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Post primo turno, Ciresa: «Soddisfatti della risposta della gente». Gattinoni: «Sognavo il 40%...». Pizzul "benedice" la nuova alleanza con Valsecchi

I candidati di centrodestra e centrosinistra aprono la corsa al ballottaggio, il capogruppo regionale lombardo del Pd spera in dei rapporti ricuciti

 

Alla fine l'ultima parola l'avrà il ballottaggio di domenica 4 e lunedì 5 ottobre. Da quella due giorni, o giorno e mezzo se preferite, uscirà il nome del nuovo sindaco di Lecco: da una parte ci sarà Giuseppe "Peppino" Ciresa, candidato del centrocestra che ha chiuso il primo turno con il 48,71% delle preferenze, mentre dall'altra si posiziona il candidato del centrosinistra Mauro Gattinoni, che partirà dal suo 41,67%. Il "post" election day verte principalmente su un tema: ci sarà un accordo con Corrado Valsecchi e Appello per Lecco? L'assessore uscente ha sfiorato il 6% di «voti personali» e ha rivendicato il suo tesoretto: «Siamo aperti a un accordo senza pregiudizi, ma dovranno chiamarci loro». Tagliato fuori, invece, Silvio Fumagalli, candidato del MoVimento Cinque Stelle rimasto al di sotto del 4%.

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Ciresa: «Apparentamenti? Con i cittadini»

Ciresa ha parlato alla stampa durante una conferenza organizzata per la serata di lunedì, accogliendo con soddisfazione il risultato del primo turno: «Sono contento di aver vinto il primo round, anche se qualcuno dice delle cose diverse da questa. Mi pare ci sia un vincitore stasera, la coalizione di centrodestra e il candidato sindaco Ciresa. Finalmente, inoltre, ci siamo compattati e abbiamo accumulato il 22% in più rispetto a un anno fa; siamo contenti della nostra politica e la porteremo avanti ancora per due settimane».

«Il nostro obiettivo era quello di conquistare il governo della città e l'abbiamo mancato di un soffio al primo turno - ha detto Emanuele Mauri, segretario cittadino della Lega -. Abbiamo voluto dare un’impronta civica alla lista e questo non ha premiato personalmente la Lega, ma è irrilevante per noi». Cosa sarà decisivo il prossimo 4 e 5 ottobre: «Il voto favorevole di Peppino a Chiuso, seggio di centrosinistra, fa capire che il patto lo faremo solo con la gente - ha detto Beppe Mambretti, coordinatore di Lecco Merita di Più - Forza Italia -. Non faremo apparentamenti con le altre forze, ma solo con i cittadini. Peppino è un uomo di strada, lì raccoglieremo i voti per vincere. Primo partito? Non c’interessa rivendicare primogeniture, ma solo ottenere un cambiamento di rotta». «Questo era un K4 con Peppino timoniere - ha spiegato Antonio Rossi di Lecco Ideale, primo per preferenze ottenute -. Abbiamo dimostrato di essere in perfetta forma, ottenendo un ottimo risultato sul territorio. Avremmo potuto vincere subito, ma passeremo dalle semifinali... Il vantaggio è importante, andremo in giro compatti pensando al risultato di Peppino Sindaco».

Gattinoni non apre a Valsecchi (che chiede umiltà), Pizzul "benedice" la ricostruzione

Non tira aria di apparentamenti nemmeno dalle parti di viale Dante, dove il centrosinistra si è riunito per pianificare i prossimi dieci giorni di lavoro: «Sognavo il 40%, di conseguenza il risultati ci soddisfa. Ricuciremo la distanza dal centrodestra stando con i cittadini, tornando al mercato e nei rioni, ascoltando le loro esigenze. Il 10% di Appello e MoVimento? L'alveo naturale di queste realtà è il centrosinistra, sarà naturale per gli elettori votare il centrosinistra».

«Lasciamo parlare Valsecchi - ha aggiunto Gattinoni alla "Dire" -. Sono mesi che sputa veleno. Da parte mia non c'è mai stata preclusione. Sarà un nostro impegno quello di coinvolgere anche gli elettori che non ci hanno votato. Con Valsecchi non ci siamo mai parlati in questi mesi, farlo ora che lui è fuori dai giochi mi sembra ancora più complicato». «La verità è che se Gattinoni è arrivato fin qui il merito è mio», aveva detto in precedenza Valsecchi alla stessa "Dire". «La mia lista "Appello per Lecco" ha raccolto molti elettori di destra, impedendo a Ciresa di vincere al primo turno - ha preseguito l'ex assessore comunale -, ma questo loro fanno fatica a capirlo. Senza di me il Pd avrebbe già perso. Il mio 6% sarà determinante per entrambi i candidati anche se ci aspettavamo qualcosa in più. Gattinoni? Non sembra intenzionato a venirci incontro, per ricucire uno strappo ci vuole umiltà, così è impensabile. Sono un uomo scevro da pregiudizi, non chiudo le porte nemmeno a Ciresa. Parlerò con tutti, tenendo bene a mente quali sono i nostri ideali».

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Chi, invece, ha benedetto un eventuale accordo con l'"ex" Valsecchi è il capogruppo regionale lombardo Pd Fabio Pizzul: «L'esperienza di Gattinoni nelle piccole medie imprese non lo qualifica solo in quel campo, ma anche per gestire il rinnovamento della città - ha detto alla "Dire" -. Ciresa ha ottime relazioni in città, ma la spinta del centrodestra si è esaurita in questo primo turno. Mi auguro che con Valsecchi si ricucia, lui è stato un elemento fondamentale della giunta Brivio, e non può che guardare a sinistra. Dobbiamo per forza cercare di riappacificarci per continuare, con gli opportuni distinguo, il lavoro fatto in questi anni».

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