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Da sinistra Arrighi, Pasquini, Savoini, Andreotti e Berera

Da sinistra Arrighi, Pasquini, Savoini, Andreotti e Berera

Russia: minaccia o oppurtunità per l'Europa del futuro?

Presso la sala conferenze di Confcommercio Lecco l’Associazione “Orizzonte Ideale Lecco” ha organizzato oggi, mercoledì 4 marzo, una serata dal titolo “Russia: minaccia o orizzonte”, dove è stato affrontato il tema della crisi fra Ucraina e Russia ed il nuovo ruolo di quest'ultima nel futuro dell'Europa.

“Russia: minaccia o orizzonte” è il titolo della serata che si è tenuta oggi, mercoledì 4 marzo, presso la sala conferenze di Confcommercio Lecco, organizzata dall’associazione “Orizzonte Ideale Lecco”,  dove è stato affrontato il tema della crisi fra Ucraina e Russia ed il nuovo ruolo di quest'ultima nel futuro dell'Europa.

“Noi dell’associazione “Orizzonte Ideale Lecco”,siamo un gruppo di ragazzi – esordisce Alberto Andreotti moderatore della serata, accompagnato dal consigleire comunale a Lecco Antonio Pasquini – che ha costituito questa associazione per lottare contro l’ideale del multiculturalismo come ideale del futuro, perché riteniamo che questo modello è fallimentare e lo dimostra la situazione di vasti quartieri di Londra. Noi vogliamo un’altra ed una nuova Europa e quindi il nostro obiettivo è stimolare i cittadini a capire la realtà che li circonda, capire cosa accade intorno a loro, fare delle riflessioni, quindi siamo qui per produrre cultura, riflessioni e dubbi. Uno dei temi della nuova Europa  e come questo continente si deve e dovrà relazionare con la Russia di Putin”.

“Per noi è importante quello che sta accadendo nel Donbass – prosegue Marcello Berera, anche lui moderatore della serata – perché lì c’è una vera e grande emergenza sanitaria. Un altro aspetto che voglio sottolineare è che in quella regione stanno prendendo il potere pochi oligarchi i cui obiettivi e fini sono poco chiari. In tutto questo c’è anche la mano degli Stati Uniti che sono intervenuti economicamente e finanziariamente per poter impiantare i propri interessi economici nel paese.”

“Dopo 100 anni dalla fine Grande Guerra –prosegue Gianluca Savoini Presidente Associazione Lombardia-Russia - siamo ancora qui a parlare di una guerra guerreggiata. Dopo questi 100 anni ci sono i 70 anni, cioè dal 1945, in cui è stata accertata la  fine dell’Europa. Da allora questo continente si è massacrato con continui conflitti. In questo contesto si inserisce la Russia la cui influenza e potenza è cresciuta dall’arrivo di Putin nel 2000, che ha fin da subito iniziato a parlare di difesa di identità nazionale russa, con gli stessi temi e argomenti attuati dagli Stati Uniti. E questo ha preoccupato gli americani perché si sono resi conto che Putin faceva gli interessi dei russi per i russi.  Ecco quindi il nascere di alcuni movimenti e piccole rivoluzioni contro la Russia, come quella Arancione in Ucraina o in Georgia messi in atto affinchè venisse contrastato il rinascere di una Russia forte e con essa l’Europa. In tutta risposta vi sono delle zone che si stanno opponendo a questo tentativo di indebolire la Russia come il caso della Crimea che con un referendum ha aderito alla Federazione Russa, staccandosi dall’Ucraina. Questo ha scatenato la reazione dell’occidente che non ha accettato la decisione della Crimea.

“Il Donbass – prosegue Savoini – è un’altra regione al centro di questa disputa tra Occidente e Russia. Mentre per la Crimea è stato molto più facile aderire alla Russia attraverso un loro referendum interno, per questa regione si sta combattendo ferocemente  tra le due parti per accaparrarsi questo territorio. In questo contesto Putin e la Russia si stanno rafforzando e rinforzando sempre di più ed il paese ed i russi sempre più con Putin. Da qui l'intervento degli Stati Uniti che hanno deciso, nonostante la tregua in atto, di chiedere la prosecuzione delle sanzioni per un altro anno, ma non solo, di incrementarle. I russi e Putin hanno anche però capito che l’Europa non è rappresentata dall’Unione Europea che invece rappresenta i grandi poteri economici, Bildenberg, grandi potentati liberisti. La questione di fondo è che l'Europa è intrisa ed invasa dal pensiero dominate che il futuro è il liberismo, l'annientamento delle identità nazionali, il tutto foraggiato e fomentato da potentati economici transnazionali che fanno i loro interessi. Dopo l'Ucraina potrebbe essere coinvolta da queste ondate liberiste anche l'Ungheria, dopo che il loro presidente ha detto no hai dettami del Fondo Monetario Internazionale e non è entrato nell'euro".

Alberto Arrighi interviene poi per spiegare la situazione Ucraina: “L’Ucraina è un paese complesso che era prima era suddiviso tra Russia, Lituana, Impero Austroungarico e Polonia. Successivamente Khrushchev gli attribuì la Crimea,   ma resta il fatto che questo è una nazione composta da diverse identità nazionali, le cui controversie e dissapori sono successivamente scoppiate in piccoli conflitti, lo stesso che è accaduto nella ex Jugoslavia post Tito. In tutto questo sono profondamente convinto che l’Ucraina debba esistere,magari non con gli attuali confini. Un conflitto, quello ucraino, in cui l’Unione Europea non nessun peso, perché gestito da entità esterne come gli Stati Uniti, il cui obiettivo è quello di dividere i paesi generando conflitti al loro interno affinchè si possano controllare meglio, come quello che sta accadendo nel Mediterraneo ed in Medio Oriente. Qualcuno però, come Merkel e Hollande, sono intervenuti, ma non a nome dell’Unione Europea, per difendere gli interessi dei propri paesi”. 

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