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Legge elettorale, Arrigoni (Ln) contro l'Italicum: "Il patto del Nazareno è ancora vivo"

Il senatore calolziese tuona contro la legge in discussione alla Camera

Si scaglia contro la nuova legge elettorale Paolo Arrigoni, senatore calolziese, mentre a Roma i deputati di Montecitorio sono impegnati nell'iter di discussione e approvazione dell'Italicum.

«Da diversi giorni, più che i contenuti del provvedimento, a far notizia è la guerra intestina interna del PD - commenta Arrigoni - Da un lato alcuni esponenti della sfilacciata minoranza interna, che avvertono di non volerlo votare, dall’altro lato lo “schiacciasassi” premier e segretario, Renzi, con i suoi fedelissimi, che minaccia di porre il voto di fiducia sul testo blindato uscito dal Senato e che altresì intima,ricattando, la caduta dell’Esecutivo nel caso di bocciatura».

Uno scontro frontale che per il parlamentare calolziese si gioca sulle spalle degli italiani, e che non è prioritario per il Paese: «Apprendo che i parlamentari locali del PD difendono l’Italicum in nome della stabilità e difendono i capilista "per garantire anche competenze e professionalità":  Il testo, invece, segna la fine del bipolarismo tanto esaltato per anni. I partiti non correranno più in coalizione ma da soli: quello che arriverà primo, anche dopo un eventuale ballottaggio, si aggiudicherà con il premio di maggioranza 340 parlamentari, cioè la maggioranza assoluta dei seggi»

Una legge che non piace alla Lega, né sotto l'aspetto dei numeri, né per quanto riguarda le candidature: «È assurdo che nei 100 collegi plurinominali i capilista siano bloccati – tuona Arrigoni - Si mischiano le liste bloccate con le preferenze, un insulto rispetto a chi ha sempre accusato il Porcellum di avere il difetto delle liste bloccate. I capilista, dunque non saranno nominati per garantire competenze e professionalità, ma saranno decisi dalla coppia Renzi-Berlusconi, con il patto del Nazareno ancora in vita, per garantire una poltrona sicura ai propri fedelissimi».

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