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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Oggi è il "Blue Monday", il giorno più triste dell'anno (che però non esiste)

Come se la pandemia non bastasse, oggi cade il cosiddetto "Blue Monday". Si tratta di quello che, secondo una teoria, sarebbe il giorno più triste dell'anno

Siete tristi, stanchi, sconsolati? Non c'è da preoccuparsi troppo: oggi, infatti, è il "Blue Monday", ossia il giorno più triste dell'anno.

Il terzo lunedì di gennaio, da qualche tempo, è definito come il giorno più deprimente di tutti per chi vive a nord dell’equatore. Ovviamente c’è una storia dietro a questa "trovata" - che si basa su alcuni fatti noti, ma che è priva di qualsiasi fondamento scientifico tale da giustificarne la popolarità.

Tutto nasce dalle ricerche svolte nel 2005 dallo psicologo britannico Cliff Arnall, dell’Università di Cardiff: il professore ha infatti individuato, grazie a un calcolo matematico, un giorno in grado di suscitare in noi uno stato di prostrazione che non ha eguali nel corso dell’anno.

Lo studioso, nel formulare l'equazione, ha tenuto conto del meteo, dei debiti accumulati per i regali di Natale, dei chili presi durante le feste, del calo motivazionale e della crescente necessità di darsi da fare, stabilendo che il terzo lunedì di gennaio sarebbe effettivamente il giorno in cui ci sentiamo più tristi, poiché l'euforia per il periodo natalizio è già svanita, fa freddo, il buio arriva presto e ci si rende conto che c'è tutto un anno ancora da affrontare.

Al medico inglese si deve anche il nome: l’ha chiamato "Blue Monday" perché in inglese il termine "blue" viene comunemente usato per indicare un senso di tristezza, noia, malinconia.

La teoria del "Blue Monday" è valsa ad Arnall un grande successo globale, ma l’Università di Cardiff ha preso le distanze dallo studioso e persino i suoi colleghi hanno criticato il suo lavoro, definendolo "farsesco e privo di senso". Quasi tutte le “variabili di tristezza” individuate dallo psicologo Arnall sono soggettive: in generale, c’è infatti chi ama il freddo; e ancora chi, alle giornate di festa, preferisce quelle di lavoro.

Una trovata pubblicitaria? Forse. Eppure, in alcune parti del globo il “Blue Monday” non viene in alcun modo sottovalutato. In Gran Bretagna – ad esempio - il tema viene preso estremamente sul serio: lo confermano i dati dell’astensione lavorativa e il fatto che molti enti no profit - prima fra tutti la Mental Health UK, che si occupa della salute mentale - si prodigano con consigli su come superare il lunedì più deprimente dell'anno.

Tra i principali: vestirsi di colori brillanti, fare esercizio fisico, mangiare bene, ascoltare musica allegra ed essere socievoli. Persino gli esperti della British Dietetic Association suggeriscono di fare una grande abbuffata per superare la depressione da "Blue Monday".

Ma perché le persone ci credono davvero?

Probabilmente perché spinte da qualcosa che ormai è diventata una tradizione, o semplicemente perché le teorie legate al "Blue Monday" sono più o meno comuni a tutti. Innanzitutto il "Blue Monday" è, naturalmente, un lunedì, considerato già di per sé un giorno triste perché finisce il weekend, terminano i giorni di riposo e si ricomincia la propria routine. È il terzo lunedì del mese, quindi poco distante dalla fine delle feste natalizie e dall’aver ripreso le proprie abitudini lavorative e scolastiche. I buoni propositi prefissati spesso, in questa data, sono già andati in fumo. Di solito la terza settimana di gennaio è la più fredda, il clima è gelido, e le ore di sole sono ancora troppo poche.

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