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Villa Locatelli, sede della Provincia di Lecco

Villa Locatelli, sede della Provincia di Lecco

Alle Province restano quasi tutte le competenze

La delibera della Giunta regionale lascia egli enti le funzioni che già hanno, ma adesso c'è il rischio di default

Alle Province lombarde rimarrà la maggior parte delle competenze: è di oggi 30 dicembre la delibera della Giunta regionale sul riodino delle competenze e delle funzioni, che lascia agli enti provinciali la maggior parte delle funzioni che attualmente hanno, escluse le deleghe su agricoltura, caccia e pesca, che rimangono alla Regione perché in questi ambiti sono implicati anche i finanziamenti europei.

Eccezione sarà la Provincia di Sondrio: all'ente viene riconosciuta una maggiore autonomia in quanto provincia montana, e confinante con uno Stato estero, la Svizzera, e con una Provincia autonoma (Trento). Sondrio, infatti, avrà l'agricoltura fra le sue competenze, così come resta alla nuova Città metropolitana di Milano, ente che prenderà tutte le funzioni dell'attuale Provincia meneghina.

La situazione però è critica, e il rischio, ora, è di default economico: «Se il Governo non interverrà in qualche modo, andranno incontro a rischio concreto di default entro il 31 marzo - avverte il Sottosegretario regionale agli enti locali, Daniele Nava - Una situazione grave, conclamata e nota a tutti, a partire dagli amministratori provinciali».

«Abbiamo voluto fare una legge consapevoli del fatto che tutto è in itinere - prosegue Nava - e, anche se con una legge discutibile, il Governo ha prodotto  uno strumento che noi dobbiamo applicare, sempre tenendo conto che vogliamo siano garantiti i servizi ai cittadini, nonostante ad oggi il Governo non abbia assicurato le coperture economiche».

«Il presidente Maroni ha deciso di mantenere l’Osservatorio, costituito dai presidenti delle province, dai sindaci dei capoluoghi e inserendo anche i sindacati per gli aspetti relativi al personale - aggunge il Sottosegretario - Vogliamo monitorare cosa succede e ci siamo riservati la possibilità, sia come Giunta sia come Consiglio regionale, di intervenire su questo progetto di legge per modificarlo».

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