Profughi, Bettega (Ln): "Lega guarda in faccia la realtà"

La Capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale: "Non ci stiamo a fare i cattivi della favola, preferiamo affrontare i problemi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Un episodio sgradevole e increscioso non può essere preso a simbolo strumentale di una questione che ha ben altre implicazioni e che oscilla tra il dramma e lo scontro sociale.

Va da sé che il provocatore s’iscrive all’umanità varia becera e disgustosa, ma non ne farei una questione di colore e di razza. Semmai è un’ulteriore avvisaglia che ci vogliono cautele e tutele perché dal gesto non si passi all’azione inconsulta spesso foriera di epiloghi tragici. 

La questione in gioco è ben più profonda e chiama in causa il rapporto tra accoglienza e contenimento.

Di questo si deve discutere e soprattutto per questo si devono trovare soluzioni concrete e immediate.

Ciascuno è bene che interpreti il proprio ruolo perché c’è differenza tra un’omelia e un comizio, ma è sempre pericoloso se la Chiesa scende in campo seguendo o inseguendo le categorie della politica.

Che succederebbe della nostra precaria democrazia se avvenisse il contrario?

La dimensione del problema, come si sa, è mondiale e non c’è ricetta di una singola nazione che possa prescrivere un farmaco efficace per tutti.

Lecco è messa a dura prova con Ferrhotel e la tendopoli del Bione: si è toccato con mano l’impatto con un disagio reale, non percepito e tanto meno mediatico.

Anche la solidarietà più generosa non può far nulla se l’onda si trasforma in uno tsunami e rischia di travolgere ogni differenza culturale, religiosa e civile.

La Lega Nord non ci sta a far la cattiva della favola, anche perché quella la lasciamo raccontare agli altri, noi preferiamo guardare in faccia la realtà e provare a risolvere i problemi in sintonia con i sentimenti della gente comune.  

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