Sanità privata: proclamato, in Lombardia, lo sciopero dei lavoratori

Cinquantamila dipendenti aspettano il rinnovo del contratto, siglato per l'ultima volta nel 2007 con il Governo Prodi

L’ultima volta che hanno firmato il contratto nazionale era il 2007. C’era il governo Prodi e la crisi non era ancora scoppiata. Per questo i lavoratori della sanità privata stanno lottando con ogni mezzo per firmare questo rinnovo che manca da troppo tempo. Così Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Lombardia hanno proclamano per domani – per l’intera giornata o turno di lavoro – lo sciopero generale regionale delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata. Sono 50mila i lavoratori e le lavoratrici lombardi interessati (300mila a livello nazionale) e rivendicano il rinnovo del loro contratto nazionale, al palo da oltre 12 anni. A Lecco sono circa 1.500 i dipendenti del settore, la maggior parte a La nostra famiglia, Clinica Mangioni e Sacra famiglia, ma non solo.

Mille lavoratori della sanità pubblica lecchese pronti a scioperare per il rinnovo del contratto

«Stipendio fermo da dodici anni»

«Da troppo tempo le associazioni datoriali Aris e Aiop stanno facendo orecchie da mercante – afferma Flavio Concil della segreteria Fp Cgil Lecco –. Vogliono che sia la Regione, quindi ancora tutti noi, a doversi fare carico della totalità dei costi del rinnovo. E questo a noi non va bene. Inoltre lo stipendio di tutti i lavoratori della sanità privata è fermo da dodici anni: il potere d’acquisto delle famiglie è quindi sempre minore e si vanno a perdere professionalità importanti che decidono di andare a lavorare altrove».

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Le altre iniziative

Le hanno provate tutte: dai presidi fuori dagli istituti più grossi della provincia, a un picchetto durante il passaggio del Giro d’Italia a cavallo tra il Lecchese e il Comasco. Il prossimo appuntamento è previsto per domani, quando si terrà un presidio unitario regionale dalle 9.30 alle 13.30, davanti alla sede di Assolombarda a Milano (via Pantano 9).

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