Referendum trivelle, Fare! con Tosi per l'astensione

"Riteniamo che lo strumento del referendum abrogativo sia certamente poco efficace"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

L'Italia è diventata il Paese dei No: No Tav, No Tap, No Muos, e molti altri ancora. La nuova incarnazione della sindrome Nimby (Not In My Back Yard, non nel mio giardino) è il Referendum del 17 aprile, che con poca fantasia è stato rinominato "Referendum No Triv". Fare! con Tosi ha deciso di percorrere la legittima strada dell'astensione: il meccanismo del quorum, infatti, fa sì che anche non votare sia una decisa presa di posizione, e non una manifestazione di disinteresse nei confronti dell’argomento. Perché questa nostra decisione?

Innanzitutto riteniamo che lo strumento del referendum abrogativo sia, se non inutile, certamente poco efficace: anche dovessero vincere i "Sì", non cambierebbe nulla. La Storia degli ultimi vent'anni è lì a dimostrarlo.

Ma non è certo solo una questione di metodo, ma anche e soprattutto di merito. La vittoria del "Sì" provocherebbe un danno all'intero Paese: pensare di ridurre ulteriormente la produzione interna di energia e acuire la nostra dipendenza dall'estero è una follia che porterebbe a un aggravamento di costi a carico di imprese e famiglie, le quali già oggi si confrontano con i prezzi più alti d'Europa. E raccontare di poter raggiungere l'autonomia energetica solo ed esclusivamente con le rinnovabili è un'utopia di partiti e movimenti che non hanno la minima percezione della realtà.

L'attività estrattiva, inoltre, ha ricadute positive sul territorio: un'analisi "Agriregionieuropa" del 2012 parla di un valore aggiunto apportato dall'attività petrolifera di 500 milioni all'anno alla sola regione Basilicata, oltre a 5mila posti di lavoro. Se i cittadini non hanno la percezione di questi numeri, è perché, purtroppo, come certifica la Corte dei Conti, gli introiti delle royalty vengono puntualmente sprecati dai comuni.

Come partito a cui sta fortemente a cuore lo sviluppo e il futuro energetico dell'Italia, non possiamo permettere che ancora una volta il Paese venga bloccato da chi sa solo e soltanto dire no a tutto.

Simone Galimberti – Coordinatore provinciale lecchese di "Fare! con Tosi"

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