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Il maresciallo Giuseppe Cacicia

Il maresciallo Giuseppe Cacicia

Il maresciallo dei Carabinieri si candida col Partito Anti Islamizzazione

Giuseppe Cacicia, comandante della stazione di Colico, in corsa per il Consiglio regionale col Pai. «Continuo il mio lavoro, spinto da principi di libertà e democrazia»

Ha tolto la divisa dell'Arma per dare il suo contributo politico. «All'insegna della continuità con il mio lavoro, spinto da principi di libertà e democrazia».

Non capita spesso che un maresciallo dei Carabinieri si candidi alle elezioni. Giuseppe Cacicia, 45 anni, comandante della stazione dell'Arma di Colico, lo sta facendo in vista della tornata elettorale del prossimo 4 marzo. Concorrerà per un posto al Consiglio regionale nella lista civica "Fontana presidente", da membro del Pai, il Partito Anti Islamizzazione fondato nel 2017 dal giornalista di Dervio Stefano Cassinelli.

È lo stesso Cacicia a spiegarci i motivi di questa sua scelta, ricordando che la norma vigente prevede la possibilità di usufruire di una licenza straordinaria per la campagna elettorale. Dopo il voto, il militare valuterà: se eletto potrà transitare in aspettativa sino al termine del mandato; da non eletto, invece, tornare a ricoprire il suo ruolo ma non nella circoscrizione in cui è stato candidato. Nel caso di Cacicia è quella di Monza Brianza, il che significa che potrebbe riprendere la sua attività sull'Altolago.

«Sono legato da un'amicizia duratura con Cassinelli - spiega il maresciallo - Pur non essendo iscritto, ho dato il mio contributo a livello di idee alla nascita del Pai. Contrariamente a quanto alcuni pensano, è un progetto politico di assoluta moderazione che si rifà a valori costituzionali, a concetti di libertà, democrazia e uguaglianza "oltre" la tolleranza. Quando la condivisione del concetto di libertà porta uno degli attori che ne fruisce a toglierla, o cercare di toglierla agli altri, si verifica un paradosso. Io voglio tutelare il principio base per il quale tutti possono convivere in maniera pacifica senza essere scavalcati sui valori garantiti dalla Costituzione».

Nell'Arma da 17 anni

In molti potrebbero strumentalizzare l'avventura politica di un esponente delle forze dell'ordine. «Mi dispiace quando questo avviene», continua Cacicia. «Ho sempre fatto il mio lavoro con convinzione e serietà. Sento il dovere di fare qualcosa di più in questo momento storico in cui vedo storture nella società. Anzi, la vivo come una sorta di continuità con il mio operato. Sono nell'Arma dall'età di 17 anni, la amo profondamente, mi ha dato tanto e io le ho dato tanto. Il reparto in cui lavoro è la mia famiglia. Ho servito lo Stato in maniera convinta e continuo a farlo. Potrò portare avanti ugualmente i principi di giustizia e libertà che mi ha trasmesso l'Arma, sempre nel rispetto delle leggi, non in maniera operativa ma dando un contributo per poter modificare o migliorare le normative».

I candidati del Pai per il Consiglio regionale sono quattro: Cacicia nella circoscrizione Monza Brianza, Stefano Cassinelli per Milano e provincia, Marco Di Prinzio (ispettore capo della Questura di Lecco) per Bergamo, Fabio Fogliaresi per  Brescia e provincia.

Sulla candidatura del maresciallo di Colico, e dell'ispettore Di Prinzio, abbiamo raccolto il commento di Cassinelli, fondatore del Pai. «A differenza degli altri partiti che vantano esponenti delle forze dell'ordine, noi siamo per definizione caratterizzati dalla loro presenza - spiega - È una promessa che avevamo fatto quando siamo nati, candidare esponenti di forze dell'ordine e delle forze armate, perché la questione sicurezza è per noi fondamentale. Abbiamo tenuto fede alle nostre parole».

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