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La lettera di Giulio De Capitani

La lettera di Giulio De Capitani

Lettera di Giulio De Capitani su Corrado Valsecchi, il renziano che si è sempre fatto i propri interessi

Corrado Valsecchi, "il multiculturalista civico, ora renziano che si è sempre fatto gli interessi suoi"

E' intervenuto con una lettera, datata 16 aprile, Giulio De Capitani, consigliere comunale di Lecco, in merito a Corrado Valsecchi, "il multiculturalista civico, ora renziano che si è sempre fatto gli interessi suoi".

"Leggo oggi sulla stampa locale alcune dichiarazioni di Corrado Valsecchi, ex comunista convertito alle liste civiche, autodefinitosi ultimamente “renziano”, sempre naturalmente per nobili fini “altruistici” (dove “l’altro” è soprattutto lui), ora “portavoce” di Appello per Lecco, gruppo all’interno del Consiglio Comunale, con un suo esponente citato (al momento senza profili di carattere giudiziario) nella vicenda del consigliere di maggioranza Ernesto Palermo (in carcere accusato di collegamenti con la mafia ed altro). 

Valsecchi “per dirla tutta” fa dei parallelismi tra l’indagine in corso da un anno e mezzo che riguarda 90 consiglieri regionali, compreso il sottoscritto (5.700 euro di rimborsi poi ridotti a 4.000) e di cui ho dato pubblicità nell’immediatezza dei fatti (dicembre 2012), anche alla stampa e di cui ho presentato da tempo una dettagliata relazione all’autorità inquirente, senza essere ancora sentito, documentata fino all’ultimo euro. Si tratta di meno del 10% della disponibilità di spesa allora a mia disposizione (largamente la più bassa dei consiglieri locali): non ci sono viaggi, soggiorni in alberghi od altre spese allegre o ingiustificate che hanno riempito le cronache anche locali.

Ma per Valsecchi, paladino prima di tutto dei suoi interessi che ha “comodamente” e senza problemi “tutelato” anche in questi ultimi anni, “allegramente” associando il suo ruolo di rappresentante di Appello per Lecco a quello di responsabile della società che ha l’appalto di maggiore spesa con il Comune di Lecco, avere avuto contatti (ora venuti alla luce) con esponenti della mafia ha lo stesso peso di un indagine a tappeto su tutti i Consigli Regionali, ancora in corso e per la quale non mi risultano persone in galera e fermo restando le responsabilità personali di chi ha vergognosamente approfittato della situazione. Io non l’ho mai fatto, la mia storia lo dimostra, non solo da ora. Sfido a trovare, ad esempio, una lira (o un euro) di rimborso spese a qualsiasi titolo chiesti al Comune di Lecco in otto anni di assessorato (1997-2005). 

Ma al personaggio “multiculturale” deve essere caduto il mondo in faccia quando i giornali e il web hanno pubblicato documentatissimi pezzi virgolettati sulla presenza del suo consigliere nella vicenda, di cui non voglio ripetere qui i particolari, visto che sono oramai di dominio pubblico. Semmai non è di dominio pubblico se Valsecchi fosse o meno a conoscenza di quanto “girava” attorno ad esponenti del suo gruppo o della maggioranza in genere: impossibile che ne fosse all’oscuro visto che si atteggia tuttora a “deus ex macchina” del gruppo stesso, nel quale voglio chiarire sono presenti anche persone che conosco e stimo. 

Ma ci sono ancora 29.500 pagine dell’indagine “Metastasi” da scoprire: chissà che quello che non è stato ancora detto spontaneamente sia possibile scoprirlo “virgolettato” più avanti. Personalmente non ho mai scambiato telefonate, sms od altro con il consigliere arrestato, anzi non ci ho mai parlato. E ci sono una serie di domande sulla vicenda, fatte dentro e fuori le istituzioni, che aspettano una risposta chiara. Alcune di queste domande inizieremo a proporle fin dai prossimi Consigli Comunali. L’ho definito in prospettiva “uno stillicidio” che certo la città di Lecco non merita, ma che non è certo responsabilità di chi chiede una precisa assunzione di responsabilità". 

Giulio De Capitani, consigliere comunale di Lecco

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