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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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“La ‘Grande Lecco’ è l'unico modo per risolvere i problemi del traffico”

Corrado Valsecchi, ex assessore e oggi capogruppo di Appello per Lecco, torna sul proprio cavallo di battaglia

Grande Lecco e Piano del traffico, da far suonare come una corda di violino. Torna su due temi a lui cari Corrado Valsecchi, già assessore comunale e oggi capogruppo di Appello per Lecco in Consiglio. Secondo il civico “in un territorio fragile e vulnerabile come il nostro, è essenziale porsi in maniera seria e ragionata la questione di un sistematico processo di desemaforizzazione nei circuiti urbani. Questa vocazione, confortata dalle necessarie diagnostiche tecniche e dalle relazioni degli esperti in viabilità e logistica, ritengo sia quanto mai opportuna per una vision strategica del traffico. Alla nuova amministrazione di Lecco abbiamo lasciato un Piano del traffico completo che è in via di attuazione, ma non possiamo immaginare di risolvere il caos veicolare intervenendo solo sulla città capoluogo”.

Presentazione Libro Grande Lecco Corrado Valsecchi (4)

Il tema cardine, per Valsecchi, è quello legato ai confini politici: “Servono azioni mirate e coordinate in una logica di Grande Lecco e anche il dibattito sul semaforo di Vercurago, tema sul quale avevo già avviato una riflessione con l'amministrazione del paese, è propedeutico per avanzare una proposta unitaria alla risoluzione del problema viabilistico territoriale. È evidente che quello snodo meriti una rivisitazione finalizzata a individuare l'opzione migliore per una sua rimozione, così come altre criticità semaforiche che vanno aggiornate perché anacronostiche, in un quadro di riordino complessivo. Dobbiamo cominciare a confrontarci senza pregiudizi tra comuni vicini per evitare che i risultati dell'uno vanifichino quelli dell'altro, creando contenziosi e situazioni di imbarazzo tra le diverse comunità”.

“Serve una cabina di regia”

Secondo il già assessore è fondamentale ragionare d'insieme: “Resta inteso che prima di tutto viene la sicurezza dei cittadini, ma questo non deve essere un alibi e sopratutto significa che si debba confermare, sempre e comunque, lo status quo evitando di cambiare con la supponenza così di non sbagliare. Mi auguro che la questione viabilistica territoriale non sia ad appannaggio di un Comune solo, ma dei Comuni, e che si formi una cabina di regia per approfondire e trovare soluzioni condivise fra i diversi attori istituzionali, inclusi Anas e Provincia, finalizzate a migliorare la situazione attuale”.

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