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Da sinistra Cotena, Francini, Oliva, Redaelli

Da sinistra Cotena, Francini, Oliva, Redaelli

Al Panathlon Lecco con Patrizio Oliva ed Elio Cotena si riassapora la grande box

Serata di gran gala questa sera, 11 giungo, al Panathlon Lecco con ospiti due grandi ex pugili come Patrizio Oliva ed Elio Cotena.

Patrizio Oliva nato a Napoli il 28 gennaio 1959 ha combattuto nelle categorie Superleggeri e Welter ed è considerato uno dei maggiori campioni che la storia del pugilato italiano può vantare. Una grande carriera da dilettante culminata con la conquista dell'Oro olimpico a Mosca nel 1980 nella categoria Superleggeri. Poi Oliva è passato alla Boxe professionistica conquistando in sequenza il titolo italiano, quello europeo e il titolo di campione del mondo di categoria. Successivamente è riuscito a conquistare il titolo di campione d'Europa anche nella categoria welter.

Oliva qual'è lo stato di salute del pugilato italiano? "Sta bene, abbiamo due campioni d'Europa come Mungo e Marsini. Poi c'è una buona squadra dilettantistica con Cammarella, Russo e Valentini, insomma non ci possiamo lamentare".

Rispetto a quando boxava lui quanto è cambiato il pugilato? "E' cambiato molto, soprattutto per quanto riguarda il discorso economico. Non ci sono più soldi, abbiamo difficoltà ad organizzare grandi eventi e quindi i ragazzi rinunciano a fare i professionisti per rimanere nei dilettanti ed accontentarsi del loro stipendio. In questo momento di crisi economica non gli si può dar torto".

Elio Cotena è nato all’ombra del Vesuvio il 30 agosto 1945 ed inizia la sua avventura con i guantoni nel 1959 presso la palestra S. Lorenzo disputando 97 match dilettantistici. Campione Italiano Dilettanti, Medaglia d’Oro ai giochi del Mediterraneo a Tunisi 1967, partecipa alle Olimpiadi del 1968 in Messico pesi Piuma. Professionista dal 1969, diventa campione Italiano Centro Sud, 69/70/71. Campione Italiano 72/73. Campione d’Europa 75/76, da professionista ha disputato 48 match. Premiato con Oscar come miglior pugile dell’anno 1976.

"Purtroppo la federazione - ci spiega Cotena - è abbastanza colpevole dell'attuale situazione pugilistica italiana, con una forte differenza tra professionisti e dilettanti. Hanno istituito una nuova regola per cui se un pugile professionista non ha combattuto più di 14 incontri può decidere di ritornare tra i dilettanti. Questo ha complicato di molto il panorama pugilistico per cui abbiamo perso grossi personaggi che possano far da traino per le giovani leve che vogliono fare il pugilato. Siamo arrivati al paradosso in cui qualche pugile di belle speranze che potrebbe fare un'ottima carriera professionistica decide di ritornare al dilettantismo per accontentarsi dello stipendio".

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