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Depressione prenatale, l'Asst Lecco sperimenta app e home visiting: «Una donna su dieci ne soffre»

Attualmente chi ne soffre viene curato attraverso sedute di psicologia ed, eventualmente, l'uso di farmaci. Lora: «Coinvolte dieci realtà del territorio»

Il dr. Antonio Lora, Direttore dellla Psichiatria dell'Asst Lecco

Depressione prenatale, ne soffre circa una donna su dieci. «Abbiamo 8-9mila donne trattate dai nostri professionisti - afferma il dott. Antonio Lora, Direttore dellla Psichiatria dell'Asst Lecco -. I servizi stanno crescendo in Lombardia, ma è ancora molto ampia la quantità di persone non trattate. Il progetto, nato da un finanziamento di Regione Lombardia, ha raggiunto come ente attuatore l’Asst Lecco, che rappresenta anche il centro del coordinamento di dieci Asst lombarde». Di cosa tratta il progetto messo in campo dall'Azienda? «Il progetto ha elementi relativi allo screening e al trattamento. Lo screening avviene attraverso un'app per smartphone, che permette alla donna di eseguire il test periodicamente e d’inviarlo al centro di riferimento, che poi può avviare la procedura e procedere con il trattamento. Collegato vi è un sito web con le informazioni sulla depressione prenatale, importante per mantenere una qualità delle informazioni di un certo livello. L’applicazione sarà sperimentata nei prossimi mesi all’interno dell’Asst Lecco e, nella fase di sviluppo iniziale, avrà la necessità di un rapporto già instaurato con il consultorio».

Trattamento della depressione prenatale con l'home visiting

Per quanto riguarda il trattamento, «si baserà su un modello innovativo - aggiunte il dott. Lora -. E' stata eseguita la traduzione di un manuale per la modalità di home visiting dell'Oms, supportato dalla formazione di ostetriche attraverso un conto intensivo. Le professioniste vanno a casa delle donne e sviluppano un piano di trattamento che tiene conto della relazione della donna con bambino, partner e ambiente circostanze. Il trattamento, oggi, è di tipo psicologico e raramente psichiatrico, questa tipologia non vuole sostituirsi, ma affiancarsi. Andare a casa della donna permette di conoscere molto meglio l’ambiente circostanze ed essere più efficace». 130 le ostetriche formate, una parte durante l’ultimo mese.

«Anche durante il Covid abbiamo la necessità d’innovare i servizi - aggiunge Lora -. Il finanziamento del Ministero è arrivato a Regione Lombardia, che ha quindi affidato l’attuazione del progetto ad Asst Lecco, e ha visto il coinvolgimento di Asst Vimercate, Asst Monza, Asst Papa Giovanni XXIII, Asst Bergamo Est, Asst Niguarda, Asst Rhodense, Asst Mantova e Ats della Brianza per l'attività di coordinamento e sviluppo».

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