Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Personaggi illustri lecchesi: Carlo Mauri, animo di esploratore e grande alpinista

Carlo Mauri è un noto alpinista ed esploratore italiano. Per Lecco si tratta di un illustre concittadino che ha contribuito all'affermazione della sua grande tradizione alpinistica

Carlo Mauri (Lecco, 25 marzo 1930 – Lecco, 31 maggio 1982) animo da esploratore e grande alpinista di Lecco, è annoverato nell’olimpo dell’alpinismo mondiale. Una persona molto umile che amava la montagna, definendola "maestra della sopportazione": diceva che proprio da lei ha imparato a sopportare e soffrire “il freddo, la fame, la tremenda pazienza degli interminabili bivacchi”.

La montagna quindi, lo ha visto protagonista di scalate leggendarie con il gruppo dei Ragni, di cui fu uno dei fondatori, e con altri due grandi della storia dell’alpinismo: il lecchese e suo maestro Riccardo Cassin e Walter Bonatti.

“Bigio”, così veniva chiamato, nei suoi anni di vita ha sperimentato l’avventura e l’esplorazione in tutte le sue declinazioni: dalla montagna alla navigazione, dalla natura all’uomo. Il suo animo di esploratore, lo porta in Patagonia,  in Amazzonia, fra gli aborigeni della Nuova Guinea, nei ghiacci perenni del Polo Sud e l’anno successivo al Polo Nord per il primo censimento degli orsi bianchi. Indimenticabili le due avventurose spedizioni con Thor Heyerdahl sull’imbarcazione costruita in papiro, Ra1 e Ra2, che negli anni Settanta attraversa dapprima l’Oceano Atlantico: voleva essere la dimostrazione che già in epoche antiche le popolazioni del Mediterraneo erano in grado di attraversare l’Oceano Atlantico. Non poteva mancare di ripercorrere l’esperienza di Marco Polo, così nel 1972 Carlo Mauri ripercorre a cavallo la via della Seta, ma il viaggio fu interrotto al confine con la Cina per volere delle autorità cinesi.

Carlo Mauri per la sua poliedrica attività ha ottenuto quindi ambiti riconoscimenti in campo internazionale: citiamo, per l’aspetto alpinistico, l’accoglimento del Club Alpino Accademico Italiano e poi il diritto di fregiarsi del distintivo del G.H.M., gruppo èlitario fondato nel 1919 in Francia, al quale appartengono i migliori scalatori francesi. Così, come lui, a far parte della ristretta cerchia di italiani, sono solo altri cinque i lecchesi ammessi: Gigi Alippi, Riccardo Cassin, Casimiro Ferrari, Giuseppe Lafranconi e Romano Perego. 

Oltre alla forte esperienza maturata nel corso delle sue innumerevoli scalate e dei suoi emozionanti viaggi in ogni continente, Carlo Mauri, ha dato un’impronta inconfondibile e tutta particolare alle sue conferenze illustrate con proiezioni, ai suoi film ambientati fra ghiacci e pareti rocciose e a carattere etnografico e naturalistico. 

Carlo Mauri e il metodo Ilizarov

Svariati anche i viaggi in Russia che gli fecero conoscere il medico russo Gavril Abramovi? Ilizarov, che operò la sua gamba fratturata divenuta più corta. Fu il primo italiano a farsi operare e grazie a lui l’Italia e l’Europa hanno appreso la tecnica chirurgica per allungare le ossa, conosciuta come metodo Ilizarov.
Esplorazioni avventurose che sempre avevano anche un risvolto umano e riflessivo sui diversi mondi che incontrava e abbracciava.

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