Turismo, Michela Vittoria Brambilla: "Brivio non ha saputo cogliere l'opportunità"

L'ex Ministro del turismo critica l'amministrazione: "Expo è cominciata e a Lecco nemmeno si sente"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Il turismo è l'oro del Lario, ma l'amministrazione Brivio non se n'è accorta e non ha saputo cogliere questa opportunità. Ci consegna una città sporca e spenta. La prova? L'Expo è cominciato e Lecco non lo "sente" nemmeno. Riconoscere il terziario e il turismo come nuova vocazione della città è letteralmente il primo punto del progetto amministrativo collegato alla candidatura di Alberto Negrini e sottoscritto da Forza Italia.

Lecco non ha strutture ricettive adeguate, viabilità e parcheggi all'altezza, non offre prodotti turistici che valorizzino il lago, le nostre montagne, la nostra gastronomia. Un vero disastro, firmato sinistra. 

Per riconoscere ed abbracciare la nuova vocazione della città gli slogan non bastano, occorrono scelte radicali e coraggiose in tutti i campi. A cominciare dalle infrastrutture. Lecco non ha abbastanza alberghi, soprattutto per la fascia alta della domanda. Forza Italia vuole aumentare l'offerta. Lecco non è illuminata, Lecco non è pulita. Forza Italia la vuole illuminata e pulita. Lecco non è accogliente. Forza Italia la vuole trasformare in una meta turistica. Lecco è a pochi chilometri da Milano, ma è come se l'Expo si facesse su Marte. Forza Italia avrebbe saputo cogliere l'occasione.

Tutti sanno che Lecco si affaccia sul lago, ma il lago non è ancora diventato il motore dello sviluppo della città: noi proponiamo di trasformare in chiave turistica, con attracchi, porticcioli ed aree tematiche, l'area dalla Malpensata alle Caviate e il golfo di Lecco centro; di costruire un rimessaggio notturno per i battelli e le infrastrutture necessarie per rendere la città protagonista della navigazione lacuale e superare "l'emarginazione" che l'amministrazione di sinistra ci lascia in eredità; di alleggerire la viabilità cittadina con la ristrutturazione del parcheggio di piazza Affari, la realizzazione di un secondo parcheggio dietro la Questura e del parcheggio del Serpentino, per servire sia il centro storico che la passeggiata verso la Malpensata; di rendere l'attraversamento della statale 36 la futura circonvallazione cittadina, con un'uscita "Porto-Caviate" all'altezza di Santo Stefano.

Questi sono i primi passi indispensabili per scommettere sullo sviluppo turistico. Nel frattempo bisogna colmare le lacune nell'offerta ricettiva, rafforzare il "marchio Lecco" (dal lungolago così "riveduto e corretto" fino ai luoghi manzoniani) e consolidarlo con l'offerta di altri prodotti specifici: la montagna e l'enogastronomia, per esempio, mentre il marketing dev'essere realmente orientato al turista/cliente.

Oggi il visitatore è abbandonato a se stesso tra chiusure festive, servizi inadeguati, mancanza di informazione, cartellonistica insufficiente e "inglese alla Renzi". Eppure Lecco potrebbe tranquillamente inserirsi in un circuito di grandi eventi come ha dimostrato l'esperienza della V conferenza nazionale del turismo che ho portato in città nel corso del mio incarico di ministro per il turismo del governo Berlusconi, l'ultimo eletto dagli italiani.

Però bisogna crederci e passare dalle chiacchiere ai fatti: con Forza Italia, l'unico partito che, anche a livello nazionale, ha puntato sul turismo perché ci credeva e ci crede.

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