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Ma quante "cadreghe" vuole Signorelli?

Redazione

“Ho letto con interesse sui giornali locali dell'elezione del sindaco di Perledo, Carlo Signorelli, alla presidenza della nostra Comunità montana, ossia quella della Valsassina.
 
Devo dire di esser rimasto non poco preoccupato dalla notizia: al di là del fatto che questa persona ha già diversi incarichi, facendo il portaborse in Regione del sottosegretario Daniele Nava, essendo assessore provinciale uscente e facendo più di un lavoro contemporaneamente, non si capisce esattamente quanto tempo potrà dedicare all'amministrazione della Comunità montana. 
Visto come ha gestito il problema dell'avanzamento dei cinghiali, soprattutto nel nostro territorio, non oso immaginare come potrà gestire le questioni che ci riguardano più da vicino: ormai da mesi, nonostante quello che continuo a leggere sulla stampa da parte dell'Assessore provinciale alla caccia, qui da noi in Alta valle circolano indisturbati diversi capi di questo ungulato e, di recente, hanno cominciato anche a circolare in paese. 
La gente è preoccupata, ma l'Assessore dice che non bisogna avere paura, perché non sono pericolosi. Peccato che ad avere queste bestiacce fuori dalla porta di casa siamo noi valsassinesi, non lui che è giù sul lago, e forse questo problema lo tocca meno. 
Insomma, dalle nostre parti si dice, "Ofelè fa el to mestè”: non sarebbe meglio che, anziché venire su in Valle, visto quello che non ha combinato in Provincia, se ne stesse giù a casa sua a fare il sindaco e basta? 
Non si capisce perché questa gente debba sempre occupare 3 o 4 poltrone. Poi per forza la gente si stufa e non va più a votare: sono sempre gli stessi personaggi che girano! Sono veramente arrabbiato: in Valsassina questa gente non ci serve.”
Carlo Cresseri, Casargo

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