Mauro Piazza nella Commissione d’inchiesta, +Europa: «Inizi con il garantire imparzialità e non essere giudice di parte»

«Dalle premesse sembra il contrario», accusa il partito

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Apprendiamo che il consigliere regionale Mauro Piazza è stato nominato nella Commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid-19 della Regione Lombardia. La notizia ci aveva fatto ben sperare, conoscendo lo spirito (del fu?) liberale che anima l’eletto nel collegio di Lecco.

Purtroppo siamo stati subito smentiti dalle dichiarazioni che lo stesso ha rilasciato rispondendo ad un’intervista di alcune testate locali. Dice il (fu?) liberale Piazza: «Un lavoro per smontare le accuse strumentali, pregiudiziali, faziose e vampiresche che sono state mosse per puro tornaconto politico». La veste di giudice dovrebbe corrispondere a un ruolo di imparzialità e di severo ricercatore della verità. Qui il nostro consigliere già manifesta la sua intenzione di smontare le accuse: più che giudice indipendente, diremmo che è avvocato difensore, per altro con l’assoluzione già in mano per chi deve essere giudicato.

Ci sembra di vedere una certa affinità con le accuse che la parte politica del consigliere Piazza lancia, in parte a ragione, alla magistratura, a dimostrazione ancora una volta di come le opinioni cambino se sono gli amici a essere parte accusata. Il (fu?) liberale Piazza ha già assolto i suoi compari di maggioranza e ha trovato i reali colpevoli: il governo che non ha mandato i tamponi, i reagenti, le mascherine etc. etc. etc. Ci chiediamo a questo punto a cosa serva la Commissione d’inchiesta se Regione Lombardia non è responsabile di nulla.

Le Rsa, le zone rosse, l’annullamento, a inizio febbraio, degli ordini per DPI, le continue diatribe con il governo, più per ragioni politiche che per porre rimedio a situazioni di emergenza, l’Ospedale in Fiera, passato nell’arco di una nottata dall’essere risoluzione di tutti i mali al venire in pratica già smontato, dopo soli 21 ricoveri (avendo dimenticato che l’Ospedale di Legnano poteva essere adeguato in poco tempo e già funzionante), i medici di base lasciati allo sbando senza direttive e per mesi senza protezioni, i medici degli ospedali nelle stesse condizioni, i tamponi non effettuati al personale medico e sanitario. E potremmo proseguire ancora e ancora con il drammatico elenco che probabilmente il (fu?) liberale Piazza accluderebbe tra «le accuse strumentali, pregiudiziali, faziose e vampiresche».

«Il giudizio negativo sulla gestione di questa emergenza va sicuramente ripartito in modo equo tra regione e governo, entrambi i livelli hanno capito poco o nulla e hanno sbandato più volte, affidandosi per le scelte strategiche a personale individuato più per amicizie partitiche che non per reale capacità professionale. Ecco, questo aspetto può essere una delle prime accuse a questa classe politica regionale: non aver saputo delegare a persone capaci. L’arroganza del potere ha avuto la meglio, e ci stupisce che anche il (fu?) liberale Piazza non riesca ad uscire da questa parte in commedia (o in tragedia, purtroppo, visto ciò che è accaduto) e fare un ragionamento serio e imparziale», dichiara Luca Perego, coordinatore regionale di +Europa, che prosegue: «La gestione sanitaria della Regione Lombardia, lo denunciamo da anni, è profondamente da riformare, non certo perché gli ospedali siano mal funzionanti o il personale medico inadeguato, anzi, ma semmai perché il sistema del privato-amico, prima in salsa ciellina poi in salsa ciellino-leghista, ha preso il sopravvento su e contro tutto il resto, ossia rispetto alla qualità del servizio pubblico e rispetto a un servizio privato meritevole, fondato sulla competitività e delle garanzie. Per non parlare poi di ciò che denunciamo da due anni: lo smantellamento della catena che dai medici di base, passando per Ats, arriva al centro da un lato e ai pazienti dall’altro. Tutte queste critiche sono state anche parte delle sollecitazioni che il nostro consigliere Michele Usuelli ha presentato alla giunta regionale. Ma quando si vuole restare sordi e non guardare in faccia ai problemi c’è poco da fare, almeno fino alla prossima tragedia. Nessuna Commissione d’inchiesta può essere davvero utile se non basata sui principi di imparzialità e assenza di pregiudizio, da tutte le parti in causa. Le parole di Piazza lasciano amaramente presagire ben altro».

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