Elezioni 2020, "Con la sinistra" al via a Oto Lab: «Tanti giovani in lista, un grande piacere»

Il rinnovato spazio industriale, oggi sede di varie iniziative culturali, ha ospitato la presentazione dei trentadue candidati alle prossime elezioni comunali. Presenti Mauro Gattinoni e Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino

Il "gruppone" di Con la sinistra cambia Lecco BONACINA/LECCOTODAY

A fianco del Gerenzone, dove alla fine dell'Ottocento nacque il vecchio opificio OTO Metallurgica Rusconi, Con la sinistra cambia Lecco ha avviato il rush finale verso le elezioni amministrative del 20 e 21 settembre. La lista, composta da trentadue persone e inserita nella coalizione di centrosinistra, sostiene la candidatura di Mauro Gattinoni ed è capeggiata dal consigliere uscente, nonchè candidato alla poltrona di sindaco nel 2015, Alberto Anghileri: durante questo quinquennio il consigliere ha fatto registrare un altissimo tasso di presenzialismo, partecipando a tutti i Consigli e saltando solo tre Commissioni. «Non possiamo dare la città a Salvini e Meloni - ha rammentato il capolista "rosso" all'interno dello spazio post industriale OTO Lab -, tra lunedì (quando arriverà il segretario leghista, ndr) e il 10 settembre (serata alla presenza del leader di Fdi, ndr) faremo capire chi sono i moderati. Essere qui è un atto simbolico importante, un segnale politico che ci tenevamo a dare. Mi fa felice vedere tanti giovani in lista, cinque anni fa non si sarebbe verificata una cosa del genere. Sono orgoglioso, infine, di ripresentare lo stesso simbolo di allora». Prossimamente, come spiegato da Tino Magni, si terranno varie iniziative per la città.

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«Dieci anni fa la città era un porcile»

«Non sono un rottamatore, ma il cambiamento serve assolutamente - ha poi spiegato Gattinoni -. Questo deve avvenire con le parole, ma con i fatti e le azioni di ciascuno di noi, ancor più a livello aggregato e di comunità. Dobbiamo andare nella direzione della sostenibilità e della solidarietà, in coabitazione con natura e nuove tecnologie. Avere voi come compagni di viaggio è, per me, motivo di orgoglio, ma non so se altri candidati lo potranno affermare; verso la vostra concretezza, anche al vertice dell'Api, ho sempre avuto grande stima. Pensare che 128 persone sostengono una visione alternativa della città mi rende orgoglioso, soprattutto perché ci accompagneremo in un viaggio lungo dieci anni. Vi lascio con una considerazione sul coraggio - spiega Gattinoni, riprendendo quanto espresso pochi giorni fa -: per come gira il mondo e quello che ci è capitato, con la paura dei cittadini per vari elementi che ci sono presenti nella vita quotidiana, ci sono delle dinamiche che dobbiamo leggere e decifrare e rispetto alle quali dobbiamo dire che la risposta di comodo di altri è anche sbagliata. Ci servono coraggio della realtà, del limite e e dell’immaginazione, che non esprima utopie ma attinenza a ciò che ci circonda; un Comune può fare tanto, ma non tutto. Il nostro programma non ha eguali a livello d’integrazione e programmazione».

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«Quando vinse Virginio Brivio dieci anni fa la città era conciata un porcile - conclude Gattinoni -, con zone e spazi che avevano non più delle ortiche al loro interno. Oggi ci sono tanti spazi che sono stati restituiti, basti pensare a Piazza Affari e Villa Manzoni. Noi non gestiamo il potere, ma diamo un servizio alla gente comune. Mettiamocela tutta».

«La sinistra deve abbracciare il cambiamento»

Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino, ha raccontato la sua esperienza: «Non ci sono ricette vincenti in politica, ma la voglia di condividere punti di vista che sono anche diversi rispetto al proprio. Per me è molto importante poter ascoltare la bella esperienza di Lecco, dove c’è la necessità di portare avanti un cambiamento anche a sinistra. Noi ci siamo riusciti quattro anni fa in un contesto diverso a questo, dopodiché ci siamo battuti contro opere come l’inceneritore, ma non rappresentando la sinistra del “no”. Accanto a quelle risposte abbiamo messo tante piccole e grandi cose, che siamo riusciti a realizzare in quattro anni. Abbiamo una società pubblica che gestisce la ristorazione scolastica, che non abbiamo privatizzato, ma rivoltato come un calzino a livello di personale e burocratico, che ha portato a un cambiamento di atteggiamento totale: oggi è un esempio a livello nazionale. Oppure, ancora, abbiamo chiuso un campo rom in due anni senza applicare delle manovre violente o propagandiste, ma passando dall’integrazione. Infine, un altro tema è quello della partecipazione: abbiamo messo a bilancio una quota per progetti del bilancio partecipato. Tutto questo per dire che accanto alle promesse bisogna mettere i fatti per cambiare la comunità, con progetti che anche qui state portando avanti come entusiasmo. Le forze antifasciste e democratiche devono essere unite, affiancando la voglia e le proposte per cambiare: si può e si deve governare da sinistra con la grande idea di migliorare la vita, tenendo sempre conto della tematica ambientale».

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