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L'ospedale di Lecco

L'ospedale di Lecco

Sanità, Appello per Lecco pensa alla riorganizzazione territoriale: "Non restiamo ancorati alle Province"

Secondo la civica la nuova Azienda socio-assistenziale dovrebbe comprendere anche Carate e Giussano

Una Azienda socio assistenziale che segua "l'asse della Statale 36", integrando Carate e Giussano all'attuale Azienda ospedaliera lecchese: è la proposta di Appello per Lecco in vita della riorganizzazione della sanità lombarda, che nelle prossime settimane entrerà nel vivo dell'agenda del Pirellone.

Punto focale della riforma della sanità regionale sarà proprio la riorganizzazione territoriale, ed è in questo senso che ApL lancia la sua proposta: «Non vogliamo rimanere imprigionati in logiche legate ai territori delle "vecchie province" - fa sapere Corrado Valsecchi, portavoce dell'associazione - Un tema tanto importante, quanto fondamentale, come quello legato al futuro della sanità ha bisogno di un forte coinvolgimento di tutti gli attori politici e istituzionali oltre che dei cittadini».

Nel nuovo assetto territoriale, le Aisa (Aziende integrate socio-assistenziali) andranno a sostituire le attuali Aziende ospedaliere. In particolare, quella di Lecco sarà inserita nella stessa Assl (che sostituirà le Asl attuali) che comprende anche Monza. 

La suddivisione dei presidi afferenti a ognuna delle due Aisa, per il momento, è su base territoriale: di quella lecchese farebbero parte Lecco, Merate e Bellano, mentre l'Aisa di Monza comprenderebbe i presidi del capoluogo con Vimercate, Desio, Seregno, Carate e Giussano.

«La asimmetria  è evidente. Appello per Lecco pensa che sarebbe molto importante puntare sul  concetto  "dell'asse della SS 36" che unirebbe  Lecco con Carate e Giussano, oltre che  Merate  e Bellano, con un parziale riequilibrio delle dimensioni e quindi anche dei ruoli tra le due Aisa della medesima Assl»: questa la motivazione dietro la proposta di ApL, inoltrata anche ai Consiglieri regionali, al Sindaco di Lecco, ad alcuni parlamentari e ai partiti politici del territorio.

«Questa ipotesi, oltre che riequilibrare i pesi in gioco, supera anche gli obsoleti modelli organizzativi legati alle Province in ambito sanitario - si legge nella posizione di ApL - e si rifà a concetti connessi alla orografia, alla mobilità e facilità di accesso ai luoghi dove vengono forniti i servizi per gli utenti. Un concetto di territorio non burocratico/amministrativo, ma funzionale alle reali necessità dei cittadini».

Appello per Lecco auspica una azione "multipartisan" che coinvolga gli enti territoriali, con l'obiettivo di creare i presupposti, sul piano organizzativo e delle risorse, per un miglioramento dei servizi.

«In questo periodo in cui molti si stanno preparando alle elezioni amministrative nel nostro Comune può essere difficile una azione comune tra tutte le forze in campo, tuttavia, bisogna guardare in avanti e trovare assieme i giusti orientamenti per il bene della città e dei cittadini - si conclude la proposta - Siamo disponibili ad un incontro con le forze politiche che possono condividere strategicamente questo orientamento che innova il concetto riorganizzazione sanitaria su base logistica e rende più praticabile, immediato e fruibile il diritto alla salute per i cittadini lecchesi».

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