Confartigianato ospita il primo confronto elettorale tra i candidati sindaco: tutte le risposte. E non sono mancate le scintille

Peppino Ciresa, Mauro Gattinoni, Corrado Valsecchi e Silvio Fumagalli hanno parlato all'interno della Sala Rossa, nella sede dell'associazione di categoria. Prima della serata allontanato l'attivista no-inceneritore Felice Airoldi

Da sinistra: Corrado Valsecchi, Mauro Gattinoni, Silvio Fumagalli, Vittorio Tonini, Daniele Riva e Peppino Ciresa BONACINA/LECCOTODAY

La Sala Rossa di Confartigianato Lecco ha ospitato, lunedì 20 luglio, il primo faccia a faccia tra i candidati sindaco di Lecco. Peppino Ciresa, Mauro Gattinoni, Corrado Valsecchi e Silvio Fumagalli, in rigoroso ordine di primo intervento, hanno mostrato alla città, in diretta streaming, alcune delle loro idee in vista della Lecco 2025, alcune proiettate anche verso la Lecco 2030. Ad aprire la seduta è stato Vittorio Tonini, segretario di Confartigianato Lecco, che ha introdotto brevemente il programma della serata, moderata dal giornalista Giancarlo Ferrario.

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 2020 Vittorio Tonini-2

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 2020 Giancarlo Ferrario-2

Poi, la parola è passata al presidente Daniele Riva: «Siamo alla vigilia di un appuntamento importante per la città - ha detto durante il proprio discorso di presentazione -, l’elezione del sindaco è sempre particolare per una città capoluogo. Noi vogliamo capire cosa vuol fare da grande Lecco, manifatturiero a parte: francamente, non l’abbiamo ancora capito. Il turismo cresce, ma siamo un fanalino del Lario per vari motivi. Sappiamo già tutto per quanto riguarda l’eccellenza nella lavorazione del metallo, che è sangue e non acqua nelle vene delle città; abbiamo pensato a sette domande da rivolgere ai candidati sindaco».

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 2020 Daniele Riva-2

Durante la serata non sono mancate le scintille, circoscritte al trio Gattinoni-Valsecchi-Ciresa, con il primo che in paio occasioni ha punzecchiato i rivali, fisicamente posti al suo fianco, ma senza che si trascendesse oltre una dialettica civile.

Elezioni 2020: le sette proposte di Confartigianato

«Anzitutto, la governance. Perché c’è una Lecco che sceglie, che progetta, che decide per sé e per l’intera provincia (penso alla gestione rifiuti, al neonato contenitore welfare pubblico-privato, alla multiutility del Nord Acsm-Agam), e poi c’è una Lecco che ancora stenta porsi a capo di una visione globale del territorio e che per questo viene penalizzata in termini di servizi, infrastrutture, sicurezza, sanità. Secondo, il Piano di Governo, il famoso PGT: gran parte delle indicazioni sono rimaste lettera morta e ci aspettiamo per questo un nuovo dialogo con le associazioni di categoria. Terzo, strumenti amministrativi che facilitino la circolazione viabilistica a fini produttivi e commerciali. Quarto, le infrastrutture. Occorre chiedere a gran voce (e ottenere) la messa in sicurezza di ampi tratti di superstrada 36 (oltre alla definizione di un progetto di terza corsia), il riavvio del cantiere della Lecco-Bergamo. Quinto, tasse locali: inutile dire che ci attendiamo un carico meno opprimente su imprese e immobili strumentali. Sesto, il luogo simbolo della “Ex Piccola Velocità”. Rimodulabile in termini di funzioni per aprire un nuovo varco oltre il centro cittadino esistente, deve anche assistere alla ricomposizione di un tessuto di poli formativi e di medie strutture ricreative e culturali. Settimo e ultimo, la Lecco Artigiana, vale a dire la nostra proposta di valorizzazione culturale di un patrimonio (tuttora vivo in tante nuove generazioni) di strutture, macchinari, memorie e immagini».

Queste le risposte dei candidati alla poltrona di sindaco:

Governance

Peppino Ciresa, centrodestra: «Ho conosciuto bene il “Sistema Lecco”, che sogno di tornare a mettere in campo come allora. Finito quello, niente è stato più fatto. Lecco non deve semplicemente sciogliere i nodi, ma deve anche finire le infrastrutture per il territorio. Tutti insieme dobbiamo tornare a fare sinergia, creando tavoli istituzionali dei diversi mondi che compongono la realtà cittadina. Tavoli dedicati alle associazioni di categoria, ad esempio».

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 20201 Peppino Ciresa-2

Mauro Gattinoni, centrosinistra: «Il sindaco deve giocare di squadra. Questo si può fare avendo degli obiettivi in comune, che siano lavoro, scuola e via dicendo. Dal “Sistema Lecco” è cambiata la visione: bisogna riconoscersi nei valori di lavoro e sacrificio, c’è un modo tutto lecchese di fare impresa. A un certo punto i tavoli di lavoro hanno grippato: occorre prendersi del tempo per ragionare, non basta riaccendere il motore, ma serve tracciare una strada nuova da seguire. Crediamo nel valore di squadra e innovazione, solo stare insieme funziona sempre, ciascuno con la propria libertà del ruolo».

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 2020 Mauro Gattinoni-2

Corrado Valsecchi, Appello per Lecco: «Serve una nuova cabina di regia. La situazione è mutata, ma non solo per il covid. Questa cabina non dev’essere solo unita, ma deve avere una profondità di condivisione: se le associazioni di categoria e i sindacati vanno con altre realtà, questa profondità è indebolita. Un network si fonda sulla capacità di un territorio di saper intervenire, per questo guardiamo alla Grande Lecco, sodalizio che ci permetterebbe di recuperare competitività».

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 2020 Corrado Valsecchi-2

Silvio Fumagalli, Movimento 5 Stelle: «Il “Sistema Lecco” si è esaurito una volta portati a termine determinati grandi progetti, inoltre c’è stata una grande sfiducia. Il ritorno indietro è essenziale, ma con la distinzione di obiettivi e competenze. Chi è in politica deve mettere insieme i supporti tecnici delle varie realtà del territorio. Gli obiettivi non mancano, ci sarà nuovamente bisogno di creare un Sistema vincente ed efficace, dalle crisi economiche non ci sono stati mutamenti significativi e questo può è il momento di portarli a termine». 

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 2020 Silvio Fumagalli-2

Pgt (Piano di Governo del Territorio)

Varie aree dismesse in città: come recuperarle?

G: «Abbiamo quattordici buchi neri, fabbriche vuote e ora dismesse. Lì occorre riscrivere le regole, per far rinascere la città in quei posti. Nulla si è fatto, eccezion fatta per l’ex Faini: quelle regole sono state scritte male, serve stimolare il comparto delle costruzioni in una chiave di sostenibilità. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo, ma se non sappiamo scrivere quelle regole, siamo a terra. Riprendere in mano il Pgt può dare un nuovo slancio alla città, rione per rione. La prima cosa da fare sarà sbloccare il Piano della Rigenerazione Urbana, sarà la prima cosa che farò».

V: «Ricordo le battaglie delle associazioni sindacali e datoriali per mantenere la destinazione d’uso di quelle aree. Se blocco quelle aziende con quella destinazione d’uso, poi non le posso più toccare: bisogna sempre stare molto attenti a ciò che facciamo, senza negare una prospettiva di sviluppo. Bisogna investire sulla rigenerazione urbana e avere un modello di sviluppo: il Comune lo ha, ma altrove è stata adottata una politica coercitiva e poco coraggiosa, non è solo il Comune a sbagliare. Va creato un sodalizio tra la vecchia vocazione del ferro e quella turistica».

F: «Lecco deve diventare il luogo ideale dove vivere. Come si fa? Riqualificando e rendendo bella la città, molto più di quanto lo è oggi. Abbiamo tante aree dismesse, che non sono diventare nient’altro oggi come oggi. Le aree devono trasformarsi in spazi per la socialità, in parte. I cittadini sarebbero così più stanziali e Lecco sarebbe multicentrica, con molti punti di ritrovo».

C: «Sicuramente vogliamo rendere più snelle le regolamentazioni. Su questi spazi dobbiamo fare qualcosa che invogli l’imprenditore a metterci mano: siamo convinti che si possa fare. La destinazione d’uso dell’area si deve poter cambiare velocemente, non possiamo stare in ballo due-tre anni, il mondo va avanti a una velocità troppo sostenuta. Non si vive solo di parchi verdi, ma servono i posti di lavoro: a settembre e ottobre avremo delle sorprese in tal senso. La legge regionale sulla ristrutturazione dell’urbanistica porta grandi benefici, limitando le spese a carico del Comune». 

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 20203-2

Infrastrutture e turismo

Un solo 5 stelle, tante case vacanza e B&B: lungolago e altre proposte.

V: «Malgrate è un lungolago di quattrocento metri, quello di Lecco di dieci chilometri. Ci stiamo sforzando di fare qualcosa di meglio con il concorso “Waterfront”: cinque progetti sono in corso di valutazione, a breve il vincitore sarà proclamato e si potrà procedere con il riordino completo. Faremo una bella opera, il compito di realizzarlo sarà della prossima Amministrazione. Il turismo è cresciuto e bisogna ragionale sugli alberghi: l’area Anghileri davanti all’Isola Viscontea era destinata a una grande struttura, così come un polo strategico turistico può nascere nell’area Icam. L’area ex Leuci può ospitare la cittadella dei servizi di Linee Lecco, dato che il commissario della File ha un po’ di debiti con noi».

F: «Il turismo di qualità, sportivo e dei giovani è aumentato, servono azioni specifiche per valorizzarlo. Quello sportivo può passare dalla digitalizzazione dei sentieri della città, con l’analisi e suddivisione di quelli destinati a MTB e trekking. Sono, inoltre, aumentate le occasioni di mostre, con recuperi interessanti: pensiamo ai Tour Manzoniani appena partiti, un esempio da seguire. Gli eventi hanno tanti spazi possibili, uno di questi è a Villa Gomez, soprattutto una volta che sarà unita a Villa Ponchielli. I bisogni del turista, inoltre, non sono superiori a quelli del residente».

C: «Siamo stati tra i primi a crede nel turismo a Lecco, ci battiamo da quindici anni. Abbiamo maturato l’idea di realizzare un Distretto del Turismo, già presente su Centro Lago e Alto Lago. Le caratteristiche del nostro territorio sono uniche, possiamo fare tantissime cose in più rispetto a ciò che già c’è altrove. Le idee sono tantissime, si può fare di tutto e di più, ma vanno legate alla vicinanza con la città di Milano: dobbiamo offrir loro tante opportunità. Sul turismo montano tanto è già stato fatto, dal Cai e da Regione»

G: «Da vent’anni sento parlare di tavoli e convegni sul turismo, ma questa è la volta buona. Sono affezionato al modello del manifatturiero, ma oggi non è più sufficiente e potrebbe generare dei disoccupati. Gli imprenditori possono iniziare a investire in questo comparto: il Comune può dare le regole, investendo su lungolago, Piccola e Piani d’Erna, tre piattaforme. Vogliamo proporre Lecco come la punta di diamante dell’outdoor, certo è che servano degli imprenditori lungimiranti, che mettano in moto la loro fiducia e le loro idee».

Lecco 2025 e Lecco 2030

Qual è il progetto strategico per rinnovare il volto della città capoluogo?

F: «Noi pensiamo alla chiusura del lago da fare subito e ad altri progetti che richiedono anni per la realizzazione. Per aumentare la popolazione della città serve un investimento nella creazione di una nuova grande scuola statale per l’infanzia, che dia risposte concrete alle esigenze dei genitori di bambini piccoli. Ci sono tante aree dismesse che possono essere recuperare, anche in cogestione con il Comune. Tante strade possono favorire il reinsediamento delle famiglie nel capoluogo. Importante è anche il recupero dei parchi e delle aree verdi in generale»

C: «Voglio andare oltre il 2025, potenzialmente penso fino al 2040. Pensate a Ospedale, Politecnico e Attraversamento: ne abbiamo discusso per vent’anni, facendo scambi di aree per poterle realizzare. Il progetto è quello di lungolago e Piccola: in questo secondo caso abbiamo idee chiare su ciò che bisogna fare, spostando la Biblioteca e Informagiovani in un nuovo hub dei giovani; poi, un polo per gli studenti, oltre a una fermata dell’autobus numero 1, collegando i vari poli. Inoltre, servono più attenzione al decoro urbano e ai rioni, abbandonati a loro stessi da anni. Ho un sogno: Lecco, capitale dell’alpinismo».

G: «Dopo un mese dalla presentazione del nostro programma, le nostre idee si stanno prorogando tra gli altri candidati (affermazione che porta all'alterazione di Ciresa e Valsecchi, ndr). Investire nella scuola è importante, infatti abbiamo già ora delle eccellenze, ma un progetto principe va alla Piccola, la nostra piattaforma due: è di proprietà del Comune e può diventare un punto d’interscambio della mobilità, fin da subito bisogna aprire le bellissime stecche dei magazzini e riqualificando il parcheggio esterno. Deve diventare un nuovo quartiere da vivere e da collegare con i percorsi verdi. Il lungolago è già in fase di realizzazione».

V: «Un Amministratore deve avere in mente la società che vorrebbe per figli e nipoti, oltre che per i concittadini, prima ancora delle infrastrutture da realizzare. Oggi siamo una città di 48mila cittadini abbondanti, con 5mila immigrati residenti, quasi una città cosmopolita. Bisogna governarla a 360°, anche con progetti di convivenza civile, che rendano Lecco più sicura. Chi è qui da 20-25 anni bisogna dare i diritti di cittadinanza di tutti gli altri: noi daremo un grande messaggio alla città se sapremo partire dalla parola comunità. Io non voglio lasciare il mercato alla “Piccola”, va messo in centro città, tra piazza Garibaldi e via Nazario Sauro, con la proposta di costruire un parcheggio nel parcheggio dove c’erano i cinema Nuovo e Mignon».

Lecco Artigiana

Mostra temporanea e sezione permanente per la celebrazione della vocazione lecchese.

C: «Sono assolutamente d’accordo. Da dieci anni c’è un padiglione Oasa da mille metri quadri che aspetta solo di essere valorizzato: parliamo di un’area da mille metri quadri a fianco del torrente Gerenzone, lì dov’è nata l’industria lecchese. Se si riuscisse a unire Museo della Seta di Abbadia e di Garlate, oltre alle miniere di Valsassina e Valvarrone, a Premana, alla Moto Guzzi si potrebbe valorizzare la storia del territorio lecchese, portandola alla ribalta».

G: «Sappiamo che la cultura lecchese è fatta d’industria e lavoro. Sul Gerenzone ci sono Laorca Lab e Oto Lab, ma la tradizione dev’essere viva: vogliamo rendere la cultura sempre più vicina alle scuole, parlando della storia di acqua, legno e sassi, dove i bambini possono imparare lo spirito d’intraprendenza e quello di sacrificio, il farcela tutto per raggiungere un obiettivo. Sappiamo bene che con l’alternanza scuola-lavoro i giovani trovano la loro dimensione: imparano regole e disciplina, portando un patrimonio di freschezza alle aziende che li ospitano. Non basta un museo, ma bisogna puntare tutto sulla carta dell’innovazione, sull’industria 4.0: noi vogliamo governare questo cambiamento».

V: «Gli artigiani sono persone pragmatiche, oggi guardano più a ciò che gli aspetta piuttosto che al museo. Oggi un artigiano ha la necessità di sburoticratizzazione: il post covid richiede un’autocertificazione per i prossimi 36 mesi in merito a determinati aspetti amministrativi. Chi lavora deve poter operare in base alle sue necessità, questo laddove la legge ce lo consente. Sull’edilizia scolastica si va verso l’assegnazione di poteri commissariali assegnati ai sindaci. La burocrazia è un tappo per l’infortunio dell’imprenditoria».

F: «Un museo diffuso a Lecco si può fare. In tanti luoghi abbiamo visto le tavole dei luoghi manzoniani: qualcosa di analogo si può fare per rievocare il passato, indicando la storia dei rioni. La valle del Gerenzone va recuperata e resa di nuovo attuale: esistono tante opportunità, come le centrali microidroelettriche che andrebbero messe anche in tutte le acque canalizzate».

Tre priorità per Lecco

G: «Bisogna adottare immediatamente la regola regionale sulla rigenerazione urbana, che farebbe partire all’istante degli investimenti. Per mia esperienza, inoltre, nei primi cento giorni non ci sarà entusiasmo per i giornalisti: li dedicherò alla macchina comunale, mi fa ribrezzo sapere che serve il covid per velocizzare le pratiche. Ci sono dipendenti eccellenti, ma il contesto in cui lavorano non è adeguato: sarà un 2% speso per fare bene e avere leva sul restante 98%. Al terzo posto un ufficio dedicato alla strategia rivolta all’Europa, che punti a trovare risorse anche in tal senso».

V: «Abbiamo lavorato sulla riorganizzazione della macchina comunale, oggi abbiamo un consolidamento professionale di tutto rispetto (risponde a Gattinoni, ndr). Il nostro primo progetto sarà quello della Grande Lecco, senza i tappi dei partiti: se dovremo cominciare da qualche parte, partiremo da Morterone che ha chiesto di essere incorporata a Lecco, portandolo a essere il primo comune verde d’Italia; basta quello per avere diritto a due milioni all’anno per dieci anni: uno decrementerà le tasse, l’altro andrà sulle opere pubbliche. Se non ci allarghiamo e diventiamo più competitivi, allora rischiamo di andare nella Serie B dei capoluoghi lombardi».

F: «Il primo tema è quello della sostenibilità, recedendo dalla convenzione sul teleriscaldamento entro trenta giorni dall’insediamento della nuova Amministrazione. In sessanta giorni possiamo creare un tavolo di confronto permanente con i giovani, istituendo un dialogo costruttivo; per andare a toccare le varie aree, bisogna passare dai referendum con i cittadini. Il terzo punto è quello del sistema pubblico locale, lavorando sull’interscambio autobus-automobile per decongestionare il centro della città. Rendere gratuito il trasporto per studenti e over 65. Infine, lavorare sulla mobilità dolce per lo sviluppo della mobilità sostenibile»

C: «Le bugie mi danno fastidio: i progetti sul turismo non sono tutti naufragati. L’ultimo progetto è stato messo in pratica, per la metà, a Parè. Non abbiamo copiato nulla sulla Piccola, parlandone lo scorso 10 giugno con un comunicato ad-hoc (risponde a Gattinoni, ndr). Le nostre priorità sono welfare, con l’attenzione a famiglie e imprese in difficoltà, lungolago, con attenzione particolare alla viabilità, e Olimpiadi 2026, per la ripartenza del “Sistema Lecco”».

Manifestanti contro il teleriscaldamento

Prima della serata Felice Airoldi, noto attivista contrario al proseguimento della vita del forno inceneritore oltre il 2024, ha portato il suo striscione contro il teleriscaldamento fuori dalla Sala Rossa. Dopo qualche minuto, prima dell'inizio del confronto elettorale, l'attivista è stato allontanato dalla sede di Confartigianato Lecco.

confronto candidati sindaco confartigianato lecco 20 luglio 2020 Striscione teleriscaldamento-2

Il discorso del presidente Riva

Buonasera ai consiglieri, buonasera ai candidati e ai loro collaboratori, buonasera ai giornalisti presenti e a tutti i cittadini lecchesi collegati via social e via Youtube per questo che è, e lo diciamo con orgoglio, il primo confronto ufficiale tra tutti e quattro i candidati sindaci di Lecco.

Una sfida che arriva peraltro all’indomani dell’ufficializzazione della data delle elezioni, il 20 e 21 settembre prossimi. Insomma, non potevamo trovare tempistica migliore.

Alla vigilia di un appuntamento tanto importante per la città capoluogo, noi artigiani formuliamo però una sola, semplice domanda: cosa vuol fare da grande questa città, manifatturiero a parte? Francamente, non lo abbiamo compreso. Auspichiamo che dalla campagna elettorale giungano quindi risposte chiare.

Poniamo questa domanda per due ordini di ragioni.

Il turismo cresce, ma siamo ancora fanalino di coda del Lario. La rigenerazione urbana delle vecchie aree produttive conta uno o due progetti di intervento sull’intero decennio ormai alle spalle: per il resto, nessuno batte un colpo. Sulle infrastrutture, di fronte al blocco improvviso di quelle già finanziate (il caso surreale della Lecco-Bergamo, il perenne rinvio di interventi di peso sulla SS 36) pare quasi d’obbligo il pudore di non domandarne altre. In tutto questo, due certezze restano tuttavia in campo sulla piazza provinciale. Numero uno: il distretto del metallmeccanico resta primo in Italia per incidenza sulla rete di imprese (quasi il 10% del numero di aziende e il 30%, oltre 27mila, di addetti). Secondo, la micro-piccola impresa a specializzazione artigiana continua ad essere la spina dorsale (un’impresa su tre) della galassia del manifatturiero.

Insomma, sappiamo già tutto riguardo l’eccellenza sulla lavorazione del metallo e il primato della micro-piccola impresa artigiana. Sappiamo che è sangue (e non certo acqua) nelle vene di questa città. Sappiamo del modo in cui l’intero sistema ha saputo uscire dalle crisi più o meno recenti, e sappiamo che uscirà anche dal tunnel di questo drammatico 2020.

Ma intorno, cosa accade? Quale direzione deve prendere Lecco? Come può il capoluogo costruire il suo futuro sulle fondamenta DNA socioeconomico?

Nel documento programmatico che abbiamo consegnato alcuni giorni fa ai candidati citiamo sette immagini, sette domande, sette proposte.

Anzitutto, la governance. Perché c’è una Lecco che sceglie, che progetta, che decide per sé e per l’intera provincia (penso alla gestione rifiuti, al neonato contenitore welfare pubblico-privato, alla multiutility del Nord Acsm-Agam), e poi c’è una Lecco che ancora stenta porsi a capo di una visione globale del territorio e che per questo viene penalizzata in termini di servizi, infrastrutture, sicurezza, sanità.

Secondo, il Piano di Governo, il famoso PGT. Gran parte delle indicazioni e degli input urbanistici (soprattutto in termini di recupero delle aree dismesse) sono rimaste lettera morta.  Ci aspettiamo quindi un nuovo dialogo con le associazioni di categoria, al fine di ricalibrare al meglio lo strumento.

Terzo, strumenti amministrativi che facilitino la circolazione viabilistica a fini produttivi e commerciali, sia nelle aree Ztl sia in quelle a ridosso del centro, accompagnata da una maggiore attenzione alla manutenzione di strade, segnaletica stradale e disciplina della circolazione.

Quarto, le infrastrutture. Occorre chiedere a gran voce (e ottenere) la messa in sicurezza di ampi tratti di superstrada 36 (oltre alla definizione di un progetto di terza corsia), il riavvio del cantiere della Lecco-Bergamo, e la strutturazione rigorosa di piani di emergenza altamente funzionali in caso di crisi temporanea dei varchi d’accesso e uscita cittadini per la Ss 36.

Quinto, tasse locali. Inutile dire che ci attendiamo un carico meno opprimente su imprese e immobili strumentali.

Sesto, il luogo simbolo della “Ex Piccola Velocità”, un’area incastonata tra Meridiane, poli scolastici e Politecnico. Rimodulabile in termini di funzioni per aprire un nuovo varco oltre il centro cittadino esistente, deve anche assistere alla ricomposizione di un tessuto di poli formativi e di medie strutture ricreative e culturali che ad oggi aleggia senza applicazione sulla città.

Settimo e ultimo, la Lecco Artigiana, vale a dire la nostra proposta di valorizzazione culturale di un patrimonio (tuttora vivo in tante nuove generazioni) di strutture, macchinari, memorie e immagini che viene troppo spesso sacrificato sull’altare dei più roboanti “archivi” della grande (ma ormai scomparsa) tradizione industriale cittadina.

Queste sono le nostre proposte, le nostre suggestioni. Il decennio dell’attuale sindaco Virginio Brivio è ormai alle battute finali. Al suo lavoro e al gravoso impegno personale profuso nel doppio mandato, rendiamo merito e riconoscimento. Ad ogni modo, ci pare che queste sette questioni si pongano senz’ombra di dubbio come irrisolte all’orizzonte del nuovo mandato politico che i lecchesi vorranno consegnare ad uno dei quattro candidati in lizza. A tutti loro, quindi, consegniamo queste nostre riflessioni.

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Le restrizioni imposte per combattere il coronavirus, del resto, hanno mutato profondamente il tessuto urbano, nella sua dimensione sociale e ancor più in quella economica. E’ assurda l’idea che tutto quanto possa riattivarsi con gli automatismi di un meccanismo di riaccensione. Occorrerà al contrario un biennio di coraggio istituzionale e politiche di rilancio mirate. E questo, e mi rivolgo ai quattro candidati che oggi hanno accettato il nostro invito, è precisamente il vostro compito. L’impegno dell’associazione è quello di stare in prima linea per aiutare a costruire la Lecco del domani, nella consapevolezza che puntellare l’esistente non è più una risposta perseguibile.

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