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L'esultanza di Mattia Locatelli dopo la rete alla Pergolettese

L'esultanza di Mattia Locatelli dopo la rete alla Pergolettese

Calcio Lecco, la vittoria sul Pergo vale i playout contro l'Olginatese

Vinta la gara finale contro i cremaschi grazie alle reti di Cannataro e Locatelli. Il prossimo 21 maggio si giocherà in via dell'Industria contro i bianconeri

Da Locatelli a Locatelli, dalla retrocessione diretta ai playout. Diciassette partite e venti punti dopo, il Lecco alza la testa, guarda la classifica e scopre che il prossimo 21 maggio scenderà in campo sul terreno di Olginate nella gara secca che varrà la permanenza in Serie D. Un obiettivo dichiarato e centrato dalla squadra di Bertolini, che il "Rigamonti-Ceppi", decisamente più pieno del solito, ha spinto verso la realizzazione di una prima impresa. La rete del giovane attaccante fa il paio con quella messa a segno a Crema nello scorso dicembre, giornata che ha fatto da spartiacuqe tra il prima e il dopo. Un dopo che ci racconta di una lunga rimonta, culminata nel successo odierno contro la tutt'altro che arrendevole prima della classe. La sceneggiata a fine gara di Curti, tecnico ospite, ha oltretutto alzato i toni di una contesa agonistica ma sicuramente non esasperata dal reciproco benessere che il risultato lecchese, incrociato con quello degli altri campi, stava dando. Un pareggio, difatti, avrebbe cambiato le sorti del Lecco (condannato allo spareggio con il Bolzano) ma non quelle del "Pergo"; lo scorrere dei minuti ha cancellato la paura dei padroni di casa, giustamente festeggiati a fine gara. Per completare l'opera ci saranno due settimane di lavoro e tanta tensione, che avranno sfogo in un incrocio dal destino disegnato con la consueta non curanza delle coronarie, nostre e altrui.

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Primo tempo - Bertolini, finalmente con tutti gli effettivi a disposizione, incentra sul ritrovato Locatelli il gioco offensivo nel 4-3-3 di partenza. Curti, privo dell'ex Bodini, schiera in maniera speculare i suoi: a Dimas, vera e propria "bestia nera, è affidato il compito di fare male. E' il genio di Cannataro a dare subito un'enorme sferzata di energia alla gara: il centrocampista approfitta del cattivo posizionamento di Leoni per trasformare in gol una difficile punizione dalla sinistra; l'estremo difensore prova la parata in extremis ma intercetta la sfera quando questa ha già varcato la linea di porta. Il Lecco, che al solito vive della forte spinta emotiva data dal pubblico, spinge forte sull'acceleratore, ma Locatelli non converte in ulteriore dose di gioia un'invenzione di Malvestiti: palla smarcante per il centravanti che trova però Leoni sulla sua strada. La Pergolettese è in ogni caso viva e si palesa nel modo più evidente alla mezz'ora: Dimas riceve spalle alla porta, manda "al bar" Dejori e trova l'angolo lontano con una perfetta conclusione mancina dal limite dell'area; ennesimo saggio di classe cristallina contro il Lecco per l'attaccante brasiliano. E' un pareggio che dura comunque poco: quattro minuti dopo (31') Caraffa inventa di testa per Locatelli che, defilato sulla destra, trova l'angolatura giusta per battere Leoni. L'ultimo flash degno di nota è il miracolo di Salvatori sull'incornata di Pedrabissi, che arriva dopo l'interruzione della gara causa lancio in campo di torce e fumogeni che, presumibilmente, costeranno una salata multa.

Secondo tempo - Alla ripresa (3') è ancora Dimas a voler fare la figura del fenomeno, ma questa volta sulla sua conclusione, comunque da posizione defilata, si oppone bene Salvatori. Dall'esterno arriva sino al campo la notizia della rete del Levico Terme, un fattore che ai cremaschi consegnerebbe il terzo posto automaticamente, ma i gialloblù, nonostante le invettive del "Rigamonti-Ceppi", continuano a spingere e a schiacchiare un Lecco impaurito, anche perchè Locatelli torna a perdere il duello con Leoni sull'ennesima iniziativa di Cannataro (10'). Salvatori non arriva con precisione su Pedrabissi ma viene salvato da Dejori (13'), poi Baggi (36') trova il varco giusto per realizzare la nuova parità, ma l'alzata di bandierina dell'assistente Masini riempie d'aria i polmoni dei circa 600 presenti. Che la giornata, anche arbitrale, sia ai limiti della perfezione lo conferma anche il giallo per simulazione che Belfiore rifila a Dimas quando la tensione inizia a scemare verso il triplice fischio finale dello stesso arbitro parmigiano. Il riflettore principale del dopogara se lo prende, come detto, anche per troppo tempo Curti, dopodichè inizia il tempo dei moderati festeggiamenti.

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