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Zamperini sugli aiuti economici alle famiglie: "Chiedevamo maggiore attenzione agli italiani"

Gli emendamenti presentati dal Consigliere di Fratelli d'Italia al regolamento per gli aiuti alle famiglie in difficoltà sono stati respinti: "Gli interventi andrebbero destinati a chi fa parte a pieno titolo del nostro tessuto sociale".

Durante il Consiglio comunale svoltosi ieri 29 settembre è stato approvato il nuovo regolamento per l'erogazione di aiuti economici alle famiglie in difficoltà. 


Il Consigliere comunale Giacomo Zamperini (FdI-An), che ha visto respinti i 4 emendamenti da lui presentati, esprime il proprio disappunto con un comunicato, sottolineando come le modifiche da lui proposte andassero nella direzione di una maggiore equità.


«Quando si utilizzano risorse private - si legge nel comunicato - ognuno con i propri soldi può fare tutta l'elemosina e la carità che ritiene opportuna, ma con i fondi pubblici si devono necessariamente stabilire delle regole. Quando si decide come utilizzare i soldi dei lecchesi, è bene che si utilizzi sempre molto pragmatismo e senso di responsabilità lasciando perdere le prediche assistenzialiste.»


Zamperini sottolinea come, secondo lui, il provvedimento approvato ieri avvantaggi gli stranieri irregolari a discapito dei cittadini italiani: «chiedevamo di utilizzare "maggiore attenzione per i cittadini italiani", che gli stranieri per accedere al fondo dovessero essere residenti a Lecco da almeno 5 anni (per evitare che qualche furbo potesse prendere una residenza temporanea solo per ottenere il contributo) e che almeno la metà dei 70 mila euro a bilancio, fossero utilizzati per cittadini italiani».


«Nessuno ha mai pensato di negare il pane o le cure mediche a chi ha fame o bisogno di essere curato, sia il richiedente italiano o straniero - si legge ancora nel comunicato del Consigliere - ma qui si parla di interventi più impegnativi, che dovrebbero essere riservati a chi fa parte del nostro tessuto sociale a pieno titolo, non a chi è solo di passaggio. Ormai i veri discriminati sono i cittadini italiani che ogni giorno si vedono passare avanti nelle liste di attesa, dalle case popolari fino agli aiuti dei servizi sociali, persone appena arrivate nel nostro paese che neppure parlano la nostra lingua. Crediamo sia giusto aiutare tutti, quando se ne ha la possibilità. Crediamo altresì che, in tempi di risorse limitate come questi, debbano venire sempre e comunque prima gli italiani». 

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