Politica Via Antonio Ghislanzoni

Dopo il crollo alla "Tommaso Grossi" il Movimento cinque stelle lecchese chiede al Comune azioni concrete

I pentastellati lecchesi rivolgono l'ennesima accusa di inefficienza all'Assessore lecchese ai lavori pubblici

La sera del 28 ottobre è crollato un controsoffitto nell'aula di artistica della scuola media "Tommaso Grossi"

Dopo il caso del crollo alla scuola "Tommaso Grossi", gli attivisti del Movimento 5 stelle lecchese tornano a chiedere fondi per l'edilizia scolastica, e lo fanno senza accodarsi alle polemiche di natura politica che serpeggiano fra i partiti della minoranza in Consiglio comunale.

Il "j'accuse" dei pentastellati va ancora una volta all'Assessore ai lavori pubblici Francesca Rota, che durante la seduta della Commissione di giovedì 30 ottobre ha invocato la mancanza di fondi per la manutenzione delle scuole.

«Dopo tutte le inerzie, incapacità e inefficienze, giudichiamo teatralmente ipocrita l’intervento dell’Assessore Rota - scrivono i Cinque stelle in un comunicato - l’Assessore, infatti, dopo non aver fatto nulla per attivare la richiesta di utilizzo dei fondi dell'8x1000, malgrado le nostre sollecitazioni, dopo non aver fatto nulla per attivare la domanda inerente la richiesta dei fondi previsti nel bando regionale in scadenza il prossimo 28 novembre perché, a suo dire, il 50% a carico comunale non sarebbe spendibile per il Patto di Stabilità, ora, di fronte alle macerie dei soffitti della Tommaso Grossi che avrebbero potuto causare una tragedia, urla la necessità di fondi. Invece di urlare si attivi nel mettere al lavoro i suoi collaboratori per realizzare quei progetti esecutivi per ogni intervento di ripristino e ristrutturazione che vanno allegati a ogni domanda di accesso a fondi o finanziamenti. Passi, finalmente, dalle inutili parole ai fatti!»

«Informiamo lei, i suoi colleghi di Giunta, l’intero Consiglio Comunale e la cittadinanza intera che, la scorsa settimana, il Governo ha emesso il decreto con i regolamenti attuativi per l’utilizzo dei fondi dello 8 per 1000 non destinati fanno anche notare polemicamente i pentastellati - La scadenza, originariamente prevista per lo scorso 30 settembre, è stata prorogata. Ricordiamo, inoltre, che questi fondi non ricadono nei vincoli del Patto di Stabilità».

«I cavilli stanno a zero, le scuse sono finite - si conclude polemicamente il comunicato - si diano finalmente una mossa, Assessore e uffici, per non perdere questa opportunità. Altro che urlare, occorre agire». 

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