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Attilio Fontana con i sindaci lecchesi (Foto FB/Antonio Pasquini)

Attilio Fontana con i sindaci lecchesi (Foto FB/Antonio Pasquini)

Regione Lombardia: i nuovi sindaci lecchesi si presentano ad Attilio Fontana

Il Governatore ha incontrato trecento primi cittadini neoeletti nel territorio di sua competenza

«Oggi ci attende una grande sfida, che non vede in gioco solo il futuro delle autonomie locali, ma soprattutto quello della straordinaria cultura della partecipazione da sempre caratteristica distintiva della società lombarda. Una società libera non ha bisogno di Commissari, ma di partecipazione e di responsabilità diffusa e personale. Le cause di una crescente disaffezione alla partecipazione della vita pubblica sono numerose e riguardano in generale l’indebolimento progressivo delle autonomie locali, attraverso la riduzione sempre maggiore della rappresentanza e del numero di Consiglieri, le indennità di carica ridottissime a fronte di una responsabilità crescente, i rischi incombenti di finire in tribunale per atti compiuti in buona fede. Ora però è venuto il tempo di cambiare, non possiamo più lasciare ulteriore spazio ai fautori dell’antipolitica e alla demagogia. Il Governo deve dare subito risposte certe sull’autonomia, non si può più perdere altro tempo. Il percorso di autonomia che abbiamo avviato, per i Comuni deve diventare l’occasione per rinsaldare la dignità e l’importanza dei Sindaci e degli amministratori locali».

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Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi oggi a Palazzo Lombardia, dove insieme al Presidente della Giunta regionale Attilio Fontana e al Presidente di Anci Lombardia Virginio Brivio ha incontrato 300 sindaci lombardi neoletti in occasione delle elezioni amministrative del 26 maggio scorso.

«C'è disaffezione dalla vita politica amministrativa»

Il Presidente Fermi ha ringraziato i Sindaci presenti per aver dato la loro disponibilità ed essersi messi in gioco in prima persona, ricordando come proprio in quest’ultima tornata elettorale, in ben 188 Comuni lombardi su 995 si è presentato un solo candidato sindaco espressione di una sola lista, mentre in 16 casi addirittura non si è presentato nessuno, con il conseguente commissariamento del Comune.

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«E’ la spia di un malessere che denuncia una disaffezione per la vita politica amministrativa –ha proseguito Fermi-, ma ora dobbiamo diventare capaci di comunicare il buon governo dei nostri Comuni. Dobbiamo rivendicare con chiarezza il valore del lavoro dei Sindaci a cui deve essere riservata un’indennità di carica adeguata e dignitosa, commisurata alla responsabilità e alle prerogative che esercitano” ha aggiunto ilPresidente del Consiglio regionale lombardo, che ha concluso auspicando come “la ripresa di un municipalismo interprete reale dei bisogni delle Comunità e di un regionalismo responsabile e cooperativo devono essere le priorità della Lombardia, che sarà chiamata nei prossimi mesi a mettere in campo azioni e provvedimenti legislativi in tale direzione che possono essere di riferimento anche per le altre Regioni».

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