«Per coordinare le strutture sanitarie lecchesi si crei un'unità di crisi territoriale»

La proposta della Uil Fpl del Lario ad Ats Brianza, Protezione civile, sindaco e prefetto: «Necessaria per gestire la dislocazione dei pazienti ex Covid-19 nel territorio»

Un segnale di unione e di resistenza di fronte all'emergenza Coronavirus. A lanciarlo sono il segretario generale della Uil Fpl del Lario Vincenzo Falanga e il segretario Sanità pubblica Massimo Coppia, che propongono una linea di coordinamento provinciale rispetto a quanto si sta verificando nelle strutture sanitarie del Lecchese.

«La Asst di Lecco e il personale delle strutture non vanno lasciati soli in questa fase emergenziale e non prevedibile, pertanto, chiediamo alla Direzione di Ats della Brianza, alla Protezione Civile, al signor sindaco di Lecco Virginio Brivio e al prefetto di Lecco congiuntamente alla Asst di Lecco, di procedere all'attivazione di una "unità di crisi" territoriale. Alla costituzione dell'unità di crisi potrebbero essere affidati quelle attività di coordinamento per poter allocare i pazienti ex-Covid-19 presso strutture idonee del territorio, allo scopo di non congestionare i reparti ospedalieri già nel pieno dell'emergenza e conseguentemente non ingolfare le terapie intensive e le rianimazioni aziendali».

«Inoltre, l'Unità di crisi potrebbe verificare e mettere in atto tutte le misure per evitare l'incremento dei contagi anche tra il personale sanitario della Asst ma anche di tutte le strutture Rsa a cui va reso il necessario supporto»

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L'appello agli albergatori: «Ospitate gli operatori sanitari che lottano contro il virus»

La Uil Fpl del Lario chiede che tra le misure da adottare «è comunque necessario attivare un piano d'emergenza per la predisposizione dei "tamponi" al personale al fine di evitare quei fenomeni per la propagazione del virus che se non gestiti nei luoghi di lavoro, rischiano trasformarli in focolai. Inoltre, occorre pensare anche per il territorio di Lecco, così come sta già avvenendo in altri presidi ospedalieri della Regione, alla sperimentazione sul personale sanitario dei "kit veloci" alla rilevazione di anticorpi al virus per identificare i soggetti già immunizzati. I dati della nostra provincia già evidenziano delle criticità su cui poter lavorare e individuare i mezzi per porre rimedio. Auspichiamo al più presto di essere convocati dal prefetto di Lecco, considerata la formale richiesta del 25 marzo 2020, per condividere strategie e azioni a tutela del personale impegnato in questa fase straordinaria della storia del nostro Paese».

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