Nove sindaci e nove temi per la campagna di Gattinoni: «L'uomo giusto per rendere Lecco il comune leader»

Il candidato sindaco del centrosinistra ha coordinato l'incontro pubblico tra i primi cittadini dei Comuni limitrofi, tenutosi nella cornice del Lungo Lario Isonzo

I nove sindaci che hanno presenziato al fianco di Gattinoni, quinto da destra BONACINA/LECCOTODAY

«Possiamo cambiare passo solo perchè il sindaco Brivio ci ha lasciato una macchina funzionante in mano grazie al suo lavoro decennale, per questo motivo lo ringrazio caldamente. Lecco, lo ribadisco, non basta a Lecco, bisogna guardare oltre ai nostri confitti». Con queste parole Mauro Gattinoni, candidato sindaco del centrosinistra, ha inaugurato la serata tenutasi sulla piattaforma del Lungo Lario Isonzo: al suo fianco gli otto sindaci che dirigono le Amministrazioni limitrofe a Lecco, rappresentata dal primo cittadino uscente Virginio Brivio. «Per quanto ci riguarda - ha proseguito Gattinoni -, abbiamo lavorato su obiettivi pensati anche durante la quarantena, che proprio durante il contesto drammatico sono riemersi come scogli: siamo compatti e pensiamo di poter portare la città dove merita di stare, perchè oggi Lecco ha più che i fondamentali a posto: mi riferisco a "Piccola", Torre Viscontea e ad altre realtà ancora, da lì partiremo per far correre la macchina». serata sindaci piattaforma 16 luglio 202010 Mauro Gattinoni-2

Gattinoni ha assegnato un tema a ogni sindaco presente. Marco Passoni, sindaco di Olginate, ha esordito con "il bello di fare il sindaco": «Dopo questi mesi ho ancora tanta voglia di ricoprire questo ruolo, nonostante quello che è successo recentemente non ho cambiato mai idea. Il giorno dopo la nomina si viene investiti dalle responsabilità, per sistemare cinquecento metri di lago stiamo lavorando da quattro anni, quindi ragionare sui dieci anni di governo è giusto. In questo viaggio si possono trovare sia difficoltà che cose belle, ma questa attività è una delle più belle che si possano fare, seppur per un tempo limitato. Come sindaco si fa di tutto, ci si siede al tavolo con i tecnici e si pensa a come trovare un servizio adatto alle famiglie, ma ragionare sulla città futura è una delle cose più belle in assoluto. I primi anni di amministrazione, coincidenti con il Governo Monti, sono stati difficilissimi per tutti, ma Virginio Brivio lascia a Gattinoni un'ottima cornice da riempire».

serata sindaci piattaforma 16 luglio 20206 Marco Passoni-2

Beppe Conti, sindaco di Garlate, ha preso la parola per secondo: «Bisogna considerare temi difficili da trattare con delle formule immaginifiche o salvifiche, ma bisogna capire come si può ragionare tutti insieme. Bisogna mettere in soffitta la Grande Lecco, che ha il sapore dell'annessione e i sindaci dei Comuni limitrofi non lo gradiscono. Lecco ha una funzione trainante su questioni importanti, ma bisogna continuare sulla strada delle infrastrutture, come il mantenimento dell'acqua e del gas pubblici: il capoluogo è la prima fra i pari e deve porre dei problemi nuovi con ruoli di equilibrio e riferimento. Credo molto, inoltre, alla bellezza delle nostre risorse naturai come volano per le imprese del territorio: penso alla nostra pista ciclabile, un'infrastruttura sempliche che ci sta facendo fare un salto di qualità importante nello sviluppo. Ritengo, infine, importante la trasformazione della città: i comparti di rigenerazione urbana non riguardano solo il centro urbano, ma modalità usate e obiettivi da perseguire saranno importanti per il resto del territorio. Non servono trasformazioni istituzionali e accorpamenti, ma mantenere l'identità ragionando sui centomila abitanti che compongono quest'area urbana».

serata sindaci piattaforma 16 luglio 20203 Beppe Conti-2

Paolo Lozza, sindaco di Vercurago, si è concentrato sulla viabilità: «Una criticità che tocchiamo con mano è proprio questa, con il nodo del sottopasso di Chiuso che è fondamentale sciogliere. Lecco ha enormi potenzialità, ma vanno sviluppate con delle strutture adeguate per consentire trasporti e tempistiche all'altezza dei traguardi da raggiungere. Noi siamo al tavolo di lavoro con il capoluogo e Calolzio per sbloccare la situazione con Anas, di conseguenza spero che Lecco metta il cantiere tra i primi punti del suo programma di lavoro, dal canto nostro daremo la massima collaborazione. Gattinoni è una persona giovane e dinamica, spero che queste caratteristiche lo accompagnino in questa avventura».

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Flavio Polano, sindaco di Malgrate, ha toccato le tematiche sanità e servizi sociali: «Per fare i primi cittadini bisogna avere tanta voglia, altrimenti il primo giorno dopo l'insediamento hai già scelto di cambiare mestiere perchè i problemi non mancano mai. In tema di sanità la Regione ha affidato la gestione alle Agenzie Territoriali della Salute (Ats), ma la vicenda covid ha fatto capire quanto sono importanti i Comuni come punto di riferimento per i cittadini; le emergenze fanno, inoltre, slittare le visite già prefissate. La riforma della sanità lombarda si è evoluta in una logica molto ospedalocentrica da una parte, ma la legge, pur riconoscendo la copartecipazione all'organizzazione della sanità da parte dei sindaci, noi primi cittadini contiamo poco o nulla: si tratta di un tema da riprendere con l'ente regionale, perchè dobbiamo esserci e lavorare insieme a loro. In linea generale tutti i temi devono essere affrontati con un tavolo comune, non da soli. Di contro, sindaci e Comuni hanno lavorato bene sul tema sociale negli ultimi trent'anni, costruendo un sistema fortemente integrato tra i soggetti che lavorano sul territorio grazie al sistema "Girasole", primo esempio in Italia di cooperazione tra erogatori dei servizi e terzo settore; nella quotidianità dobbiamo continuare a lavorare per mantenere il livello d'eccellenza. Sul lungolago, infine, dico che siamo partiti quindici anni fa per realizzare i lavori, non è che pensi di fare un'opera pubblica e il giorno dopo parte il cantiere: è una questione di scelte, qualcuno viene accontentato e qualcuno scontentato».

serata sindaci piattaforma 16 luglio 20205 Flavio Polano-2

Paolo Lanfranchi, sindaco di Dolzago, si è concentrato sulle scuole: «Il tema è praticamente infinito in questo momento, perchè i ragazzi sono stati chiusi in casa davanti a uno schermo per seguire le lezioni, assegnate con tanta buona volontà dagli insegnanti. Siamo chiamati a una sfida importante, io devo gestire solo uno plesso della scuola elementare da gestire e ci sono grandi difficoltà, tra gruppi WhatsApp, una cosa terribile per i sindaci, e via dicendo. I primi cittadini devono avere un ruolo di primissimo piano: non possiamo dare le direttive e andiamo a misurare con il metro, ma possiamo dare dei consigli perchè siamo rispettati da Dirigenti e insegnanti. Deve riprendere la normalità dell'insegnamento per, quanto è possibile, ma vanno soprattutto ridate delle certezze alle famiglie tramite servizio mensa e ripresa delle lezioni in classe, entrambe sfide importante che dovremo provare a vincere. Vedo tanta buona volontà del corpo docente, ma bisogna far capire che è necessario andare anche un po' oltre la burocrazia. Anche in questo caso serve un coordinamento da parte del comune capoluogo, cosa che c'era con Virginio e, infatti, spesso abbiamo avuto una forte, ma produttiva, dialettica».

serata sindaci piattaforma 16 luglio 20202 Paolo Lanfranchi-2

Chiara Narciso, sindaco di Oggiono, ha dialogato su turismo e cultura: «Il tema del turismo è difficile e ci si propone sempre di parlarne quando si va oltre i problemi quotidiani, di conseguenza il rischio è sempre quello di procrastinare il momento in cui occuparsene. La mentalità di tutti è abbastanza matura per capire che bisogna parlarne adesso, perchè rappresenta una grandissima opportunità. Ognuno di noi deve valorizzare una specificità, ma è solo facendo rete che l'offerta diventa completa. Per quanto riguarda la cultura, partendo dalle cose semplici si possono creare dei momenti di promozione turistica già all'interno della cittadinanza stessa, non abituata a vedere determinati luoghi in chiave turistica. Dobbiamo, infine, superare il pensiero che il passato e il presente manufatturiero sia in contrasto con lo sviluppo turistico: tante persone arrivano da fuori e vogliono conoscere i processi produttivi delle attività storiche. Bisogna partire da quello che c'è già e svilupparlo tutti insieme».

serata sindaci piattaforma 16 luglio 20209 Chiara Narciso-2

Giovanni Montanelli, sindaco di Galbiate, ha illustrato la tematiche legate di associazioni e cultura: «Si vive nella quotidianità tramite territorio, ambiente, generosità, solidarietà, star bene insieme, far le cose insieme, servizio e messa a disposizione gratuita per gli altri. Queste caratteristiche costituiscono il decalogo associativo su cui abbiamo potuto contare durante il recente momento di grande necessità, gli abbiamo fatto fare di tutto. Mauro l'ho conosciuto nel mondo delle associazioni e l'ho visto in tante altre vesti, si è messo a disposizione della società in tante vesti, quindi ho creduto subito in lui e la ritengo la persona giusta per far progredire Lecco. Le associazioni vanno stimolate standovi vicino, rappresentando la figura del volontario in tutti i momenti, durante le loro manifestazioni e mentre crescono». 

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Antonio Rusconi, sindaco di Valmadrera, ha messo in campo la sua grande esperienza sulle società partecipate, «sistema complesso e variegato. Sono qui per il sostegno convinto a un amico, la politica ha bisogno di leader e non di capi: auguro a Mauro di essere questo, una persona in grado di guidarci parlando di contenuti, di cose da fare, cosa che ha fatto presentandosi a questa corsa. Ci serve un sindaco che colleghi da Limonta a Premana, che sia un maratoneta. Questa provincia sta insieme se mette insieme il polo del Lecchese con quello del Casatese-Meratese: questa è politica e unione degli amministratori, non sono slogan. Abbiamo assistito impotenti allo scempio della Provincia di Lecco, dov'è finito il nostro orgoglio? Oggi non ho letto di questo orgoglio da parte di altri candidati. Sono un sopravvissuto della Prima Repubblica? Ne vado orgoglioso, eravamo più capaci e facevamo più cose. Qualcuno, un giorno, mi spiegherà perchè la Provincia di Lecco è stata affittata ad altri. Bisogna parlare di quello che si farà in cinque, dieci anni e non di quello che si è fatto per i quarantanni addietro. Lo dico perchè Silea e Lario Reti rimangono l'ultimo patrimonio della felice stagione politica in cui i Comuni misero prima i progetti e poi i loro interessi, per questo ci serve un leader, che vada nei ministeri e in Regione, non fare le telefonate agli amici. Il sindaco di Lecco non è determinante per il 20% nelle partecipate, ma per la capacità politica di saper coordinare, facendo sentire tutti protagonisti, anche chi ha lo 0,20%».

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Gattinoni, infine, ha introdotto quello che potrebbe essere il suo predecessore: «Chi arriverà dopo di me troverà una base solida su cui progettare, ciò che tu non hai trovato dieci anni fa». Parola quasi in totale libertà, quindi, a Virginio Brivio, sindaco di Lecco: «In questi anni abbiamo esercitato un ruolo di costruttore, non di rivendicazione e contrapposizione delle proprie percentuali. Sui rifiuti e Lario Reti siamo passati da assemblee bloccate a logiche di coesione, con discussioni nel merito dei problemi, finite in delibere del 95% di approvazioni, cose che non accadono in altre realtà lombarde. Penso anche a opere di supplenze come la convenzione costruita sui Piani Resinelli con gli altri tre comuni coinvolti, oppure alla gestione del sistema bibliotecario provinciale in subentro alla Provincia. Portare a casa lo smembramento della ciclopedonale Lecco-Abbadia in due tronconi è stato difficile, ad esempio, con la precedente Amministrazione pre Bartesaghi e Cardamone non sarebbe mai accaduto; completare il "Viandante" costa 300-400mila euro, non è una cazzatina da niente come tanti fanno pensare. Oppure, ancora, lavorare per il Parco Adda Nord ha avuto la sua logica. Abbiamo esercitato un ruolo di collante tra le Amministrazioni del territorio, conciliando posizioni che partivano distanti: i confini della città non sono i confini dei problei dei cittadini, quindi bisogna star dentro i processi quotidiani rivestendo il ruolo di service, ricomponendo la frammentazione delle associazioni di vario genere. Regione Lombardia deve smetterla di essere autoreferenziale su alcuni temi e inizare ad affrontare il merito di alcuni problemi; il Comune di Lecco deve spingere in questo senso. In campo possono esserci sfide nuove, che vanno dal turismo di vario genere fino a UniverLecco, oggi spostatasi verso il coinvolgimento di altre istituzioni, che potrebbero essere anche i Comuni del circondario. Abbiamo solamente iniziato, infine, la sfida della struttura tecnica al servizio delle innovazioni tecnologiche all'interno del Comune: in Italia ci sono leggi che spiegano come fare determinate procedure, ma c'è la libertà di acquistare prodotti informatici da chi si vuole per svolgere funzioni istituzionali; il lockdown ci ha obbligato ad accelerare questi processi d'informatizzazione, abbiamo trattato 650 casi di morte durante questo periodo, dato che gestiamo anche le pratiche delle persone che, post-mortem, vanno altrove. Il nostro è stato un prodotto unico nel suo genere in tutta Italia».

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