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"Ecco perché mi sono dimesso da Fratelli d'Italia"

Redazione

È stato detto che la maggioranza dei dimissionari da Fratelli d'Italia - Alleanza nazionale sia di Calolziocorte. Essendo di Lecco, e non sapendo se la cosa sia vera o no, presa pur per vera l’affermazione, non capisco come mai, invece di rispondere alle motivazioni che hanno portato alla scelta di questa dolorosa e inevitabile fuoriuscita, un partito (già debole su Lecco e attestato su una soglia percentuale pari a circa l’1%, come detto dall’attuale Portavoce provinciale, in una non lontana riunione del Direttivo estesa anche al sottoscritto), preferisca banalizzare la serietà dell'evento, rallegrandosi del "grande" risultato ottenuto un anno fa in provincia, ovvero poco piu’ del 2%, di cui in città appena 600 voti).

Tale consueto tentativo di banalizzare e ridurre il tutto in battute, è alla base della mia scelta personale di dimettermi.

Far finta di nulla, nascondere e coprire brutti episodi sotto un tappeto (come nascondere l’aggiunta di schede alle primarie, dove tanta gente in buona fede aveva addirittura pagato per partecipare ed esprimere una preferenza), senza fare mai alcuna autocritica riguardo le vere cause delle tante dimissioni avvenute negli ultimi  mesi (un membro dell’Assemblea Nazionale, 2 membri della costituente provinciale, 3 membri del Direttivo e una ventina fra militanti ed iscritti). Una su tutte, la nomina non rappresentativa del Portavoce, nonostante i pochi (e poco attendibili)  numeri nella loro conta totale rispetto altri partecipanti meno in vista, e la successiva la copertura di irregolari episodi avvenuti in tale fase.

Beffarda, poi, la nemesi politica che sembra prefigurarsi, ossia che la lista di FdI, per mancanza di capacità e di persone lecchesi da candidare, venga fagocitata da una lista a guida calolziese e non lecchese. Personalmente, nonostante i duri confronti avuti con il Portavoce, mi auguro sentitamente che la notizia che circola di una fusione sia smentita  quanto prima e che FdI sia in grado comunque di presentare una propria lista di lecchesi per il bene della nostra Città.

Per ciò che riguarda l’azzecagarbugliesco e sterile tentativo di giustificare propri errori e responsabilità, sostenendo che i dimissionari non sarebbero tali in quanto non iscritti, per un  rinnovo tessera non avvenuto nei tempi previsti da Statuto, evito di entrare nel merito e mi limito a dire che, qualora anche, per delirio di ipotesi, questa tesi trovasse riscontro "legalese" , a livello politico sarebbe ancor più grave e disonorevole  il tentativo limitarsi a fornire solo argomentazioni prive di contenuto piuttosto che entrare nel merito e  ragionare, seppur con visioni diverse,  sulle cause che hanno “costretto”, mercoledì 1 aprile e nei mesi precedenti, a dissociarsi, non senza rammarico, dalla guida nominata  da Fratelli d'Italia Lecco.

Infine, considerata l’offensiva battuta  ricevuta dal Portavoce provinciale nominato, Giacomo Zamperini, vorrei a questo suggerire di non utilizzare riferimenti religiosi (oltretutto in modo offensivo e inesatto) nel dibattito politico, in quanto, oltre a trovarli personalmente di cattivo gusto, potrebbero infastidire chi vive questi ultimi giorni di Quaresima  con reale e sentita partecipazione, soprattutto in questo momento  di continui conflitti in nome della religione. 

Detto questo, per ciò che mi riguarda voglio rispondere  che all’invito del Portavoce provinciale nominato a partecipare all’ultima cena di raccolta fondi elettorali, il 26 marzo scorso, ho rifiutato argomentando, per l’ennesima volta, frontalmente e per iscritto, i miei dissensi su operato  e strategie di partito, elezioni comunali comprese.

Dico anche che le dimissioni del sottoscritto, come di altri, sono state inviate a mezzo pec e ricevute in data 1 aprile, di mercoledì e non giovedì come qualcuno vuol far credere, proprio prevedendo il consueto atteggiamento volto a comunicare dati e fatti in modo inveritiero. Ben altra e più simpatica battuta sarebbe potuta derivare dalla data delle dimissioni, ma tutto sommato meglio così, perchè non è tempo di scherzare, lo richiede la Città che merita che si argomenti  su tematiche, problemi e candidati seri, evitando battute e discorsi vuoti. A tutti dico: ci si vede nella mischia.

Carlo Di Pietrantonio

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