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Mal'Aria, l'Assessore Campione respinge le accuse: "Lecco non è inquinata"

Vittorio Campione, Assessore all'ambiente, spiega: "L'ozono inquinante arriva da Milano e dalla Pianura padana"

A seguito dell'indagine Mal'Aria di Legambiente, che registra come la città di Lecco sia al primo posto per l'inquinamento da ozono, l'Assessore all'ambiente Vittorio Campione interviene per fare chiarezza sulla situazione che lui stesso definisce "articolata".

Secondo Campione, prima di tutto è necessario distinguere tra l'inquinamento del periodo estivo e quello dell'inverno: «Mentre l'inquinamento invernale è caratterizzato soprattutto da elevate concentrazioni di polveri sottili (pm10), l'inquinamento estivo consiste nella presenza di elevate concentrazioni di ozono a livello del terreno - si legge nella nota diffusa agli organi di stampa, a firma dell'Assessore - Questo gas è un inquinante secondario, che si forma quando gli inquinanti  prodotti dai motori e dalle industrie (i cosiddetti precursori - ossidi di azoto e idrocarburi) interagiscono con i raggi solari».

L'interazione che produce l'ozono, afferma Campione, «è influenzata da variabili meteorologiche come l'intensità delle radiazioni solari, la temperatura, la direzione e la velocità del vento: i livelli di ozono tendono ad aumentare particolarmente con condizioni meteorologiche di stagnazione. Poiché questo tipo di inquinamento si diffonde con facilità a grande distanza, elevate concentrazioni di ozono si possono misurare anche molto lontano dai punti di emissione dei precursori, in luoghi comunemente ritenuti “immuni” da inquinamento, come ad esempio in alta montagna. Quindi gli alti livelli di ozono sono essenzialmente legati al traffico veicolare e alle condizioni meteo, ma non sono riferibili alla sola zona di Lecco: l’inquinamento viene generato in Pianura padana, in particolare intorno a Milano».

L'Assessore si concentra anche sui miglioramenti che emergono dall'indagine di Legambiente: in particolare «per quanto riguarda le pm10, per le quali la nostra è tra le poche città che non hanno oltrepassato i 35 giorni all’anno con superamento del limite di polveri sottili», a differenza della maggior parte della regione. In Lombardia, infatti, il 68% delle centraline urbane ha superato il limite imposto per legge: «tutte le centraline urbane presenti a Milano, Brescia, Lodi, Mantova, Monza e Pavia -specifica Campione - Lecco, insieme a Como,  Sondrio e Varese è al di sotto del limite».

«Nel 2011 entrambe le centraline di Lecco città, quella di via Amendola e quella di via Sora, segnalavano quasi 60 superamenti all’anno, mentre nel 2014  i giorni con valori superiori al limite sono stati meno di 20 - prosegue la nota - Buone notizie anche sul fronte del particolato fine, ossia le PM2,5 : qui il valore obiettivo è di 26 microgrammi su metro cubo come media annuale e a Lecco la media è 15, al 53esimo posto su 75. Sono nella norma anche gli ossidi d’azoto, essendo sotto i 40 microgrammi per metro cubo come media annuale».

Risultati che, conclude l'Assessore, «sono anche frutto delle politiche dell’amministrazione di questi ultimi anni: attenzione alla mobilità sostenibile e ordinanze per il contenimento dell’inquinamento di veicoli e impianti termici. C’è ancora da lavorare, certo, ma respingo al mittente l’accusa di città più inquinata».

«Chiediamo a tutti i cittadini di attenersi alle indicazioni riportate nell’ordinanza antinquinamento - chiosa la nota - per proteggere l’aria che respiriamo. Si tratta di poche semplici regole che, insieme alle altre misure di viabilità e mobilità sostenibile, permettono di raggiungere buoni livelli di qualità dell’aria».

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