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Giornata Mondiale dell'Abbraccio, nascita e storia della ricorrenza

Oggi, venerdì 21 gennaio, si celebra uno dei gesti più rappresentativi del calore umano. Un gesto che ultimamente ci manca tanto

Oggi, venerdì 21 gennaio, è la Giornata Mondiale dell'Abbraccio, il National Hugging Day, che non a caso cade ogni anno a ridosso del Blue Monday, il giorno più triste dell’anno. Una giornata per celebrare uno fra i gesti più semplici e calorosi; un gesto che, in questi tempi di pandemia, ci è stato (quasi) negato, perché possibile veicolo di contagio.

Mantenere il distanziamento: ce lo dobbiamo ricordare, da quasi due anni, come un monito. Anche se, a volte, capita di dimenticarsene. Perché la verità è che sì, siamo fatti per stringerci le mani, per sfiorarci, per abbracciarci. Non per niente Facebook a partire dalla primavera 2020 ha introdotto la hug-reaction, permettendo così agli utenti del noto social network di “abbracciarsi”, anche se solo virtualmente. Del resto, in questo ultimo periodo, abbiamo capito quanto gli abbracci siano importanti, avendo provato cosa significa vivere senza di essi. 

L'invenzione 

La prima Giornata Mondiale dell'Abbraccio risale al 21 gennaio 1986. Venne celebrata a Clio, in Michigan, su iniziativa del reverendo Kevin Zaborney, che ancora oggi sui social si definisce l'ideatore della particolare ricorrenza. Dagli Stati Uniti l'iniziativa si è presto diffusa anche oltreoceano e in tutto il mondo. 

La giornata è nata per contrastare il senso di nostalgia che spesso coglie le persone in seguito al periodo natalizio e per invitare le persone ad abbracciare con maggior frequenza familiari e amici. Zaborney scelse il 21 gennaio, una data che cade fra Natale e Capodanno e San Valentino, per lo più in inverno, quando solitamente i nostri spiriti non sono proprio nella più allegra delle disposizioni, anche per le condizioni meteo. 

Perché abbracciarsi fa bene

Abbracciarsi fa bene, e non solo all'anima. Un abbraccio è anche un vero e proprio toccasana per la salute. un abbraccio possa aumentare significativamente il livello di ossitocina, ovvero di quello che comunemente viene chiamato ormone dell’amore. Ed una crescita dell’ossitocina ha effetti benefici sulla salute del nostro cuore, e non solo.

Un abbraccio migliora l'umore, attenua l'ansia, protegge dalle malattie, allevia il mal di testa, può attenuare i dolori mestruali, aumenta le potenzialità del cervello e migliora l'autostima. L’atto dell’abbracciarsi libera anche altri ormoni, come la serotonina e la dopamina, i quali hanno un naturale effetto sedativo. Con un abbraccio, dunque, otteniamo una sensazione di benessere e tranquillità.

L'augurio, quindi, è che questi abbracci a distanza oggi possano tornare ad essere reali il prima possibile. 

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