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Alessandro Villa

Alessandro Villa

Calcio e sociale, Alessandro Villa: "Lotto per il riconoscimento delle fasce deboli"

Il giovane moltenese, che fa parte della squadra di calcio locale, porta alla luce la sua situazione, che non gli permette di essere tesserato in nessun modo

Il calcio, si sa, non è solo legato a quello che succede all'interno di quelle quattro linee bianche, tra ventidue giocatori che si fronteggiano e una palla che rotola sul tappeto. Spesso e volentieri, infatti, si trasforma in un mezzo in grado di fare la differenza anche a livello sociale, vista la sua diffusione capillare su tutto il territorio mondiale.
Non mancano comunque le difficoltà anche in questo caso, perchè è più d'una la testimonianza che certifica le difficoltà di chi si avvicina a questo mondo per cercare del riscatto a livello personale.

La descrizione appena fatta rappresenta la situazione di Alessandro Villa, 33enne moltenese che già poco meno di un anno fa ci raccontò del bel rapporto che si instaurò tra lui e il portiere del Molteno Calcio Michele Pozzi: per lui, che vive una situazione non facile a causa della disabilità, quello con il mondo del pallone dilettantistico fu un bell'incontro, che gli permise di sentirsi finalmente "normale".
A mettergli i bastoni tra le ruote è, tanto per cambiare, la burocrazia: stando ai regolamenti, infatti, per Kyle ci sono delle difficoltà a venir tesserato anche solo come dirigente e, per questo, spesso e volentieri si deve vedere le partite in trasferta sotto gli stratempi che talvolta colpiscono le zone dove si reca per seguire la squadra in campionato.

“Io non sono tesserato perchè la mia figura non è riconosciuta in nessun modo, quindi volente o nolente non c'è posto - ci spiega Alessandro - questo è solo il primo dei problemi, perchè quando mi sposto con la società loro non sono comunque obbligati a 'scarrozzarmi' in giro per la provincia visto che, come detto, non posso essere 'riconosciuto' a livello federale, inoltre fuori casa non posso entrare nell'area riservata ad atleti e addetti: mi sono dovuto beccare spesso e volentieri tutta l'acqua che abbiamo incontrato."
Postosi il problema, Alessandro ha anche tracciato la strada per risolverlo: "Voglio inoltrare una richiesta alla FIGC per far mettere una regola che possa permettere il riconoscimento delle fasce deboli nel calcio, così come succede nel mondo del lavoro: si tratta di una proposta che coinvolge tutte le società, perchè ad altri potrebbe servire un'esperienza come questa che sto facendo io."

Quello con il mondo del pallone rimane comunque un amore sbocciato in epoca lontana: “Quando ero piccolo, nella cucina di casa della vicina vidi il poster di Ruud Gullit e mi colpì, così mi sono affezionato al Milan: era una sorta di amico immaginario, che mi permetteva di 'staccare' dalla routine insieme alla musica. A ripropormelo a più riprese e a farmelo metabolizzare fu poi la tv, per cui registrò uno spot della casa M&M's”

Questa passione ha anche retto a qualche riscontro personale non proprio favorevole: “Dopo varie peripezie con le società in cui sono stato, da più parti ho appreso che fondamentalmente il calcio non è portatore di valori sociali, ma solo di agonismo e combattività. Io, che per il sociale mi sto 'sbattendo', mi sono chiesto 'chi sono?' e ho cercato la mia vera identità anche in questo mondo, visto che ho acquisito tratti di personalità da altre persone che ho incontrato in questo percorso.”

L'avventura con il Molteno Calcio prosegue nonostante qualche momento difficile: “Michele Pozzi aveva dato manforte alla mia permanenza nel gruppo: il centro sportivo è la mia 'isola che non c'è', perchè non ci sono problemi di autoaccettazione quando sono lì. Purtroppo, in seguito ad un infortunio che lo ha costretto a fermarsi nella parte conclusiva del girone di andata di questa stagione, dopo la pausa natalizia lui si è trasferito in un'altra società, per un momento mi sono perso senza un aggancio solido lì dentro, ma sto comunque lavorando per ritrovare le stesse sensazioni. Il nuovo riferimento? Cerca e cerca ho trovato in Davide Mongodi il nuovo 'faro' all'interno dello spogliatoio: rappresenta la parte di me che non vedo allo specchio quando mi ci guardo.”

Il futuro, oltre al calcio, continuerà anche con WhattsApp Brianza, per cui si attendono grosse novità a stretto giro di posta: "Stiamo per brandizzare il marchio con vari gadget: un'altra sfida da vincere."

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