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Smantellamento della Prefettura, Appello per Lecco ribadisce la necessità di una "cabina di regia"

L'appello del portavoce Corrado Valsecchi per aprire il confronto sul progetto di una "grande Lecco".

Le voci di un possibile smantellamento della Prefettura e, nel peggiore dei casi, della Provincia di Lecco sono accolte quasi senza sorpresa da Appello per Lecco: l'associazione cittadina, tramite il portavoce Corrado Valsecchi, di fronte a questa ipotesi ribadisce quella che vede come la necessità di ripensare la "cabina di regia" per Lecco e il territorio.

«Cosa vi aspettavate? - si legge nel comunicato diffuso da Valsecchi - Sono quattro anni che insistiamo, inascoltati, sulla necessità di aprire un confronto istituzionale e con le comunità sulla Grande Lecco, e c'è anche chi ha ironizzato in merito. Quello che succede ora è solo la prima conseguenza di ciò che sta per accadere».

La cabina di regia unitaria, che Appello per Lecco chiede da tempo, secondo Valsecchi non esiste da tempo: «Al contrario, esiste una contrapposizione nefasta e controproducente per il territorio, impegnata in una "guerra sotterranea" del tutti contro tutti: così non facciamo rivivere il territorio, lo facciamo morire».

«Non vogliamo fare nomi e cognomi ma é evidente che bisogna ritrovare il senso della comunità e dell'unità d'intenti: un network territoriale che sappia fare da barriera e contraltare agli orientamenti romani. Se i partiti non riescono in questa impresa qualcun altro ci dovrà pensare. - prosegue Valsecchi - A Roma, l'abbiamo detto mille volte, non aspetteranno le nostre decisioni: politici e burocrati prenderanno un compasso e stabiliranno loro le regole del gioco nel nostro territorio».

È il momento di muoversi, secondo Appello per Lecco: «Non c'è più tempo: se non facciamo in fretta a reagire identificando progetti, condivisioni e classe dirigente, andremo incontro al destino di diventare un "paesotto" senza peso e futuro, con buona pace delle nostre velleità turistiche! E non dovremo scaricare le responsabilità su Roma, perché saranno solo da addebitare alla nostra incapacità comunitaria di saper pianificare autonomamente il nostro futuro».

«Se qualcuno si sentirà offeso per queste parole - chiosa Valsecchi - chiediamo anticipatamente scusa, ma purtroppo tocca a noi suonare la sveglia, nonostante il nostro contributo, per il momento, venga ancora ritenuto marginale».

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