Lecchesi, occhio alla prevenzione: test dell'Hiv veloce, gratuito e anonimo

A settembre "Happy hour safe", apertura straordinaria degli ambulatori di Ats Brianza a Muggiò. Ecco perché è importante aderire all'iniziativa

Torna a settembre l'apertura straordinaria degli ambulatori di Muggiò per effettuare gratuitamente test sull'Hiv o avere informazioni in merito.

L'Unità operativa dipartimentale "Promozione della Salute, Prevenzione Fattori di Rischio Comportamentali e Medicina Interculturale" dell'Ats Brianza (cui fa riferimento anche Lecco) con sede in via Dante 1 a Muggiò promuove nelle giornate dal 9 al 13 settembre 2019 l'evento "Happy Hour Safe", un'apertura straordinaria degli ambulatori dalle 16 alle 19 per accogliere, in orari abitualmente dedicati all'happy hour, le cittadine e i cittadini che desiderino fare accertamenti o avere informazioni sull'Hiv.

L'iniziativa nasce in considerazione dei dati epidemiologici relativi alle nuove infezioni da Hiv in Italia, che individuano i sieropositivi inconsapevoli come uno dei maggiori pericoli per la salute pubblica e individuale.

L'incidenza più alta? La trasmissione eterosessuale

I dati di aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids del Centro Operativo Aids (Coa) dell’Istituto Superiore di Sanità sottolineano che nel 2017 in Italia sono state segnalate 3.451 nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. L'incidenza italiana è simile all'incidenza media osservata tra le nazioni dell'Unione europea (5,8 nuovi casi per 100.000).

I casi più numerosi sono attribuibili a trasmissione eterosessuale (46%), seguiti dai casi relativi agli  Msm (maschi che fanno sesso con maschi), pari al 38,5%. In particolare i dati evidenziano che negli ultimi anni (2010-2017) la percentuale dei casi attribuibili a trasmissione eterosessuale è rimasta sostanzialmente stabile (46,8% nel 2010 e 46% nel 2017), mentre la proporzione di casi attribuibili a trasmissione tra Msm nello stesso periodo è aumentata dal 31,8% nel 2010 al 38,5% nel 2017.

La fascia più colpita, dai 25 ai 29 anni

L'incidenza maggiore di infezione da Hiv si registra nella fascia di età 25-29 anni. Per quanto riguarda le diagnosi di Aids, i nuovi casi segnalati nel 2017 sono stati 690 (pari a un'incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti).

Occorre sottolineare che il 36,1% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv è stato diagnosticato in fase clinica avanzata (cioè con basse difese o presenza di sintomi): dato che indica che il virus ha già prodotto danni consistenti al sistema immunitario.

In particolare, il 32% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv aveva eseguito il test Hiv per la presenza di sintomi Hiv-correlati, il 26,2% in seguito a un comportamento a rischio e solo il 14,6% in seguito a controlli di routine.

Anche per quanto riguarda le diagnosi di Aids, oltre il 70% dei casi segnalati nel 2017 era costituito da persone che non sapevano di essere Hiv positive. Nel tempo è aumentata, infatti, la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere Hiv positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids, passando dal 20,5% del 1996 al 73,9% del 2017.

Terapie e aspettative di vita

Dal fronte delle terapie per l'Hiv arrivano, invece, dati molto rassicuranti: nonostante non esistano ancora farmaci in grado di eliminare l'Hiv dall'organismo, le terapie risultano, ormai da anni, molto efficaci e ben tollerate, tanto da garantire un'ottima qualità di vita delle persone sieropositive e rendere l'aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale. L'infezione da HIV opportunamente trattata è oggi considerata un'infezione cronica, che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori.

In più, oltre a sostenere lo stato di salute, una terapia efficace è in grado di ridurre significativamente il rischio di trasmettere il virus ad altre persone, come dimostrato anche dai dati di studi internazionali pubblicati recentemente. Questo aspetto della terapia ha una ricaduta estremamente positiva sia per le persone con Hiv sia per la collettività, contribuendo in modo sostanziale al contenimento dell’epidemia.

Sanità pubblica: a ottobre lo sciopero generale

La cultura della prevenzione delle Infezioni Sessualmente Trasmissibili (Ist), tra cui l'Hiv, è uno dei "cavalli di battaglia" dell'Unità Operativa Dipartimentale "Promozione della Salute, Prevenzione Fattori di Rischio Comportamentali e Medicina Interculturale" dell'Ats Brianza presso la quale nel corso del 2018 sono stati eseguiti circa 1.800 accertamenti, consentendo la diagnosi di 4 nuovi casi di infezione da Hiv e 276 diagnosi di altre Ist come ad esempio sifilide, gonorrea, clamidia, micoplasma, Papillomavirus, epatiti virali.

Come fare per aderire

L'iniziativa "Happy Hour Safe”" si inserisce quindi in questo contesto di prevenzione e si rivolge a tutta la popolazione, alla quale viene chiesto un atto di consapevolezza individuale, al fine di permettere sia una diagnosi precoce, che garantisce la possibilità di cure tempestive con conseguente prognosi migliore, sia l'interruzione di una catena di infezioni misconosciute e talvolta insospettabili.

L'accesso potrà avvenire senza appuntamento, gli esami verranno eseguiti in forma anonima e gratuita e non sarà necessaria l'impegnativa del medico.

Gli accertamenti Hiv verranno effettuati su sangue e/o su saliva. Il Test Rapido Hiv su saliva, che verrà utilizzato secondo parere medico, permette una risposta in circa 40 minuti e necessita di conferma con prelievo di sangue solo in caso di reattività.

Come di consueto, saranno a disposizione dell'utenza anche le attività di counselling e, negli orari di apertura straordinaria, resterà in funzione il Numero Verde 800 512103.

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