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Gianfranco Miglio

Gianfranco Miglio

La Lega Nord intitola la sezione oggionese al professor Miglio

Pasquini: «Non vogliamo dimenticare gli insegnamenti di colui che ha proposto per l'Italia il modello confederale»

Il direttivo cittadino della Lega Nord di Oggiono ha deliberato di intitolare la sezione cittadina alla memoria del noto costituzionalista e pensatore federalista lariano Gianfranco Miglio. «Questa scelta, condivisa da militanti e sostenitori della sezione oggionese - spiega il segretario Giovanni Pasquini - nasce dalla necessità di dare un segnale forte in controtendenza rispetto al periodo storico-politico che stiamo vivendo in Italia».

«Mentre a Roma un governo senza alcuna legittimazione popolare cerca di cancellare ogni tipo di autonomia e sovranità locale -prosegue Pasquini - accentrando tutto il potere nella capitale, per rispondere alle esigenze di Berlino e Bruxelles, la Lega sul territorio non intende dimenticare gli insegnamenti di chi ha realizzato il miglior progetto costituzionale che questo Paese potrebbe e dovrebbe avere: quella cantonale confederale, sul modello svizzero».

Nel 1994 al Congresso federale del Carroccio a Bologna, fu proprio Miglio a configurare quanto sarebbe poi accaduto anni dopo spiegando ai delegati che dapprima, da parte dello Stato italiano, vi sarebbe stata una concentrazione autoritaria del potere, come quella attuale e quindi, per contraccolpo, si sarebbe arrivati ad un federalismo molto più radicale di quello immaginato dalla Lega.

«L'approvazione in consiglio regionale di un referendum per lo statuto di autonomia speciale per la Lombardia - prosegue Pasquini - che segue di qualche tempo quello del Veneto, va proprio nella direzione del "contraccolpo" previsto dal professore: il Nord tartassato, vessato e penalizzato da uno stato centrale rapinatore, incapace di tagliare gli sprechi reali del proprio malgoverno e di valorizzare le differenze sostanziali, economiche, sociale e culturali che esistono nel Paese, non si piega e combatte. La lezione di Miglio non è andata perduta: e noi, a Oggiono, la onoriamo così».

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