Luoghi manzoniani a Lecco: il Palazzotto di don Rodrigo

Oggi parliamo del Palazzotto di Don Rodrigo (l’attuale Villa Guzzi), signorotto che esercita il potere sul paese dei due promessi sposi

Foto Studia Rapido

Tra i personaggi illustri del nostro territorio, non possiamo non citare Alessandro Manzoni, lo scrittore dei Promessi Sposi, legato proprio alla città di Lecco. Grazie a lui la città ha una eco in tutto il mondo. 

Oggi però vogliamo parlare in particolare del Palazzotto di Don Rodrigo (l’attuale Villa Guzzi), signorotto che esercita il potere sul paese dei due promessi sposi. Alessandro Manzoni lo descrive mentre Padre Cristoforo vi si reca per farlo desistere dai suoi mali propositi su Lucia, dopo aver fatto intimare dai suoi bravi a Don Abbondio che il matrimonio non si doveva fare.

Il Palazzottto per tradizione viene identificato con la villa che sorge in cima allo Zucco, un poggio nel rione di Olate.

“Il palazzotto di don Rodrigo sorgeva isolato, a somiglianza d’una bicocca, sulla cima d’uno de’ poggi ond’è sparsa e rilevata quella costiera. […] Appiè del poggio, dalla parte che guarda a mezzogiorno, e verso il lago, giaceva un mucchietto di casupole, abitate da contadini di don Rodrigo; ed era come la piccola capitale del suo piccol regno. Bastava passarvi, per esser chiarito della condizione e de’ costumi del paese. Dando un’occhiata nelle stanze terrene, dove qualche uscio fosse aperto, si vedevano attaccati al muro schioppi, tromboni, zappe, rastrelli, cappelli di paglia, reticelle e fiaschetti da polvere, alla rinfusa”. Alessandro Manzoni, Promessi Sposi, Cap.V

La storia del palazzotto di don Rodrigo

Il Palazzotto di Don Rodrigo è una villa situata sul promontorio dello Zucco, a Lecco, e ricostruita nel 1938. È considerata, secondo gli studiosi, come la residenza di Don Rodrigo descritta nel romanzo 'I Promessi Sposi'.

Nel Seicento la villa apparteneva alla famiglia Arrigoni di Introbio, nobili potenti che furono protagonisti di una lunga faida contro la casata Manzoni, antenati dello scrittore. La villa poi, passò al Conte Salazar, di origini spagnole. Dalla sua edificazione la villa presentava le caratteristiche descritte proprio dal Manzoni, finché nel 1937 l’industriale lecchese Ulisse Guzzi la fece demolire per costruire l’attuale Villa Guzzi, che ha mantenuto nella progettualità la torretta centrale, oggi più larga e più bassa rispetto alla precedente di manzoniana memoria.

Oggi Villa Guzzi, situata in via allo Zucco, è tutt’altro che minacciosa: oggi è uno degli immobili di proprietà comunale più pregiati, immerso in un bellissimo parco. Villa Guzzi ha ospitato in passato diverse associazioni ed enti, come il Coni. Al momento però resta chiusa.

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