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Le scuole lecchesi che promuovono (a pieni voti) l'inclusione

"Le parole per includere: teoria e pratica dei linguaggi nella quotidianità" è il titolo dell'evento formativo che ha visto confrontarsi molti dirigenti, educatori e prof del territorio

"Le parole per includere: teoria e pratica dei linguaggi nella quotidianità”. È questo il titolo della giornata di formazione per l’inclusione che si è svolta giovedì 2 maggio e ha visto la partecipazione di un’ampia rappresentanza di dirigenti, insegnanti ed educatori impegnati ad approfondire la tematica dell’inclusione valorizzando le esperienze già attive sul territorio lecchese.

L'evento formativo organizzato da Parini e Badoni

Ad organizzare l’evento, giunto alla sua quarta edizione, è stato quest’anno per la prima volta l’istituto di istruzione superiore Parini in quanto scuola polo per l’inclusione per la provincia di Lecco, a seguito del passaggio di testimone da parte dell’istituto comprensivo di Cernusco Lombardone. Il tema al centro del convegno che si è svolto nella mattinata presso l’istituto Badoni è stata la riflessione sul linguaggio quale veicolo di cultura inclusiva.

I presenti in particolare hanno avuto l’opportunità sia di condividere i vissuti di chi opera nella scuola sperimentando nella quotidianità il dialogo e la relazione con alunni, studenti, famiglie e operatori scolastici, sia di conoscere le buone pratiche promosse dagli istituti scolastici della rete, per tutti e per ciascuno, nella scuola e nel territorio.

La sensibilità del territorio verso il tema dell'inclusione

L’evento ha visto la partecipazione della Provincia di Lecco con il consigliere delegato all’istruzione Carlo Malugani, del Comune di Lecco con l’assessore al welfare Emanuele Manzoni, e dell’ufficio scolastico territoriale con il referente nell’ambito dell’inclusione per l’ufficio VII Paolo Mauri. La dirigente del Parini, Raffaella Crimella, ha aperto la giornata ringraziando tutti coloro che, con la loro presenza e partecipazione, hanno testimoniato la sensibilità del territorio al tema. La docente Sara Valsecchi, referente per la scuola polo per l’inclusione, ha avviato i lavori della giornata attraverso le voci degli studenti che, grazie ad un progetto realizzato nella propria scuola, hanno testimoniato il significato di inclusione esperito.

Questo a testimonianza della speranza che ciascun insegnante porta in sé, nei confronti dei propri studenti, al fine di coltivare in loro lo sguardo, la cura e la reciprocità necessaria per essere autentici, nella propria unicità. A seguire è intervenuta la prof Silvia Maggiolini, associata di pedagogia speciale dell’università Cattolica che, attraverso la mediazione di sollecitazioni filosofiche e linguistiche, ha guidato l’uditorio nella riflessione rispetto ai processi inclusivi che ci portano a vedere al di fuori dei nostri schemi mentali, per cogliere anche l’ovvio, con la disponibilità a rivederlo e a metterlo in discussione.

La collaborazione con Asst, Confcommercio e artigiani

La docente ha portato alla luce il valore della narrazione, restituendone l’importanza dovuta, in quanto, citando Wittgenstein che afferma “I limiti del mio linguaggio, sono i limiti del mio mondo”, l’inclusione non può confinarsi in un atto, in un fatto o in una situazione definita: i modi in cui noi narriamo non possono fornire una lettura riduzionista di temi complessi, quali l’inclusione.

Grazia Giana, neuropsichiatra, e la Arianna Ravo, educatrice professionale del Dipartimento di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza di Asst, hanno sottolineato l’importanza dell’intenzionalità comunicativa di cui ciascuno è portatore, anche nelle situazioni più complesse che rischiano di essere interpretate come problematiche, quando manca la conoscenza e la consapevolezza, ad esempio, della presenza di deficit nella comprensione del linguaggio non verbale.

Il nuovo progetto "In Aut - Inclusione e Autonomia"

Le esperte hanno condiviso l’avvio del nuovo progetto "In Aut – Inclusione e Autonomia", del quale hanno presentato il logo, che ha la finalità di promuovere inclusione e autonomia nelle persone autistiche all’interno della città. La dottoressa Giana ha riportato come "il clinico" abbia riconosciuto e sentito il bisogno di lavorare e costruire sinergie con il territorio, anche attraverso le scuole, per promuovere conoscenza e sensibilizzazione nella città. In questo progetto sono infatti coinvolti anche esercenti della città di Lecco, con la collaborazione e il sostegno di enti quali Confartigianato e Confcommercio.

L’intervento si è concluso con una suggestiva sollecitazione che ha anticipato il senso delle condivisioni di buone pratiche successivamente programmate: esse infatti, hanno sottolineato come la fragilità esista, sia un dato di fatto innegabile che ciascuno di noi può sperimentare, ma allo stesso tempo la partecipazione rappresenti la chiave di volta per la predisposizione di contesti culturalmente pronti a convivere e ad essere proattivi, nella fragilità stessa. La mattinata è proseguita con la condivisione di buone pratiche realizzate in diversi istituti del territorio con lo scopo di promuovere la cultura dell’inclusione attraverso progettazioni didattiche innovative, coraggiose e sfidanti, caratteristiche della scuola inclusiva.

La condivisione delle buone pratiche realizzate in diversi istituti

Sono intervenuti infatti, docenti, referenti per l’inclusione ed educatrici, delle scuole di Cassago Brianza con la realizzazione di un progetto che apre i confini fisici della propria scuola ed orienta i propri alunni della scuola secondaria di primo grado nella collaborazione con l’istituto Don Guanella; la scuola Stoppani di Lecco con la scuola primaria di Germanedo che ha condiviso la creazione di accessibilità attraverso la tecnologia.

E poi ancora l’istituto comprensivo di Barzanò con il progetto di teatro d’istituto pensato per conoscersi, conoscere e farsi conoscere; il comprensivo di Bellano mediante il SoundBeam e la grande opportunità di partecipazione che lo strumento tecnologico e sonoro offre; l’istituto Parini che con la danza movimento terapia ha narrato dei momenti di cura preziosi per gli adolescenti delle nostre scuole, per essere, al di là di ogni giudizio. Infine, il Rota di Calolziocorte, attraverso il racconto virtuale degli studenti, ha portato alla luce l’innovativo progetto di WebRadio d’istituto, con l’intenzione di disseminarlo nelle scuole del territorio.

Workshop esperienziali e danza movimento terapia

Nel pomeriggio, presso il Parini, dopo la presentazione delle attività ed il saluto dell’assessore all’istruzione del Comune di Lecco, Emanuele Torri, sono stati realizzati dei workshop esperienziali con la finalità di consentire agli insegnanti di sperimentare le opportunità presentate nel corso della mattinata dalle diverse scuole.

Gli insegnanti hanno quindi potuto mettersi in gioco attraverso l’utilizzo della scheda di programmazione Makey Makey, la stimolazione sonora del SoundBeam promossa da Crams Lecco, la danza movimento terapia sperimentata grazie all’educatrice professionale e Danza movimento terapeuta Rossella Perrone della cooperativa La Vecchia Quercia. L’iniziativa è stata sostenuta anche dalla collaborazione con gli studenti di Enaip Lecco, che si sono occupati di ristorare i partecipanti durante il convegno della mattina e nel momento del pranzo.

La giornata si è contraddistinta per la condivisione di un substrato culturale compartecipato tra esperti e addetti ai lavori nella quotidianità della scuola. Tutto questo è stato, ed è possibile, grazie alla promozione di pratiche sperimentate da docenti e dirigenti scolastici che sostengono la realizzazione di prassi inclusive nelle proprie scuole, anche attraverso la costruzione di dialoghi con i servizi territoriali, vivendo il contesto scolastico come finestra aperta sul mondo. (Si ringrazia la docente Elena Dell'Oro per la collaborazione)

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