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Le sorprese

Nel giorno di Fratelli d'Italia, l'ex sindacalista Tino Magni va a Roma. Torna la Brambilla

L'elezione di Ilaria Cucchi all'uninominale in Toscana apre le porte allo storico attivista lecchese, co-capolista a Milano di Alleanza Verdi-Sinistra Italiana. Arrigoni e Faggi pagano il flop Lega, l'ex forzista vince a Gela

Il risultato delle elezioni politiche è chiaro, indiscutibile. Gli italiani hanno svoltato a destra, servendo alla coalizione un successo che, comunque, era già scritto all'alba della campagna elettorale estiva. I lecchesi hanno addirittura accentuato la tendenza, anche se a Merate il centrosinistra ha tenuto botta grazie a un Partito Democratico rimasto a un'incollatura dallo spadroneggiante Fratelli d'Italia. E la calolziese Michela Vittoria Brambilla fa ritorno in Parlamento grazie alla vittoria ottenuta a Gela.

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Tino Magni eletto senatore

C'è una certa attesa per le nomine dei parlamentari locali. Un posto in Senato a Roma lo trova Tino Magni grazie alla vittoria di Ilaria Cucchi nel suo collegio uninominale di Firenze: il co-capolista di Alleanza Verdi-Sinistra Italiana, candidato nel plurinominale 2 di Milano, andrà a Palazzo Madama. Barzaghese di nascita e non solo, l'ex operaio e sindacalista classe 1947 approda nella Capitale nel giorno clou della destra grazie al seggio ottenuto dalla forza di sinistra sull'onda del 4,66% di preferenze.

Arrigoni e Faggi pagano il flop Lega

Taglio a sorpresa, invece, per lo storico leghista Paolo Arrigoni, candidato per il terzo mandato consecutivo al Senato: la sorprendente affermazione dell'esponente di centrosinistra Antonio Misiani al collegio uninominale di Milano su Maria Cristina Cantù, capolista della Lega al plurinominale 1 proprio davanti ad Arrigoni, apre le porte a uno scenario che non era stato messo in conto al pari del flop del carroccio a livello nazionale. Discorso similare per Antonella Faggi, candidata al plurinominale 2 (Milano e Pavia) e 3 (Bergamo-Brescia-Cremona).

Lecco 2 giugno 2020 Flash mob lega19 Antonella Faggi Paolo Arrigoni

“Ce l'ho messa tutta e come penso di avervi sempre dimostrato, sia in questi dieci anni di lavoro in Senato che in questa breve ma intensa campagna elettorale, non mi sono mai risparmiato per cercare di rappresentare al meglio delle mie capacità gli interessi del nostro territorio e, soprattutto, per rappresentare voi e i valori che abbiamo condiviso e in cui crediamo - ha salutato Arrigoni -. Purtroppo, nonostante i buoni dati raccolti nella nostra provincia e nel nostro collegio, i risultati della Lega a livello nazionale e regionale non mi hanno consentito di rientrare in Parlamento. Vi ringrazio per il vostro sostegno ed il vostro affetto che non è mai mancato. Ringrazio di cuore chi in questi anni ha creduto in me e nel lavoro che ho svolto. Da domani - seppure in altre vesti - continuerà il mio impegno per bene del nostro territorio e vi assicuro che sarò sempre pronto a rispondere presente quando la Lega avrà bisogno di me”.

Michela Vittoria Brambilla vince a Gela

Al Sud Italia lo spoglio è terminato in ritardo rispetto ad altre zone d'Italia. A Gela era candidata la calolziese Michela Vittoria Brambilla, in corsa come indipendente a capo della coalizione di centrodestra: l'ex forzista è stata sempre ampiamente in vantaggio su Cosimo Gaetano Pignatone Dedalo del Movimento 5 Stelle, con un delta di circa otto punti percentuali: alla fine la vittoria è stata netta, con il 35,09% delle preferenze rispetto al 28,55% dell'avversario più vicino. È fatta, quindi, per il ritorno in Parlamento dell'ex ministro al Turismo del governo Berlusconi, come da previsione.

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La biografia di Tino Magni

Tino Magni nasce a Barzago il 29 giugno 1947 da una famiglia operaia (la madre tessitrice e casalinga, il padre al lavoro in una fonderia di Sesto San Giovanni). È sposato con Rita, operaia metalmeccanica, ed è padre di Sara, laureata in Scienze dell’Educazione all’università Bicocca e attualmente coordinatrice in un Centro Residenziale per persone disabili. Alla scomparsa del padre nel 1959, unico sostegno della famiglia, decide di andare a lavorare e così comincia la sua formazione alla vita nel mondo del lavoro. Dapprima garzone presso un fabbro, poi in una piccola officina metalmeccanica, a 14 anni (nel 1961), col libretto di lavoro in mano, viene assunto da una fabbrica tessile del comune dove viveva. Per migliorare la sua condizione salariale va a lavorare in una piccola fabbrica metalmeccanica di Cassago Brianza dove rimane per 15 anni. Lì impara il mestiere di saldatore frequentando anche una scuola professionale, che gli consente di diventare operaio specializzato. 

Nel 1967 l’incontro col movimento sindacale che darà una svolta decisiva alla sua vita. Si iscrive alla Fiom Cgil e partecipa attivamente alle lotte operaie di quegli anni. È un periodo di grande fermento per la costruzione del Sindacato Unitario Metalmeccanici (FLM) che, tra l’altro, gli dà la forza nel 1969 di costituire la rappresentanza sindacale anche nella piccola azienda dove lavora. L’elezione a delegato nel suo luogo di lavoro è il primo e importante passo verso un coinvolgimento totale nell’organizzazione sindacale e per una scelta di impegno totale in favore dei lavoratori. 

La conquista del CCNL del 1969 e il perseguimento dei diritti delle persone in quanto tali sanciti dalla Costituzione, dentro e fuori le fabbriche, lo vede fortemente impegnato, anche oltre le ore trascorse in fabbrica (sere, sabati e domeniche comprese) per organizzare corsi di formazione, elaborare piattaforme contrattuali e progetti per il territorio. Il 1° gennaio 1976 assume l’incarico di funzionario a tempo pieno presso la Fiom di Lecco. 

Iscritto al PCI nel 1973, fondata la sezione di Barzago nell’anno successivo, viene eletto consigliere comunale nel suo comune (mandato che lascerà dopo pochi mesi per incompatibilità con la carica sindacale). Prosegue però la sua carriera come funzionario di zona nel meratese dal 1976 al ’79 e col congresso Fiom Cgil del ’78 viene eletto nella segreteria provinciale di Lecco, assumendone la responsabilità organizzativa, con il compito di seguire le grandi fabbriche metalmeccaniche della città: Fiocchi, SAE, Badoni, Beretta e tante altre. Nel successivo congresso del 1981 viene eletto Segretario generale della Fiom Cgil di Lecco. Quattro anni dopo entra a far parte della segreteria regionale Lombardia, con la responsabilità di Segretario Organizzativo e, di conseguenza, svolge il suo impegno a tempo pieno presso la struttura regionale.Nel settembre del 1994 viene eletto Segretario generale della Fiom Cgil Lombardia, carica riconfermata anche nel congresso del 1998 sino a fine mandato.

Durante gli anni della dittatura di Pinochet in Cile, cura per la Fiom regionale i rapporti con la Confederación Nacional de Trabajadores Metalúrgicos (CONSTRAMET), ospitandone in Lombardia giovani dirigenti, alcuni dei quali avrebbero poi occupato le più alte cariche di quel sindacato.

A seguito del congresso della Fiom Cgil svoltosi nel gennaio del 2002 a Rimini, pur avendo già maturato il diritto alla pensione, nell’aprile dello stesso anno accetta la proposta di assumere la responsabilità di segretario organizzativo della Fiom Cgil nazionale, incarico che mantiene fino al settembre 2005. 

A seguire fa una breve esperienza (un anno) nella segreteria dello SPI Cgil Lombardia, ma decide di interrompere il suo impegno nel sindacato e di dare, In modo del tutto volontario e gratuito, la sua disponibilità per un impegno politico in Sinistra Democratica (componente non aderente al nascente PD). Assume così il coordinamento per la Regione Lombardia che viene confermato alla nascita di Sinistra Ecologia e Libertà e poi di Sinistra Italiana. Nel gennaio del 2021 il congresso di Sinistra Italiana gli conferisce il ruolo di Segretario Organizzativo Nazionale.

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