Perledo, la maggioranza si spacca: respinta la mozione di sfiducia al sindaco

Il documento non passa, sei voti a cinque. Il primo cittadino Fernando De Giambattista contro i quattro consiglieri scissionisti: «Inseguite interessi politici»

Il sindaco di Perledo Fernando De Giambattista

Bagarre in Consiglio comunale a Perledo. La mozione di sfiducia al sindaco Fernando De Giambattista presentata dai consiglieri Carlo Signorelli, Mauro Gumina, Alessia Vitale e Giuliano Campanini e votata anche dal consigliere Fabio Festorazzi è stata respinta con sei voti contro cinque. 

Il sindaco ha risposto alla mozione presentata con un lungo e articolato intervento rivolgendosi a tutti i cittadini di Perledo, «perché devono conoscere la realtà dei fatti e il punto di origine di una contrapposizione inutile e sterile». De Giambattista ha evidenziato che la contrapposizione dei consiglieri scissionisti nulla ha a che fare con il buon funzionamento dell'Amministrazione ma altro non è che il desiderio di imporre gli interessi di una "parte politica" che cercherebbe la chiusura anticipata di questo mandato amministrativo per andare a elezioni a settembre.

A Perledo partono le opere di metanizzazione

«Quando i quattro consiglieri sottoscrittori della mozione si sono dissociati dall'attuale maggioranza, attraverso un atto di scissione e costituendo un nuovo gruppo consigliare, di fatto di opposizione, hanno presentato un proprio programma, diverso da quello originario approvato dal gruppo consigliare per cui erano stati eletti - ha detto il primo cittadino - Legittimo cambiare idea politica ma le cose da fare erano scritte e firmate da tutti i candidati e fare un voltagabbana è mancare di rispetto verso chi vi ha votato. Quindi, lo ripeto un'altra volta, prima le regole e poi le convenienze di parte, sempre nei rispettivi ruoli: la maggioranza fa la maggioranza e l'opposizione fa l'opposizione.

Presentati 53 emendamenti al Bilancio

Il sindaco e il gruppo di maggioranza perseguono il programma con cui sono stati eletti, che può sempre essere integrato, migliorato, corretto, anche con 53 emendamenti al Bilancio proposti dai consiglieri scissionisti, purché non siano espressi nella forma ricattatoria come è stato fatto. Certamente il programma dell'Amministrazione non può essere subordinato al programma del professor Signorelli, sia pure ben tornato dopo tre anni e mezzo di parecchie assenze, e degli altri consiglieri scissionisti». Il sindaco ha ricordato che dall'inizio legislatura alla fine dello scorso anno il consigliere Signorelli è stato assente per il 70% delle riunioni del Consiglio comunale.

De Giambattista infine ha sintetizzato la questione affermando che la "narrazione" dei fatti per chiedere la sfiducia è stata costruita così da dare una valenza territoriale a una vicenda che ha solo rilievo politico. «Tutto ciò deve essere derubricato in interessi politici e personali di una parte, che i cittadini non capiranno e non saranno disposti ad accettare».

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