Piani d'Erna: Fattore Lecco dialoga con associazioni e volti storici dell'alpinismo lecchese

Chiesti interventi immediati su ferrate, sentieri, segnaletica e accoglienza

Un momento della serata

Un incontro per presentare le proposte di Fattore Lecco sulla montagna si è trasformato in un riconoscimento del grande potenziale ancora inespresso del versante montano lecchese, alla presenza di alcuni volti storici che hanno portato il nome di Lecco sulle montagne di tutto il mondo come Roby Chiappa, Aldino Anghileri, Alberto Pirovano accanto al mondo della cultura lecchese, a partire da Luigi Erba, a numerosi appassionate e appassionati. L’appuntamento è stato organizzato mercoledì 22 luglio, al bar alla partenza della funivia.

«Il Comune ha due compiti che impattano sul futuro delle nostre montagne – ha spiegato Mauro Gattinoni, candidato sindaco della coalizione di centro-sinistra – da un lato il coordinamento dei tanti soggetti che vivono e sono protagonisti della montagna, dall’altro l’indirizzo, ovvero la selezione delle priorità. E un sindaco non decide da solo. Per questo c’è bisogno del contributo di idee e di contenuti da parte di tutti: innanzitutto da parte degli operatori economici interessati allo sviluppo di luoghi e strutture per l’accoglienza, la ristorazione, il trasporto, la proposta di itinerari ed esperienze in ambiente, coinvolgendo rifugi, ristoranti, agriturismi, proprietari di case e baite,  case vacanza; un ruolo fondamentale sarà quello dell’associazionismo sportivo e culturale che, collaborando,  potrà generare proposte all’altezza della nostra storia e delle nostre concrete potenzialità: dall’arrampicata al turismo sostenibile, dall’alpinismo al trekking fino al raccordo con la rete dei “cammini” internazionali ed i sentieri didattici per le scuole. La Piattaforma Erna – così com'è stata rinominata – ha tutte le carte in regola per sviluppare proposte adatte a età e capacità diverse, anche in relazione alla possibilità di espressione artistica e culturale: musei all’aperto, progetti di confronto in stile “baite filosofiche”, e ancora spettacoli teatrali e musica in alta quota».

Parlando di montagna con i protagonisti

Alla serata erano presenti a titolo personale esponenti di tante associazioni cittadine: Cai, Uoei, Gamma, Ragni di Lecco, Sel, Falchi, Asen, organizzatori di gare di corsa in montagna e semplici appassionati, residenti o proprietari di baite in quella fascia di media montagna che Fattore Lecco ha individuato come strategica per il proprio programma: dai Resinelli a Versasio, da Neguggio a Campo de’ Boi, da Carbonera a Camposecco lungo quel sentiero Rotary che potrebbe essere ancora più valorizzato con una segnaletica integrata nei rioni e accessi resi più sicuri con una manutenzione constante ed accurata.

A livello di infrastrutture, si è parlato del futuro della funivia, della nuova strada per Campo de’ Boi, delle ipotesi di percorsi specifici per mountain bike, della possibilità di integrare il trasporto pubblico locale di ampio raggio (urbano e regionale) con un’offerta ricettiva disponibile in tutte le stagioni, e della necessità di accelerare la riapertura delle ferrate.

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«Sono cresciuto fino a 16 anni – ha raccontato Paolo Sala, imprenditore, organizzatore della ResegUp e responsabile della piattaforma Montagna dentro Fattore Lecco – passando tutta l’estate in Erna. Sono appassionati di windsurf e di immersioni. Per questo quando parliamo di Lecco come punta di diamante per l’outdoor in Italia parliamo di qualcosa che corrisponde al nostro DNA. Non basta lo spettacolo naturale che offriamo ai nostri figli ogni mattina quando aprono la finestra e vanno a scuola ma abbiamo la possibilità di trasformare questo tesoro potenziale in un valore economico e sociale per tutta la città. La tradizione dei nostri vecchi ci ha consegnato una forma di rispetto e di attenzione alla montagna che abbiamo il dovere di trasmettere alle prossime generazioni, senza paura dei tanti vincoli burocratici ma andando a fondo nelle possibilità normative per rivedere il trasporto verso Erna, il collegamento con Morterone, l’accessibilità di alcune aree anche per i disabili o i soggetti più fragili. Da imprenditore mi chiedo: è possibile valorizzare questo biglietto da visita portando clienti e fornitori a sperimentare i nostri prodotti a Km zero ai piedi del Resegone».

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