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Cooperazione: Regione Lombardia approva la proposta di legge

"Una legge che valorizza la grande esperienza della cooperazione in Lombardia" commenta Mauro Piazza

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato ieri, martedì 27 ottobre, la proposta di legge "Norme per la cooperazione in Lombardia".

"Una legge che valorizza la grande esperienza della cooperazione in Lombardia e, insieme, accresce le possibilità di inserimento lavorativo dei soggetti più deboli, tra cui gli over 50, grazie ad un rapporto di collaborazione tra il sistema cooperativo e la pubblica amministrazione", spigea il consigliere lecchese Mauro Piazza.

"La Regione, gli enti del sistema regionale e le aziende saniterie/ospedaliere debbono riservare almeno il 5% dell'importo degli affidamenti a terzi per beni e servizi alle cooperative sociali. Questa destinazione sarà legata agli obiettivi che i dirigenti regionali dovranno raggiungere. Un modo per rendere più cogente questa disposizione", spiega Piazza.

Anche gli enti locali devono riservare una quota di affidamenti (5%) alle cooperative sociali come condizione per partecipare al patto di stabilità territoriale (la quota di risorse che la Regione distribuisce agli enti locali per aumentarne la capacità stessa).

Le cooperative potranno quindi inserire al lavoro non solo soggetti svantaggiati, ma anche quelli individuati, dalla normativa europea, come "deboli": ultracinquantenni, persone senza diploma di scuola superiore, lavoratori senza occupazione da almeno due anni. Categorie che, in un contesto di crisi come quello attuale, faticano ad entrare o rientrare nel mondo del lavoro.

Il progetto di legge prevede anche il riconoscimento delle "cooperative di comunità" quali soggetti che assicurano servizi pubblici, anche locali e di pubblica utilità, e delle "cooperative di autogestione", che svolgono servizi in ambito edilizio residenziale pubblico e sociale.

Il testo nasce dal confronto positivo con le realtà della cooperazione per rispondere al meglio ai cambiamenti di queste realtà, anche consentendo a nuove cooperative di lavoratori di rilevare l’attività o rami di attività dell'azienda in cui hanno operato per salvaguardarne l’occupazione.

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