Coronavirus, lo Smart Working diventa realtà

Dopo anni a rincorrere la modalità di Lavoro Agile, l’emergenza Coronavirus ha spinto molte aziende italiane a prendere provvedimenti per permettere ai lavoratori di svolgere la propria professione tra le mura di casa. Vediamo come funziona questo modello organizzativo, quali sono i benefici e le difficoltà

Per contenere i casi di contagio dall'epidemia di Coronavirus, il governo ha emanato due decreti che dettano le misure necessarie da adottare anche in ambito lavorativo. A tal proposito, per gestire nel migliore dei modi le assenze, incidere il meno possibile sull'attività produttiva delle aziende, e soprattutto per mettersi al riparo dal possibile rischio di contagio, è permesso ai datori di lavoro di ricorrere allo "Smart Working" fino al 15 marzo 2020. Questa modalità di lavoro può essere avviata automaticamente ad ogni rapporto di lavoro subordinato, nelle aree considerate a rischio.

Lo Smart Working diventa quindi realtà. Certo, oltre a mettere al riparo dal virus un maggior numero di persone, ci sono anche molti vantaggi per la gestione familiare e personale, ma non solo. C'è il rischio di cedere alla distrazione, con effetti negativi sull’aumento dello stress.

Smart working: come funziona

In generale, lo Smart Working o Lavoro Agile, è un modello organizzativo fondato sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all’interno di un’azienda, che può portare notevoli vantaggi alle organizzazioni che lo adottano: maggiore produttività, raggiungimento degli obiettivi, e vantaggi anche in termini di welfare e qualità della vita del lavoratore. 

Si tratta quindi di un accordo tra lavoratore e organizzazione all’interno del rapporto di lavoro subordinato. Nello Smart Working luoghi e orari di lavoro sono scelti liberamente dal lavoratore, in modo flessibile e autonomo. In molti casi, il dipendente opererà da remoto con device propri o forniti dall’azienda, e attraverso piattaforme di condivisione dei dati. 

Ad alcuni può sembrare più facile lavorare senza andare in ufficio, ma se non si osservano alcune regole potrebbe non esserlo.

Benefici e difficoltà dello Smart Working

Ricorrere allo Smart Working permette un miglioramento della produttività, riduzione dell'assenteismo e riduzione dei costi per gli spazi fisici. I vantaggi riguardano anche la soddisfazione del lavoratore, che riesce a gestire meglio l'equilibrio tra impegno professionale e familiare. 

Ma la gestione degli smart worker presenta secondo i manager anche alcune criticità, in particolare le difficoltà nel gestire le urgenze, nell’utilizzare le tecnologie e nel pianificare le attività. Tra le difficoltà, emerge poi la percezione di isolamento, le distrazioni esterne, i problemi di comunicazione e collaborazione virtuale e la barriera tecnologica.

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