrado. L’associazione ha avuto due correnti di pensiero all’atto della sua fondazione, non c’era comunione sull’inserimento nell’ambito amministrativo. Corrado ha spinto per il “si” ed è stata la scelta migliore, Appello ha consentito di ribaltare per due volte le sorti della città. Nel nostro statuto c’erano già i segni del civismo di cui oggi si parla».

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