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Venerdì, 24 Maggio 2024
La querelle / Centro storico / Lungolario 4 Novembre

Nuovo lungolago, la Provincia si chiama fuori: “Errori del Comune”

Simonetti elenca i motivi che hanno reso necessario l'avvio di un nuovo procedimento amministrativo

Prosegue la querelle relativa al nuovo lungolago di Lecco. Dopo la ricostruzione del Comune in merito ai motivi che hanno portato a un nuovo ritardo legato all'avvio dei lavori, questa volta è la Provincia a ribattere punto su punto, andando anche oltre e rendendo noti dei passaggi ben diversi rispetto a quelli messi nero su bianco da Palazzo Bovara sul fronte del procedimento autorizzativo.

“Mi spiace constatare come l’amministrazione comunale di Lecco, anziché riconoscere le proprie imprecisioni ed errori, tenti di addossare alla Provincia le proprie colpe e mancanze. A beneficio della trasparenza e per rassicurare la cittadinanza e i consiglieri comunali della città capoluogo, ritengo opportuno ricostruire il percorso amministrativo - affonda subito il consigliere provinciale delegato alla Pianificazione territoriale Stefano Simonetti -. Nel 2023 il Comune di Lecco ha indetto una conferenza di servizi finalizzata all'approvazione del progetto definitivo dei lavori di riqualificazione del waterfront; il verbale conclusivo della conferenza di servizi ha preso atto dei pareri formulati dagli enti coinvolti e l’amministrazione comunale avrebbe dovuto trasmettere alla Provincia semplicemente la documentazione per la verifica dell'ottemperanza alle prescrizioni”.

Il progetto per il nuovo lungolago di Lecco

Qui c'è un inghippo: “In realtà, commettendo un errore formale, il Comune, attraverso propria nota inviataci il 24 gennaio 2024, procede con "richiesta di autorizzazione paesaggistica", perché, anziché ottemperare al mero recepimento delle indicazioni pervenute dagli enti, l’amministrazione di Lecco inserisce nel progetto esecutivo anche alcune varianti rispetto al progetto definitivo. Tali novità nei fatti fanno innescare un nuovo procedimento amministrativo, che prevede passi formali non aggirabili; inoltre, nell'istruttoria condotta sul progetto esecutivo è stato evidenziato che non tutte le prescrizioni formulate dalla commissione paesaggio sono state recepite e nell’elaborato sono stati inseriti elementi diversi rispetto al definitivo, fattori che per la tutela del paesaggio e del territorio non potevano non essere considerati con la dovuta attenzione, eventualmente con l’indizione di una nuova conferenza di servizi estesa a tutti i soggetti che si erano espressi sul progetto definitivo”.

Serve un nuovo parere

Si è quindi proceduto “a curare l'istruttoria della pratica di variante all'autorizzazione paesaggistica rilasciata (il verbale conclusivo della conferenza di servizi costituisce autorizzazione paesaggistica) e a sottoporre il progetto alla valutazione della nostra commissione paesaggio nella seduta del 9 aprile. Il necessario e nuovo parere della commissione è stato favorevole con alcune prescrizioni (ad esempio, è stata ribadita la prescrizione di mantenere la pavimentazione dello spazio in località Malpensata o comunque di articolare il percorso in modo diverso rispetto a quanto progettato per un miglior inserimento paesaggistico); il 12 aprile il parere e la proposta di provvedimento conclusivo sono stati trasmessi alla Soprintendenza per il parere di competenza. A seguito del parere della Soprintendenza, che dovrà pervenire entro 45 giorni, la Provincia provvederà al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica. Tali tempistiche sono dovute esclusivamente alla volontà del Comune di inserire ulteriori modifiche; se, come ci aspettavamo, si fosse proceduto nel mero recepimento delle indicazioni degli enti, tutto questo non sarebbe accaduto”.

Simonetti chiude con un affondo diretto: “Suggerisco all’amministrazione comunale e all’assessore ai Lavori pubblici di non tentare di scaricare le colpe delle proprie decisioni sugli altri enti, perché con il rispetto delle istituzioni e degli enti non si scherza, sono cose serie. Tanto dovevo per rassicurare del fatto che, come sempre, la Provincia nel proprio operato è sempre "casa dei Comuni" e non intende ostacolare nessuno, ma compie esclusivamente gli interessi di tutela del territorio e della trasparenza dei procedimenti amministrativi”.

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