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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Il Comune nel palazzo della 'Popolare'? Appello dice no “per dieci motivi”

Lunga riflessione della civica capitanata da Corrado Valsecchi, entrata nell'accordo Comune-Regione-Provincia del 2017. Stasera se ne parla in Commissione

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Ecco le interrogazioni che Appello per Lecco porterà all'attenzione del consiglio comunale e della comunità sulla rischiosa operazione che la maggioranza del Comune di Lecco intende promuovere. Siamo ancora nella fase iniziale e chiediamo avvenga ora un serio ripensamento da parte dell'esecutivo verso una operazione che inevitabilmente finirà sotto i riflettori della Corte dei Conti. In ogni caso siamo disponibili da subito a spiegare ai cittadini la nostra contrarietà ad una operazione che coinvolge  interessi privati in una partita che  era già brillantemente stata conclusa nel rapporto tra enti pubblici senza recar danno all'erario.

Corrado Valsecchi
Capogruppo appello per Lecco

Comune nell'ex 'Popolare': i "no" di Appello per Lecco

Nel 2016 le indagini effettuate sugli stabili di proprietà del Comune hanno evidenziato varie situazioni di insicurezza e la precedente amministrazione ha lavorato per trovare una soluzione sicura e dignitosa sia per i dipendenti e che per i cittadini che ogni giorno si interfacciano con gli uffici comunali.

Dalla collaborazione con gli altri Enti Territoriali sono emerse nuove esigenze di razionalizzazione delle sedi istituzionali di Regione, Provincia e sedi territoriali di ATS e ASST, oltre che del Comune, che hanno permesso di ipotizzare una ottimizzazione delle strutture a valenza pubblica.

Nel luglio 2017 viene sottoscritto fra l’allora Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, l’allora Presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano e l’allora Sindaco di Lecco Virginio Brivio il “Protocollo d’intesa per la valorizzazione delle sedi istituzionali di Regione Lombardia, Provincia di Lecco e Comune di Lecco” per la ridefinizione di alcuni immobili di proprietà pubblica in città.

Un accordo che ha un grande peso per tutta la comunità. Il quadro delineato dal protocollo è il seguente:

  • Regione e Provincia (due Enti di secondo livello) collocati nell’attuale sede della Provincia di Corso Matteotti;

  • gli spazi liberati dagli Uffici Territoriali Regionali in Corso Promessi Sposi destinati agli uffici dell’ATS e di ERSAF;

  • gli spazi resi disponibili da ATS in via Tubi destinati al Centro Diurno e il Centro Psico-Sociale. Un’operazione dal grande profilo sociale: dopo 20 anni, la Psichiatria della città trova una sua degna sistemazione per le patologie di carattere psichiatrico che sono sempre più numerose, lasciando la fatiscente sede di via Ghislanzoni;

  • l’immobile di via Marco d’Oggiono di proprietà di Regione viene quindi reso disponibile per accogliere la nuova sede del Comune. Stiamo parlando di una superficie di circa 6.000 mq, in centro città, con due accessi e collocato in posizione strategica. Non esistono altri immobili pubblici che abbiano queste caratteristiche in centro Lecco.

La straordinarietà di questo accordo sta proprio nell’essere un’operazione interamente da pubblico a pubblico.

Certo si era ipotizzato di costruire da zero una nuova struttura, magari in centro città, moderna ed efficiente, o acquistarne una di pregio, ma si è preferito utilizzare il principio del buon padre di famiglia per fare i conti con risorse economiche limitate, l’abbattimento degli sprechi e la riduzione del consumo di suolo.

Quella trovata è stata una soluzione concreta, sostenibile finanziariamente e progettualmente che apre la strada anche per un nuovo scenario di rigenerazione urbana, riconversione, valorizzazione ed alienazione del patrimonio immobiliare pubblico: gli uffici comunali trasferiti in via Marco d’Oggiono, per Palazzo Bovara il possibile abbattimento delle superfetazioni che affacciano in piazza Sassi per avere una razionalizzazione dell’accesso alla stazione ferroviaria con una migliore fruibilità per i pendolari e una sistemazione della piazza con più spazio per gli utenti. La sede di via Sassi, a seguito di cambio di destinazione d’uso, è inserita nel piano delle alienazioni.

A seguito dell’acquisto di via Marco d’Oggiono per € 5.770.000 si è proceduto con alcune indagini preliminari e il completamento di tutte le fasi di progettazione per la riqualificazione funzionale ed energetica dell’immobile al fine di ottenere un edificio NZEB ovvero un edificio dalle prestazioni elevatissime, ispirato ai princìpi di sostenibilità e di risparmio energetico il cui costo finale, sommando TUTTE le spese di acquisto, progettazione e con lavori ultimati ammontano a circa 19 milioni di euro (circa 12 già coperti). Tale immobile avrà in fase operativa il pregio di avere costi di gestione molto contenuti rispetto alle cifre che oggi vengono sostenute per luce e utenze.

La seconda amministrazione Brivio si chiude avendo portato a termine tutti iter, indagini, atti amministrativi e primo lotto finanziato con il cantiere pronto a partire in quanto già espletate le procedure di gara.

Negli anni passati sono state create le condizioni per avere un'occasione unica di lavoro, in cui tutti gli enti erano uniti per condividere soluzioni di problemi territoriali e ai consiglieri comunali di maggioranza e minoranza era ben chiaro che sarebbe capitato raramente di trovare un percorso così virtuoso senza distinguo di colori e casacche.

Ora veniamo alla proposta di rimettere in discussione tale scelta.

A seguire una serie di riflessioni per capire se sia opportuno o meno procedere su questo percorso:

  1. come si giustifica il fatto di cambiare direzione rispetto al protocollo 2017 che aveva il grande valore di essere un contratto da pubblico a pubblico? Perché decidere di acquisire un immobile (magari di maggior pregio) andando a favorire l’interesse di uno o più privati piuttosto che salvaguardare il patrimonio pubblico?
  2. Al netto dell’abrogazione della norma relativa ai requisiti di indispensabilità e indilazionabilità dell’intera operazione, come si fa a giustificare il venir meno del principio, che riteniamo debba comunque essere salvaguardato? Secondo il Ministero dell’Economia e della Finanze le operazioni di acquisto di immobili da parte delle pubbliche amministrazioni non dovrebbero essere giustificate onde evitare acquisti non necessari al perseguimento delle finalità istituzionali o a soddisfare interessi pubblici generali?
  3. Si è disposti a rinviare la possibilità di riqualificare una nuova sede a impatto zero ADESSO? si decide di ricominciare con un iter di acquisto, di indagini, di progettazione che potrebbe durare alcuni anni? Ricordiamo che l’eventuale immobile dovrà essere prima periziato dall’Agenzia delle Entrate per poi procedere con gli atti formali.
  4. Il risultato finale sarà un edificio a impatto zero al pari di quello di via Marco d’Oggiono? Sono stati valutati gli impatti sulla accessibilità e la eventuale congestione della viabilità/presenza parcheggi che la nuova sede potrebbe avere sulla mobilità e la logistica del centro cittadino?
  5. Quale sarà il destino della sede storica di Palazzo Bovara? Si prevede di inserirla nel piano delle alienazioni per poter essere acquisito da privati?
  6. Il costo del nuovo municipio di Via Marco d’Oggiono è PACCHETTO FINITO 19 MILIONI.
  7. Per il nuovo immobile di quanti milioni per il solo acquisto si parla? Quanto si stima per la progettazione? Per i lavori?
  8. Nel caso in cui il costo della nuova sede fosse superiore a tale cifra, quali saranno le altre opere pubbliche che questa amministrazione reputa sacrificabili per raggiungere tale obiettivo?
  9. I consiglieri chiamati al voto sono disposti a soprassedere alla variabile tempo, alle risorse già spese e alla possibilità di dare durante questo mandato una risposta concreta a dipendenti e cittadini?
  10. Tutti coloro che hanno visto il percorso nascere nella scorsa consiliatura, siano essi Assessori o Consiglieri, che ne hanno visto l’evoluzione, hanno partecipato ai momenti salienti dei risultati raggiunti, come possono oggi cambiare completamente prospettiva senza rispettare il principio ordinatore che aveva guidato il percorso di via Marco d’Oggiono, che era quello di operazione pubblico-pubblico?

Per concludere: se questa strada è già stata decisa, vorremmo conoscere sulla base di quali criteri amministrativi, tecnici ed economico-finanziari sia da ritenere preferibile a quella di Via Marco d’Oggiono.

Ci si aspetta che ciascun consigliere voti secondo coscienza e non per presa di posizione politica, perché oggi si è ad un bivio: da un lato la possibilità di dare una nuova sede sicura, ambientalmente sostenibile e dignitosa al Municipio di questa città, continuando nel percorso di via Marco d’Oggiono, così da poter dare un nuovo luogo di lavoro ai dipendenti e soprattutto avere un luogo funzionale e operativo che possa essere definito “casa” dai cittadini. Se la nuova Amministrazione propone più che legittimamente di percorrere una nuova strada, vogliamo essere certi che la soluzione alternativa proposta sia altrettanto trasparente, fattibile e concreta, perché l’unico obiettivo che tutti i consiglieri chiamati a votare dovrebbero avere è quello di fare la cosa giusta per il bene della nostra città.

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