Referendum costituzionale, parte la campagna per il "No"

Il comunicato stampa del Comitato lecchese per il "No", nelle piazze con i gazebo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Da qui al referendum "confermativo" sulla legge di revisione della Costituzione che si terrà ad autunno, anche il territorio lecchese sarà al centro di una partecipata campagna referendaria dal basso a tutela della nostra Carta costituzionale.

Nei prossimi giorni, infatti, il Comitato lecchese per il "No" nato a fine febbraio e che aderisce al "Coordinamento democrazia costituzionale" inizierà a raccogliere in tutta la provincia di Lecco parte delle 500mila firme necessarie per poter andare al voto in ottobre e, soprattutto, ad informare puntualmente i cittadini del contenuto in merito alla cosiddetta "riforma" della Costituzione. E dei rischi per la nostra democrazia che derivano dal combinato disposto tra questa e la nuova legge elettorale (Italicum).

È fondamentale discutere nel merito della cosiddetta "riforma" approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 12 aprile, che è tutto fuorchè un "rinnovamento" o una "semplificazione" della Carta. Basti pensare al cavallo di battaglia dei sostenitori della revisione, e cioè alle sorti del Senato. La camera alta non è stata affatto abolita, come invece si racconta di continuo, quanto piuttosto sostituita da un'inutile assemblea composta da 95 tra consiglieri regionali e sindaci non eletti dal popolo, ma scelti dai partiti al momento al governo in Regioni e Comuni, e da cinque senatori di nomina del Quirinale. A quegli amministratori locali nominati senatori verrà chiesto di fare il doppio (e quindi inefficace) lavoro, con il paradosso che i soli rimborsi spese per gli spostamenti potranno azzerare i fantasticati "risparmi". In più, a sindaci e consiglieri regionali verrà garantita l'immunità parlamentare (l'articolo 68 della Costituzione non è stato toccato), con tutto quel che un cittadino informato può dedurre per le sorti della trasparenza e del buon governo. Per non parlare della partecipazione democratica, resa sempre più difficoltosa: è stata triplicata le soglia delle firme necessarie per presentare proposte di legge di iniziative popolare - da 50mila a 150mila - ed è stato introdotto il referendum senza quorum a patto di superare un ostacolato traguardo di ben 800mila firme. A proposito di "semplificazione" è utile ricordare che se l'articolo 70 della nostra Costituzione conta oggi nove parole e un solo comma ('La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere'), il 'nuovo' sarà composto di sei commi, di cui solo il primo avrà 195 parole.

L'unione tra lo stravolgimento della Costituzione, l'accentramento dei poteri nelle mani di un Governo (qualsiasi Governo) e la "nuova" legge elettorale - che consente a una lista che rappresenta solo il 25% dei votanti di poter prendere il 55% del Parlamento e nominare di fatto le più alte cariche dello Stato - dà vita a preoccupanti scenari per la tenuta della nostra democrazia. Ed è per questo che invitiamo tutti, specie chi non è convinto del "No", a informarsi, partecipare, interrogarsi. Noi ci saremo, da qui ad ottobre, con iniziative pubbliche, banchetti, raccolta di firme, diffusione di materiale.

Ripartiremo da Lecco, sabato 23 aprile, in piazza Garibaldi e poi il 25 aprile, dinanzi alla chiesa della Vittoria e in piazza Diaz. Il 24 aprile saremo in Val Biandino, il 24 (all'interno dell'evento "La resistenza deve continuare", alle 20.30) e il 30 aprile saremo a Colico, in piazza Garibaldi, e a Calolziocorte il 23 e 25 aprile in piazza V. Veneto e il 24 al mercato del Lavello.

Non sarà una campagna facile, ma la Costituzione non può vederci indifferenti.

Comitato lecchese del Coordinamento nazionale "Democrazia costituzionale"

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