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È ufficiale: Letizia Moratti si candida alle elezioni regionali. Con Renzi e Calenda

Nei giorni scorsi le dimissioni dalla Giunta Fontana. L'ex assessore al Welfare correrà con il Terzo Polo per la carica di presidente

Era nell'aria, adesso è ufficiale. Letizia Moratti, l'ex assessore al welfare e vicepresidente di Regione Lombardia che nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni in aperta polemica col governatore Attilio Fontana, si candiderà alle prossime elezioni regionali. Come illustrato dai colleghi di MilanoToday, alle urne - dove sfiderà proprio Fontana, che sarà il nome del centrodestra - l'ex sindaca di Milano correrà con Carlo Calenda e Matteo Renzi, che sabato (e non è un caso) l'hanno ospitata sul palco della manifestazione a sostegno del popolo ucraino. 

"Inizia un nuovo appassionante cammino per dare le risposte che la Lombardia merita"

"Insieme con Carlo Calenda e Matteo Renzi ho condiviso l’avvio di un percorso che mi vedrà candidata alla presidenza di regione Lombardia. Un progetto forte ed attento ai territori, orientato ad offrire una visione del futuro lombardo e nazionale capace di interpretare i mutamenti in atto ed affrontare le nuove sfide in arrivo - si legge in una nota della Moratti - Una collaborazione che nasce sostenuta dall’ampia e consolidata rete civica a me vicina e dal Terzo Polo, ampiamente aperta all’adesione di tutti gli interlocutori politici, culturali, del terzo settore e delle associazioni, con i quali realizzeremo interessanti e positivi confronti per la costruzione di una coalizione vincente. Ringrazio Carlo Calenda e Matteo Renzi per l’appoggio. Inizia oggi - ha concluso - un nuovo appassionante cammino per dare le risposte che la Lombardia merita".

La rottura tra Moratti e Fontana era nata proprio dalla voglia dell'ex vicepresidente - chiamata da Fontana a sostituire Giulio Gallera - di essere il nome del centrodestra per le regionali del 2023. Il presidente, invece, non ha voluto cedere il passo e pian piano il rapporto si è incrinato. Fino alle dimissioni - con l'ingresso in Giunta di Guido Bertolaso quale assessore al Welfare e la promozione di Fabrizio Sala a vicepresidente - e alla sfida elettorale già all'orizzonte. 

"Appoggiare due persone che in Lombardia e nel Lazio hanno fatto bene sulla campagna vaccinale e la sanità come Alessio D’Amato e Letizia Moratti è la scelta giusta per il Terzo Polo. Vengono da storie diverse ma hanno lavorato sulla stessa linea di serietà nell’emergenza - ha scritto su Twiter il leader di Azione, Calenda, che poi non ha chiuso le porte al Pd: "Rimaniamo aperti alla discussione con tutti per costruire coalizioni ampie, ticket, Moratti-Cottarelli sarebbe perfetto, che parlino a mondi diversi, programmi inclusivi. Ma è ora di rompere gli indugi e iniziare a lavorare". 

Dai dem, però, è già arrivato un no che pare insuperabile

Dai dem, però, è già arrivato un no che pare insuperabile. La candidatura a presidente della Lombardia di Letizia Moratti "non è un'opzione e anche dall'assemblea è uscita questa indicazione. Non credo possa funzionare che c'è qualcuno che decide anche per gli altri. Siamo disponibili a confrontarci ma non vogliamo imporre niente a nessuno né farci imporre niente da nessuno", le parole del segretario del Pd lombardo Vinicio Peluffo, a margine dell'assemblea regionale convocata domenica a Milano. Anche l'ipotesi di ticket tra Moratti e Carlo Cottarelli, spinta forte da Calenda, 'non è un'opzione' per il segretario". Non pare esclusa a priori invece una possibile alleanza con la lista civica di Moratti.

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