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Nuovo Comune, le minoranze compatte: “Gattinoni, devi dimetterti!”

Fronte comune dei capigruppo e di Ciresa, che affondano in maniera netta su sindaco e Giunta: “E non è finita qui. Noi pronti a governare”

Botta, risposta e controrisposta. Le minoranze del Consiglio comunale di Lecco prendono nuovamente parola dopo l’infuocata seduta della Commissione I di giovedì sera, seguita dalla conferenza stampa tenutasi nella sede del Partito Democratico di Lecco durante la mattinata seguente. Se la maggioranza ha fatto fronte comune, le minoranze unite hanno fatto altrettanto sabato, presentandosi compatte nell'unica richiesta fatta agli avversari politici dopo il caso relativo al nuovo Comune: le dimissioni di Gattinoni e della sua squadra di governo. Squadra colpevole di aver lasciato per strada qualche milione di euro di risorse tra bandi persi e spesi malamente: questo lo j'accuse, in sintesi, mosso dai capigruppo al gran completo, con l'ex candidato sindaco Peppino Ciresa a completare il quinquetto, riunitosi per presenziare di fronte a telecamere e taccuini.

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Bettega: “Un anno contromano”

“L’iter percorso da questa amministrazione da un anno a questa parte è surreale per una città che dovrebbe essere un esempio sotto questo punto di vista, ma lo è diventato per il numero passi falsi - ha preso subito parola Cinzia Bettega, capogruppo della Lega per Salvini premier -. È stato un anno percorso contromano. Sono stati buttati soldi non solo per l’ultima perizia, inutile perché tutti sapevamo l’esito, ma vanno considerati anche tutti quelli buttati nelle altre fasi, tra acquisto e progettazione”. La questione “meriterà un approfondimento notevole. Mi spieghino perchè nella fase di perizia dedicata all’immobile di via Marco d’Oggiono, struttura cablata e con impianto elettrico a norma, si è ipotizzata la demolizione di quell’edificio. Chi ha suggerito questa ipotesi fantascientifica? Per che scopi? Certo non è una modalità di tutela degli interessi lecchesi”. Un'alternativa? “Va ripresa in mano la via indicata. Le idee le abbiamo, vanno valutate con serietà ma oggi abbiamo in pancia un immobile comprato dalla Regione a 5,770 milioni dopo che la stessa l’aveva acquisito a otto dal Politecnico. Palazzo Bovara va comunque riqualificato, è un patrimonio della città e se ne può dedicare una parte agli archivi che oggi sono tenuti qua sotto in una condizione penosa”.

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“Ai tempi del mio assessorato la spada del patto di stabilità c’era già, oggi lo scenario è paradisiaco rispetto ad allora”, ha rammentato l'esponente del Carroccio. “Oggi deve passare un messaggio forte e unitario: non basta prendere il peso politico delle decisioni, ma devono seguire delle azioni precise. Andremo avanti su questo fronte”. Il problema politico “è molto grosso. Giovedì sera il capogruppo Regazzoni ha provato a tamponare le dichiarazioni sulla vecchia amministrazione del sindaco e dopo un quarto d’ora è partito l’intervento dell’assessore Maria Sacchi, che ha demolito tutto quanto ha trovato nei Lavori Pubblici. Ovviamente ha omesso di dire che gli spazi della Meridiana, presi con contratto di affitto 6+6, sono tutti da sistemare. Ho fatto dieci anni di opposizione a Virginio Brivio, ma oggi mi stupisce molto che il segretario cittadino del Pd (Alfredo Marelli, ndr) non tenga in mano la situazione”.

Boscagli: “La maggioranza litiga, si fermi”

“Ci ha lasciati sconcertati l'aver sentito menzogne per un anno sull'immobile ex Deutsche Bank nonostante il noto interesse oggettivo, sugli studi relativi ai costi di fattibilità con via Marco d’Oggiono inserito un anno prima nel piano delle alienazioni, con tanto di decisione già presa verso la non prosecuzione del progetto di riqualificazione - ha quindi puntualizzato Filippo Boscagli, capogruppo di Lecco Ideale -. Gli studi di oggi non dicono niente, si sapeva già prima dell’infallibilità dell’operazione. L’unica strada anche verrà percorsa sarà quella relativa a questo palazzo, spesso dichiarato non idoneo per l'utilizzo che ne facciamo. Siamo stanchi di subire le beghe interne alla maggioranza, che si dimentica di essere sempre come "quelli di prima". Il Pd ha una lotta sotterranea e la città paga, non vedendo andare avanti lungolago e Bione. Ricordiamoci dei 600mila euro persi dai commercianti, tra i vari danni commessi: diventa auspicabile che questa maggioranza si fermi, smettendola di tentare di andare avanti; del resto qualche assessore ha dichiarato la propria delusione per questi due anni di lavoro”, ha detto il consigliere riferendosi a un recentissimo post dell'assessore Alessandra Durante.

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Minuzzo: “Vigileremo su via Marco d'Oggiono”

“Il raffronto con la perizia dei dirigenti di gennaio/febbraio non è direttamente confrontabile e le soluzioni usate dal Politecnico per il confronto non sono tra le sette usate dalla giunta Brivio per la ristrutturazione di via Marco d’Oggiono - ha precisato Emilio Minuzzo, capogruppo di Lecco merita di più -. Era un’operazione immobiliare, più che nell’interesse del pubblico. Non pensino di alienare via Marco d’Oggiono alle loro condizioni, noi vigileremo attentamente: quel bene ha un valore periziato, non si pensi di cambiare destinazione d’uso e percentuale di edificabilità per andare incontro al privato perchè la cifra pagata alla regione è possibile solamente in un'operazione pubblico su pubblico. Il danno erariale è grande come una casa e prima o poi qualcuno verrà a chiederne conto”. Ancora Minuzzo: “Nello studio che hanno fatto non c’è la ristrutturazione di via Marco d’Oggiono, non era mai stata valutata dalla precedente amministrazione la possibilità di demolire e ricostruire”. La maggioranza ha detto che si sarebbe trovata con un cantiere aperto a metà strada: “A meno che il sindaco abbia la capacità di leggere il futuro... Un anno e mezzo fa aveva idea di quello che sarebbe successo? Ci sono contratti che non permettono di non fermare così facilmente i cantieri per i lavori pubblici, non è assolutamente vero quello che ha detto. A maggio 2021 non c’era l’inflazione al 10%, non è partito perché non aveva la maggioranza per partire e non per altro”.

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La situazione di Palazzo Bovara è descritta come “non è funzionale. Si stanno spendendo risorse utilizzabili per altre spese, senza ricordarsi in sottofondo della sicurezza dei dipendenti: ricordiamoci di chi opera ogni giorno e dei cittadini che vengono in Comune per i servizi necessari. È evidente la scollatura importante tra l’amministrazione e la città, il solco è stato tracciato con le scelte politiche fatte almeno un anno fa, anche se pure prima... Le dichiarazioni del sindaco da una parte fanno tenerezza e dall’altra preoccupano: da regista dell’operazione, con delle responsabilità oggettive che ha quasi solo lui, non può spacciarsi per salvatore della città. Trovo, invece, penoso l’atteggiamento della maggioranza nei confronti di chi ha amministrato nei dieci anni precedenti, alcuni dei quali siedono oggi in Consiglio. Altri, invece, hanno scelto di andarsene e alcuni dirigenti li seguiranno appena vinceranno i relativi concorsi”.

“Considerate patto di stabilità, vincoli di bilancio, Piano Marshall di Regione Lombardia: la possibilità di spesa è stata ampissima, inimmaginabile fino a due anni fa. Sono stati persi bandi su bandi in questi due anni”, ha quindi concluso il consigliere.

Zamperini: “Siamo pronti a Governare”. Idea via Igualada

“Gattinoni è sembrato soffrire di schizofrenia politica, smantellando il suo stesso progetto - ha attaccato Giacomo Zamperini, capogruppo di Fratelli d'Italia -. Prima ha optato per una soluzione in centro come se fossimo in una metropoli, poi ha fatto marcia indietro. Mentre fanno scuola di politica, intorno a loro va tutto a rotoli tra finanziamenti persi e una città che soffre. Il mio telefono squilla decine di volte al giorno per segnalare i vari problemi; immagino che lo faccia anche il loro, solo che nel mentre sono impegnati a fare marketing ideologico. C’è il problema del passato e del futuro: cosa succederà da ora in poi? Io propongo il palazzo di via Igualada, già pronto e operativo. Perché non si valuta quella opzione, facendo un accordo con il Governo a prezzi ben più contenuti? Non vogliamo fare opposizione puramente di contrasto, ma dare un’alternativa valida perché vogliamo guidare questa città. Il sindaco dovrebbe considerare seriamente la possibilità di dare le dimissioni per manifesta incapacità, sta tergiversando facendo danni sulla pelle dei lecchesi”.

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Zamperini ha quindi chiesto “ai cittadini che hanno a cuore la città di farsi sentire, chiedendo a queste persone di fare un cambio di passo, ma indietro. Noi siamo pronti a governare la città a partire da domani mattina. Da ora in poi non faranno più niente per l’inflazione al 10%? Essere inutili non è un motivo di vanto”.

Ciresa: “Io vecchio, ma...”

“Ricordo di quando in campagna elettorale venivano sul viale Turati a dire che ero vecchio, ma queste mosse denotano la loro incapacità nel governo di questo Comune. Da presidente ho sempre scelto chi veniva da tanti anni di esperienza a livello istituzionale - ha quindi rammentato Peppino Ciresa, candidato sindaco alle ultime Comunali del 2020 -. Fanno bene i colleghi a ricordare i bandi persi, ma la vera barzelletta è su via Marco d’Oggiono: se due anni fa avessero acceso un mutuo a tasso bloccato, come io stesso ho fatto per Palazzo Falck, il problema dell’inflazione non si sarebbe nemmeno presentato. Queste cose si possono fare con dei consiglieri esperti e con un cervello, loro sono qui a imparare a fare gli amministratori sulla spalle dei cittadini. Se avessero proseguito con il vecchio progetto, oggi staremmo per entrare con la gran parte degli uffici nel nuovo stabile, potendo poi sistemare questo palazzo storico. Per dieci anni è stato tenuto fermo anche il palazzo di via Roma, 51: questo che futuro avrà?”.

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