Lecco, l'appello di Nogara per salvare le scuole

"Chi non comprende perchè vanno mantenute le scuole di quartiere non faccia politica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Un sindaco e un assessore all'istruzione che permettono o addirittura programmano la chiusura di una scuola di quartiere, montana o collinare dovrebbero dimettersi per incapacità amministrativa e gestionale.

Il Sindaco Brivio afferma di apprezzare la nascita di comitati che si mettono in gioco per la difesa delle scuole e dei propri territori...ma chi pensa di prendere in giro? Se lui e la sua giunta lavorassero bene non ci sarebbe bisogno di tutto questo. La gente la sera e nel tempo libero se ne starebbe a casa tranquilla e rilassata con i propri figli, invece per l'incapacità dei propri amministratori si vede costretta a scendere in piazza, "invadere" i consigli comunali, programmare assemblee... La sinistra qualsiasi tasto tocchi sulla scuola fa danni, sarebbe molto meglio non facesse nulla!

Con la "Buona scuola", che di buono ha solo il nome, ci troviamo concorsi assurdi e maestri in piazza, diritti e conquiste degli insegnanti calpestati… Ma ci rendiamo conto di quanto è importante il lavoro degli insegnanti? Trasmettono ai nostri figli il bagaglio più importante per affrontare il futuro: il sapere, la conoscenza, i valori, l'etica, la morale, le emozioni, ed in cambio, per riconoscenza, molti di loro oltre a dover affrontare da precari parecchi chilometri di strada per raggiungere il posto di lavoro, vengono pagati mesi di ritardo.

Ma i nostri figli non contano, contano solo i numeri, il nostro futuro, il futuro dei nostri territori sembra non conti più nulla per gli amministratori di oggi. "Non ci sono soldi", "non ci sono risorse", "la formula matematica in base ai bambini iscritti impone il taglio delle classi" ci sentiamo rispondere ogni volta. Tutto questo, permettetemi, sono "balle"!

Come si fa a ragionare in questo modo quando sappiamo che la Regione Lombardia ha un residuo fiscale (differenza tra le entrate complessive regionalizzate inviate a Roma e quanto ritorna sul territorio) di 54 miliardi di euro! Con questo residuo fiscale e per salvare il nostro territorio dallo spopolamento che causerebbe degrado, problemi di sicurezza, sociali, ambientali, ecc.

Fossi sindaco, assessore, dirigente, provveditore, chiederei con forza e pretenderei non una, ma mille deroghe, perché il futuro dei nostri figli non ha prezzo e il futuro del nostro territorio dipende da noi, quindi ottenere delle deroghe oggi è un sacro e santo diritto! E non vorrei vedere solo i genitori manifestare, ma vorrei vedere insegnanti, presidi, provveditori e tutti gli amministratori uniti alle famiglie contro chi impone che i numeri debbano prevalere sui veri valori della nostra società.

Un apparente risparmio economico odierno derivante dal taglio di una classe o di una scuola nasconde enormi spese future per ripristinare sicurezza e qualità della vita nei territori che si spopoleranno e resteranno abbandonati. E il compito di un buon amministratore dovrebbe essere quello di programmare il futuro, non amministrare basandosi su dei semplici numeri di oggi.

Inoltre se spulciassimo i bilanci comunali di Lecco, Calolzio, e degli altri comuni dove periodicamente rispunta il "problema scuole" basterebbe poco per trovare delle risorse finanziarie che potrebbero con una semplice variazione di bilancio essere spostate da un capitolo di spesa all'altro per coprire quanto l'amministrazione scolastica proprio non riesce a saldare.

Gli amministratori siano onesti e abbiano il coraggio di dire chiaramente che la chiusura o l'apertura di una scuola dipende solamente da una scelta politica, dalla valutazione delle priorità che ha un'amministrazione. Per concludere chi non comprende perché vanno mantenute le scuole collinari, montane e di quartiere per cortesia non faccia politica!

Il Segretario Provinciale di Lecco
Lega Nord – Lega Lombarda
Flavio Nogara

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