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Qualità della vita nel 2021 per fasce d'età: la nuova statistica elaborata da Il Sole 24 Ore

La statistica misura la qualità della vita declinata per i tre target generazionali: bambini, giovani e anziani.

Una statistica elaborata da Il Sole 24 Ore, misura la qualità della vita declinata per i tre target generazionali, in base agli indicatori statistici selezionati: bambini, giovani e anziani. 

I tre nuovi indici documentano così la capacità delle istituzioni di mettere in campo servizi efficienti, le relative condizioni di vita, le lacune nei confronti dei più fragili e le aspettative dei più giovani.

In base al punteggio medio conseguito nei 12 indicatori selezionati per i bambini (0-10 anni), i giovani (18-35 anni) e gli anziani (over 65) emergono grossi divari da nord a sud. Le tre nuove classifiche "generazionali" (ciascuna composta da 12 parametri) misurano con i numeri la vivibilità dei territorio per bambini, giovani e anziani. Gli indicatori sono stati selezionati per evidenziare particolari aspetti che influenzano la qualità della loro vita. Ad ogni parametro è stato poi assegnato un punteggio per ciascuna provincia da 0-1000. E la classifica finale è il risultato della media dei punteggi conseguiti.

I dati 

Si conferma il ritardo del Mezzogiorno, nonostante a primeggiare sia la provincia di Cagliari che si distingue per essere una provincia a misura di bambino. Troviamo poi Ravenna, un luogo attraente per i giovani e Trento che svetta per il benessere degli anziani.

Nelle tre top ten pesa la quasi totale assenza delle grandi aree metropolitane, ad eccezione di Bologna che guadagna l'ottavo posto per benessere dei giovani e il quinto per gli anziani. Milano e Roma appaiono solo nella top ten dedicata agli over 65, trainate dagli importi medi delle pensioni. Per i bambini, invece, si piazzano rispettivamente 42a e 18a, penalizzate dal ridotto spazio abitativo e sprofondano al 76° e 106° posto per i giovani, anche a causa delle difficoltà di accesso alla casa ben rappresentate dagli affitti troppo elevati. Male per i giovani anche Napoli (103a), dove si aggiungono le performance negative nel tasso di disoccupazione giovanile e nella minore incidenza di laureati. Colpisce anche il numero medio di studenti per classe, che varia dai 14 di Trieste ai 25 di Parma.

Fonte Il Sole 24 Ore

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