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Da sinistra: Spena, Manfredi (in alto), Lombardi, Pirola, Satta e Frisone

Da sinistra: Spena, Manfredi (in alto), Lombardi, Pirola, Satta e Frisone

ASST: presentati Lombardi, Satta e Spena. Sono i nuovi primari di tre reparti ospedalieri

Il poker è completato da Giovanni Rossi, primario di Chirurgia Vascolare. Il DG Manfredi: «Tournover normale e dettato dall'età dei nostri Primari». La DS Pirola: «Organico in via di completamento»

Sono quattro i nuovi primari entrati a far parte dell'organigramma dell'ASST Lecco. L'azienda ospedaliera lecchese ha recentemente inserito i dottori Giannantonio Spena (Neurochirurgia), Maddalena Satta (Otorinolaringoiatria), Fabio Lombardi (Continuità Clinico Assistenziale) e Giovanni Rossi (Chirurgia Vascolare) all'interno della propria squadra, spesso soggetta a «un intenso tournover per ragioni d'età e, quindi, di pensionamento», come spiegato dal Direttore Generale dell'Azienda Stefano Manfredi.

L'Aula Bianca della Palazzina Amministrativa ha accolto la presentazione dei primi tre, mentre il dr. Rossi, impegnato a un convegno, si presenterà alla stampa in un secondo momento. Presto, inoltre, prenderà servizio anche il primario Lorenzo Lorusso, facente funzione in Neurologia. Un rinnovamento della squadra che, presto, proseguirà con le nomine all'interno del SER.T, entro la prossima settimana la chiusura delle selezioni, Pediatria del "Mandic" di Merate, Medicina trasfusionale e Anatomia patologica, mentre, nel 2019, verrà coperto il reparto di Medicina complessa di Lecco, attualmente nelle mani del dr. Polli.

Un bel tourbillon, che ha preso il via con le nomine più recenti. 43 anni, ex direttore del reparto di Neurochirurgia di Brescia, il dr. Giannantonio Spena è il primo a raccontare i primi giorni passati all'interno dell'ASST Lecco: «Sono entrato all'interno di un ospedale dinamico, la possibilità d'interfacciarsi con i colleghi in una realtà più piccola è, anche, una pratica molto più rapida rispetto alla grande realtà che ho vissuto. La nostra è una chirurgia ad-front, che necessita di un riscontro continuo delle condizioni neurologiche nell'ambito della chirurgia complessa tumorale. Anche la patologia di routine, però, necessita di un continuo raffronto con il reparto di anestesia, che è di ottimo livello. Abbiamo, anche per questo, attuato una discussione settimanale dei casi in maniera multidisciplinare.»

Lungo e variegato è anche il curriculum del dr. Lombardi, che dalla carica di facente funzione passa a quella di titolare di direttore del reparto di Continuità Clinico Assistenziale. Spiega il 57enne primario: «Sin dai primi anni Novanta (1991-2007) ho lavorato nell'unità di medicina dell'ospedale di Merate come medico internica, quindi è come stare a casa; inoltre, per dieci anni ho seguito anche i malati Domiciliari. Il dipartimento della fragilità, dopo la nota riorganizzazione, è entrato nell'organico dell'ASST, ora ci stiamo muovendo per realizzare i percorsi post acuti più adeguati. Nei prossimi mesi prenderemo in carico anche le cure subacute, valorizzando in modo importante la professionalità infermieristica». Sono circa trecento i malati domiciliari seguiti tutti i giorni, cinquecento considerando le cure palliative. «E', questo, un primariato generalmente non di vitale importanza - spiega il Direttore Sanitario Flavia Pirola -. Questo spiega quanto, invece, ci sia interessato crearlo».

Unica primario donna di tutta l'Azienda sarà la dr.ssa Maddalena Satta, prima facente funzioni e da aprile primaria del reparto di Otorinolaringoiatria, cagliaritana di 51 anni che nel corso della sua carriera ha percorso tutta l'Italia: dopo la laurea conseguita nella sua città, si è trasferita a Verona per terminare la sua specializzazione, per poi arrivare, dopo delle tappe intermedie al "Riuniti" di Bergamo. «Si tratta di un incarico ambizioso - spiega la dottoressa -. Durante questo periodo ho intenzione di creare un centro di sordità (già iniziata in questo primo periodo di lavoro), che possa permetterci di seguire bambini e adulti per la patologia dell'orecchio medio e interno. Inoltre, proseguirò con l'inserimento e il potenziamento della chirurgia robotica, sfruttando il Robot "Da Vinci" già presente in ospedale.»

C'è anche il tempo per fare un cenno alla situazione degli infermieri, turbolenta nei mesi scorsi: «Ci sono delle difficoltà nel reclutamento, come Azienda daremo via al concorso da inizio 2019. Attualmente stiamo usando la graduatoria di Bergamo, poichè la nostra si è esaurita. Il "dentro-fuori" è, al momento, in discreto equilibrio».

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